Cos’è il rapporto P/E (Price/Earnings Ratio) e gli altri multipli di mercato: P/S,  P/B, P/C, P/FCF, PEG, PB, EV/EBITDA

Cos’è il rapporto P/E (Price/Earnings Ratio) e gli altri multipli di mercato: P/S, P/B, P/C, P/FCF, PEG, PB, EV/EBITDA

8 Gennaio 2022 Off Di Redazione Appuntieconomia.it

Quando ci si approccia ai mercati azionari si pone il problema di valutare se il prezzo di un’azione sia più o meno elevato rispetto ai suoi fondamentali, alle azioni di aziende dello stesso settore, dello stesso indice di riferimento o a valori precedenti della stessa azione.

Non è infatti sufficiente confrontare il prezzo della stessa azione nei mesi o anni precedenti: sebbene infatti l’analisi del grafico del prezzo è oggetto di un’apposita disciplina chiamata analisi tecnica, è bene tenere presente che ogni trimestee l’azienda aggiorna i propri dati su utili, fatturato, stato patrimoniale e cash flow.

Per questo si usano i cosiddetti multipli di mercato o multipli azionari, solitamente dei rapporti (ratio). Vediamone alcuni:

Rapporto Prezzo/Utili P/E (Price/Earnings Ratio). Cos’è, come si calcola e come si aggiorna il P/E di un’azione.

Come dice il nome stesso è il rapporto tra il prezzo dell’azione e l’utile per azione (EPS, Earning per share).

P/E = Price / EPS

L’EPS è solitamente un valore TTM , ovvero Trailing Twelve Months: durante la trimestrale viene pubblicato l’EPS del trimestre (q1, q2, q3, q4). Supponendo ad esempio di trovarci in alla pubblicazione del q4 dell’esercizio 2021 e, prima della pubblicazione degli earnings, conscere l’EPS TTM dato dai dati fino al q3 2021.

Prima della pubblicazione degli utili, l’EPS sarà:

EPS TTM = EPS_q4_2020 + EPS_q1_2021 + EPS_q2_2021 + EPS_q3_2021

Al momento di pubblicazione del dato EPS_q4_2021 , andremo a sostituirlo con EPS_q4_2020 e il nuovo valore di EPS TTM sarà:

EPS TTM = EPS_q1_2021 + EPS_q2_2021 + EPS_q3_2021 + EPS_q4_2021

Pertanto il P/E è un valore che varia sia di giorno in giorno che di trimestre in trimestre, in quanto:

  • varia quotidianamente con il prezzo dell’azione al numeratore P
  • varia ogni trimestre con gli utili EPS al denominatore E

Se invece si conosce l’utile totale dell’azienda E (sempre TTM, ovvero trailing twelve months), essendo riferito alla totalità delle azioni, anche il prezzo totale dovrà essere quello delle azioni, ovvero:

P = Prezzo dell’azione * numero totale delle azioni = capitalizzazione di mercato

Pertanto il rapporto prezzo / utili si può calcolare anche come:

P/E = Capitalizzazione di mercato / Utile TTM dell’azienda.

Rapporto Prezzo/Vendite P/S (Price/Sales Ratio). Cos’è, come si calcola e come si aggiorna il P/S di un’azione.

E’ il rapporto tra il prezzo e i ricavi ovvero il fatturato delle vendite (Sales) dell’azienda. Si tratta di un multiplo di mercato impostante, sia perché si aggiunge alle valutazioni del P/E, sia perché è il primo rapporto disponibile per quelle aziende che non hanno P/E perché non hanno utili.

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Si tratta di aziende in perdita, cioè non profittevoli o non ancora profittevoli come ad esempio le growth stocks, azioni che andranno in utile solo dopo una certa progressione nella crescita delle vendite.

Essendo il fatturato solitamente riferito all’intera azienda e non alla singola azione, come succede per l’EPS, a numeratore andrà il prezzo di tutte le azioni ovvero la capitalizzazione di mercato:

P/S Ratio = Prezzo azione * numero azioni / Ricavi = Capitalizzazione di mercato / ricavi

Rapporto P/E futuro ( Forward P/E ). Cos’è e come si calcola.

Abbiamo parlato delle azioni growth, ovvero azioni caratterizzate da una forte crescita dei fatturati e, una volta profittevoli, anche degli utili. Spesso nel prezzo delle azioni viene in parte “scontata” questa crescita, ovvero si tiene conto degli utili che produrrà anche nei prossimi trimestri e anni.

Infatti le azioni growth sono caratterizzate da un rapporto P/E mediamente più alto di aziende che hanno invece raggiunto una certa fase di saturazione della crescita e producono utili piuttosto stabili (le cosiddette azioni value).

In questi casi può essere anche utile considerare il Forward P/E che si calcola come:

Forward P/E = Prezzo (attuale) / EPS previsto nell’esercizio successivo

Il più noto esempio di azione growth, che è stata in alcuni momenti caratterizzati da valori di P/E molto alti, è TESLA. Nell’immagine che segue vediamo l’andamento storico del P/E di Tesla (fonte macrotrends.net ), si può notare come, finché l’azienda non è stata in utile, il P/E era nullo, per poi salire fino ad un valore superiore a 1.000:

Cos’è PEG ratio, ovvero il Price to Earning Growth ratio e come si calcola

Sempre a proposito di azioni growth, ovvero azioni di aziende che sono nella fase iniziale del loro sviluppo e dalle quali ci si aspetta una buona crescita annua degli utili, per valutare se il loro P/E è veramente troppo alto o se lo è in ragione della crescita attesa, si può rapportare il P/E alla crescita attesa degli EPS nel prossimo anno o nei prossimi 5 anni.

Otteniamo così il PEG, Price to Earning Growth, che a seconda di quale tasso di crescita si utilizza avrà una delle due seguenti forme:

  • PEG = PE / percentuale di crescita degli EPS nel prossimo anno
  • PEG = PE / percentuale di crescita degli EPS nei prossimi 5 anni

Un valore del PEG di un’azienda correttamente quotata dal mercato dovrebbe essere intorno ad 1. Invece:

  • un’azienda con PEG molto superiore a 1 è generalmente sopravvalutata;
  • un’azienda con PEG molto inferiore ad 1 è generalmente sottovalutata;

Prendiamo ad esempio un’azienda con un P/E pari a 90, che generalmente può essere considerato un valore abbastanza alto. Sappiamo però che, secondo la maggior parte degli analisti, essa avrà un raddoppio degli utili nel prossimo anno. Ecco che il PEG ci può tornare molto utile a valutare questa azienda, in quanto avremo che il PEG è 90/100 = 0.9 < 1 .

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Precisazione doverosa è che il PEG si basa su stime future degli utili aziendali, che possono essere forniti dagli analisti a dalla guidance dell’azienda stessa. Tale valore sarà quindi tanto più attendibile quanto più le stime saranno state attendibili. Un buono storico di manteniment/superamento delle stime da parte dell’azienda nelle trimestrali precedenti, può essere un ottimo supporto a sostegno del PEG.

Rapporto tra prezzo e cash flow ( PC Price to Cash Flow Ratio ) e free cash flow ( P/FCF Price to free cash flow )

Come ovviamente si può intuire, in questo caso la capitalizzazione di mercato viene rapportata ad altri due dati aziendali pubblicati durante la trimestrale:

  • Il Cash Flow ( P/C = Capitalizzazione / Cash Flow )
  • Il Free Cash FLow ( P/FCF = Capitalizzazione / Free Cash Flow )

Rapporto P/B ( Price to Book P/B ). Cos’è e come si calcola.

Il book value è il patrimonio netto dell’azienda, ovvero la differenza riportata nello stato patrimoniale del bilancio tra attività e passività.

Essendo quindi il patrimonio netto il valore netto dell’azienda come riportato nel bilancio e la capitalizzazione il prezzo dell’azienda in quel momento sul mercato, confrontare questi due valori può essere molto importante. In alcuni casi l’azienda può essere così sottovalutata, spesso per particolari condizioni generali del mercato non dipendenti dalla singola azienda, che il prezzo può anche scendere sotto il patrimonio netto.

Se l’azienda ha buoni fondamentali, può essere un’ottima occasione di ingresso per gli investitori che applicano la cosiddetta strategia del value investing, il cui cui più famoso esponente è sicuramente Warren Buffett.

Pertanto:

P/B Price to book ratio = Capitalizzazione di mercato / book value

Rapporto EV/EBITDA . Cos’è e come si calcola.

L’EV è l’enterprice value dell’azienda, un’altra metodologia che tenta di stabilire quale sia il valore dell’azienda. A seconda che l’azienda si indebitata (abbia cioè debiti superiori ai crediti che determinano l’indebitamento netto) o abbia crediti superiori ai debiti (abbia cioè una liquidità netta), si ha uno dei due seguenti casi:

  • Enterprise value = capitalizzazione di borsa + indebitamento netto
  • Enterprise value = capitalizzazione di borsa – liquidità netta

In entrambi i casi, se ci sono azioni privilegiate o partecipazioni di minoranza, vanno aggiunte alla capitalizzazione per ottenere l’EV.

Un secondo metodo per calcolare l’EV , di tipo finanziario e chiamato discounted cash flow, (DCF) consiste nell’attualizzare i flussi di cassa futuri che produrrà l’azienda. Il metodo DCF viene spesso utilizzato in ambito finanziario per calcolare il fair value di un’azione.

Risulta pertanto utile confrontare l’EV con un altro parametro che tenga conto dell’approssimazione dei valori dei flussi di cassa prodotti dall’azienda, ovvero l’EBITDA ( Earnings Before Interest and Taxes ).

Otteniamo così il multiplo di mercato EV / EBITDA .