Perché la vigilanza

Il mercato è naturalmente non tendente alla trasparenza e correttezza , il sistema bancario ha una funzione monetaria e una creditizia. Le banche fanno una raccolta a vista dei depositi (cioè posso riprenderli quando voglio).

Svolgono quindi un primo piano nell’offerta di moneta e occorre quindi monitorarle.

La funzione creditizia è quella di trasformare i depositi in finanziamenti a lungo e quindi se deposito una somma e la vado a ritirare il giorno dopo, questa somma la banca l’avrà impiegata in titoli oppure in prestiti.

Se io vado a ritirare la somma creo qualche problema alle banche. Questa attività rende fragili i bilanci bancari. Lasciamo perdere le asimmetrie informative.

La concorrenza nel mercato bancario è particolare, se fallisce una banca è un casino. I creditori devono rinunciare a gran parte delle somme loro dovute e così via, se invece occorre un fallimento della banca spesso interviene lo stato affinché l’emorragia di depositi non distruggesse le banca. Il succo è che i costi del fallimento della banca è maggiore dei benefici.

Il FITD rimborsa i depositi fino ad un certo importo.

Perché la vigilanza? Perché le libere forze di mercato non fanno emergere un sistema bancario trasparente eccetera. Inoltre una vigilanza più forte a causa del fallimento di LB.

Quindi la risposta è quella di una regolamentazione che può costituire una risposta adeguata a condizione che ci sia qualcuno che faccia la vigilanza e che le regole siano volte al contenimento della rischiosità, eccetera.

Una delle cause della crisi finanziaria iniziata nel 2007 è la grande deregolamentazione che è stata perseguita nel sistema americano a partire dagli anni ’80, un eccesso di liberismo, le forze di mercato lasciate libere di esprimersi non portano ad un mercato che sia stabile ed efficiente, c’è bisogno di un organo di vigilanza che sia indipendente e che renda valido il meccanismo di controllo.

Nel nostro paese abbiamo sperimentato una vigilanza che si ispira a questi concetti ed è una vigilanza che ha avuto risultati migliori dei paesi anglosassoni perché non abbiamo fatto un feticcio del mercato e abbiamo dato delle regole che conducono il sistema a non avere dei fallimenti importanti.

Tanto è vero che il presidente dell’EBA è un italiano e la cosa è stata presa con grande stupore e scetticismo negli ambienti della city londinese. L’organo di vigilanza deve contemperare l’esigenza di autonomia dei soggetti che operano nel mercato (banche), con quelle del perseguimento di obiettivi di interesse generale connessi alla salvaguardia del risparmio che è connesso allo sviluppo del paese.

I presidi di controllo interno hanno dei costi, ma bisogna essere consapevoli che sono costi che rendono, se la banca fallisce è molto peggio.

Bisogna non far dispiegare le libere forze di mercato e si cerca di correggere le imperfezioni del mercato.

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