La Cina

La Cina esporta molto e quindi ha un sacco di avanzi nella bilancia dei pagamenti. Questi soldi li ha investiti finora in gran parte in titoli di stato americani, ha una paura terribile che ci sia una tosatura dei titoli americani (rimborsano solo una percentuale).

Allora la Cina ha questo problema: quando usa emettono titoli pubblici allora se li sottoscrive aumenta il suo rischio perché se il debito federale salta allora perde un sacco di soldi, se dice che non si fida più allora i titoli americani crollano di prezzo e quindi ci perde lo stesso.

Fra la diversificazione che fa dei nuovi avanzi c’è anche quella di acquistare titoli del debito pubblico europeo cioè ha acquistato titoli del debito pubblico spagnolo e portoghese e noi speriamo che acquisti anche quelli italiani.

Ha però la Cina un modo di ragionare diverso da quelli degli altri investitori finanziari. Non le interessano delle buone cedole ma vuole impiegarlo in funzione strategica allora compera cose che le diano potere nel mondo, non sottoscrive titoli in funzione finanziaria cioè per ottenere più soldi.

Chi gestisce questi fondi enormi ha una visione politica cioè non le interesse di far vivere meglio i contadini cinesi, si è comprata pezzi di terra in africa con delle miniere per acquisire potere. È venuto uno di questi capi cinesi e Tremonti ha chiesto se compravano titoli pubblici e hanno detto ok se ci dai un pezzo di ENEL cioè quelle cose che servono per il loro sviluppo futuro.

Hanno comprato i titoli pubblici spagnoli ma in cambio volevano azioni di compagnia brasiliana.

C’era una riunione nella quale l’oggetto era un esame alla Grecia e all’Italia.

Perché di botto il debito pubblico italiano è andato sotto osservazione e i mercati si sono terrorizzati e i prezzi dei titoli pubblici italiani sono crollati?

Qualcuno fa risalire questo momento al mese di luglio scorso quando il presidente del consiglio ha detto male parole verso Tremonti, Tremonti però è il ministro dell’economia che più in Europa ha tenuto sotto controllo il debito pubblico.

Hanno nominato al suo posto Siniscalco, che era più umano.

Comunque in questo modo Tremonti è riuscito a migliorare i conti pubblici, ha ottenuto risultati molto buoni. I politici vogliono spendere e ridurre le tasse per acquisire il consenso.

A un certo punto B ha detto che non ne poteva più di Tremonti, e all’indomani i mercati sono crollati perché dicevano che sarà anche maleducato ma ha migliorato i conti pubblici.

Da quel momento i mercati si sono spaventati. Così è cominciato a crollare tutto. Così Trichet e Draghi hanno scritto lettera al governo in cui ha detto di fare questo e questo.

In quella lettera c’è una forte attenzione ai rapporti tra lavoro e impresa cioè c’è l’idea che nelle imprese italiane e soprattutto nel settore pubblico italiano la gente non faccia un tubo, c’è l’idea forse più vera che se un’impresa va male allora non si può permettere di licenziare i lavoratori, se i lavoratori fossero licenziati facilmente si formerebbe l’esercito di riserva e così c’è più competizione nel mercato del lavoro, aumentano le esportazioni e c’è crescita.

Così migliorano le tasse, si contiene la spesa pubblica. I mercati vogliono che ci sviluppiamo così il bilancio pubblico diventa più robusto.

Nello sviluppo la competitività del sistema ha un ruolo importante quindi dicono che abbiamo dei rapporti tra lavoratori e sistema produttivo eccessivamente favorevole per i lavoratori, in effetti se si vedono gli altri paesi nelle imprese di molti paesi le imprese possono licenziare più facilmente.

B era concentrato sulle pensioni che sono un casino. È necessaria una riforma (sua segretaria).

È vero che in Francia la gente non va in pensione troppo vecchia ma non ha il nostro debito pubblico quindi possono permetterselo. No non erano concentrati a parlare sulle pensioni. In questo documento che ha presentato ci sono delle misure importanti e i mercati lo hanno prese bene.

Nel listino italiano sono presenti soprattutto le banche. Se la borsa va così bene significa che le banche stanno andando bene. Il che significa che i titoli pubblici stanno andando bene perché siccome le banche sono piene di titoli pubblici italiani, se le banche sono stimate bene significa che anche i titoli italiani di cui sono piene stanno andando bene. Il documento quindi è stato preso bene dai mercati.

Un economista dice che se l’Europa avesse salvato subito la Grecia spendendo quello che c’era da spendere allora avrebbe dato il segnale ai mercati che il debito pubblico lo pagavano, e quindi non ci sarebbe stato problema per l’Italia e il costo globale sarebbe stato più basso.

Ha senso questa cosa. Oltre che misure per il contenimento della spesa pubblica ci sono misure sulla revisione dei rapporti di lavoro.

Una revisione peggiorativa per i lavoratori. Questo è piaciuto molto alle autorità europee ed ai mercati. Poi noi italiani siamo bravi a fare delle belle promesse, se poi B appena torna in Italia dice vabbè arrangiamoci, vogliamoci bene poi i mercati si stufano.

I mercati festeggiano gli accordi a Bruxelles, il fondo salva stati. Dice che hanno costretto i detentori dei titoli pubblici greci a sostenere una perdita del 50% sul nominale così il debito pubblico scenderà dal 160% al 120%.

Ma chi si fiderà più della Grecia o dell’Italia? Non sarebbe stato meglio se il fondo salva stati fosse intervenuto subito? Potenziamento delle capacità di credito del fondo salva stati: di questi 290 miliardi, 250 verranno leveredgiati cioè faranno debiti pari a 4 volte questa cosa.

La cosa è che siamo nell’occhio del ciclone perché è dall’Italia che dipendono le sorti del mondo. Se l’Italia crolla, crolla l’euro, allora l’America trema, se crollano gli usa crolla il Giappone, anche la Cina è spaventata.

Prodi è stato in Cina un po’ di tempo, il primo ministro cinese gli ha detto che non possiamo mettere tasse e ridurre la spesa perché abbiamo elezioni in tutti momenti e prodi ha commentato che la predica è giusta ma non il prete.

Uno dei motivi per cui la Merkel ha paura è che ci sono le elezioni, Sarkozy si da delle arie perché sa che perderà le prossime elezioni, perché quando le cose vanno male la gente se la prende con chi è al potere. Il sistema democratico implica una paralisi dell’attività politica, non può avere un orizzonte di lungo periodo.

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