Tasso di interesse

Da un costo al denaro, ogni variazione del tasso di interesse ha effetti su due mercati: il mercato del credito (se sale per le imprese sarà più difficile prendere a prestito del denaro) ma anche influisce sul mercato della moneta cioè sulla richiesta di liquidità da parte degli individui.

Infatti il tasso di interesse si collega alla cosiddetta politica monetaria.

Con l’entrata in vigore dell’euro la politica monetaria italiana è stata delegata alla banca centrale europea.

Se i tassi aumentano vi è una diminuzione dell’offerta di moneta che in realtà è che gli individui tendono a detenere un minore quantitativo di moneta perché questa perde di valore più velocemente e quindi l’economia rallenta e la BCE che deve contenere l’inflazione usa questa politica nei periodi di espansione economica cioè quando il rischio è quello dell’aumento dei prezzi mentre la diminuzione dei tassi si usa quando c’è economia stagna quindi si stimola il mercato del credito e le imprese così hanno stimolo a prendere denaro in prestito e rilanciare l’economia.

Gli effetti che si hanno su questi due mercati sono sempre legati in questo modo.

Il problema nasce quando le problematiche legate all’economia derivano da shock non legate alla offerta ma alla domanda (stagflazione) cioè aumenta il prezzo del petrolio e quindi un aumento dell’offerta ha portato una diminuzione dei prezzi.

Chi decide il tasso di interesse?

La BCE si riunisce ogni primo giovedì del mese per stabilire tre diverse tipologie di tasso che in realtà sono legate tra loro.

Il tasso finanziamento principale con cui presta alle banche e quindi queste si comporteranno in maniera consequenziale con i clienti e con le altre banche.

Rifinanziamento marginale è obbligo di restituzione entro le 24 ore e sono overnight il pagamento della somma ricevuta deve avvenire entro 24 ore e poi il tasso sui depositi che è quello che la BCE paga sui depositi che tiene delle altre banche (come noi quando andiamo in banca, se prendiamo a prestito il tasso è più alto rispetto a quello dei depositi).

Tassi d’interesse Fed E BCE a confronto

Dopo estate 2007 quando si sono iniziati a sentire i primi scricchiolii della crisi c’è stato anche il problema che il prezzo del petrolio era cresciuto molto nell’ultimo anno.

Aumento prezzo petrolio porta inflazione e gli usa se ne sono fregati dell’inflazione e hanno deciso di abbassare i tassi di interesse.

In Europa i tassi sono rimasta invariati fino alla metà del 2008 e poi dopo fallimento di LB hanno abbassato.

Tasso di riferimento principale ed inflazione

La media dei tassi prima BCE erano elevati perché non si preoccupavano dell’inflazione anche se avevano debito pubblico enorme e mantenevano tassi alti per sfruttare il signoraggio. L’andamento dell’inflazione e quello del tasso di interesse sono simili.

Il tasso d’interesse come segnale

La curva dei rendimenti varia a seconda dei vari momenti dell’economia.

Nel 2001 prima delle torri ma c’erano già scricchiolii l’andamento era a gobba.

Poi c’è stato l’attentato e crisi e all’inizio del 2003 quando l’economia ha iniziato a riprendersi i tassi a breve erano diminuiti e quelli a lungo no questo significa che le aspettative negative dell’economia erano presenti solo per un periodo di tempo abbastanza limitato.

Estate 2007 abbiamo il tasso overnight decrescente cioè il tasso overnight era superiore a quello trimestrale, questo significa che le banche non si fidano l’una dell’altra e si sono smesse di prestarsi denaro.

La curva che si è avuto nel marzo 2009 che è il picco minimo raggiunto dalle borse la curva era tornata ad avere forma simile a quella che ci si aspetta che abbia tranne che è molto più bassa rispetto alle altre e i tassi sono bassi per stimolare l’economia.

Il rendimento delle obbligazioni si può distinguere in due componenti:

  • Conto interessi;
  • Conto capitale.

Anche per le azioni esistono due tipi di rendimento: dividendi e capital gain (è il corrispondente del guadagno in conto capitale che esiste per le obbligazioni).

Se il guadagno in conto interessi è ancorato a qualcosa di esterno o di certo, per quel che riguarda il dividendo invece la società quotata in borsa staccherà dei dividendi se l’attività d’impresa è andata in modo favorevole.

Dal 1 Gennaio 2012 la tassazione sul dividendo passa al 20%.

Il capital gain è dato dalla differenza tra prezzo di emissione e prezzo di rimborso, anche il capital gain è tassato al 20% dal 1 Gennaio 2012. Se la differenza è negativa si ha una minusvalenza.

Riguardo alla tassazione esistono due regimi diversi. Se si hanno minusvalenze nel proprio portafoglio le plusvalenze saranno tassate dal momento di recupero delle minusvalenze.

Se vendo titolo con minusvalenza di 100 il prossimo che vendo finché non arrivo a plus di 100 non pagherò la tassazione.

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