Il potere assoluto

Il potere stesso è una fonte di potere, nel senso che può essere impiegato per ottenere altro potere. Questa concezione è stata dimostrata da numerosi politicanti delle organizzazioni in diverse situazioni:

  • Caso a): spesso i detentori del potere concludono delle sorte di accordi informali attraverso i quali fanno un favore a qualcuno per ricevere un altro favore dalla stessa persona in un momento futuro. Alla base di questi accordi c’è una politica del tipo “io ti ho aiutato ieri, adesso è il momento che ricambi il favore”, ovviamente questa frase non viene espressa direttamente ma resta comunque alla base dell’accordo.
  • Caso b): il potere esercita una certa attrazione da parte di coloro che lo detengono e nei confronti di coloro che lo cercano. Nella speranza di entrare nelle grazie dei potenti (e eventualmente ottenere favori futuri), gli individui offrono loro appoggio (anche se non richiesto) o si allineano con il loro modo di pensare (condividendo le stesse opinioni in modo da fare vedere che si trovano sulla stessa sponda). Il titolare del potere potrà ricambiare offrendo sostegno a coloro che a loro volta l’hanno sostenuto in precedenza; questi individui a loro volta si sentiranno in debito nei confronti dell’individuo potente. Per farla breve: chiamiamo il soggetto potente Alfa e il soggetto che vuole ottenere potere Beta. Beta appoggia Alfa in diversi casi, dimostrandogli di essere sulla stessa linea di pensiero, nella speranza che Alfa un domani ricambi il favore (e gli faccia ottenere potere). Nel momento in cui Alfa ricambia, Beta si sentirà in debito nei suoi confronti e cercherà di ripagarlo (in questo modo Alfa potrebbe incrementare il suo potere grazie ai favori di Beta). Il potere attrae e questa attrazione può diventare fonte di ulteriore potere.
  • Caso c): il potere è anche fonte di motivazione. Coloro che hanno conosciuto il successo sono spinti a cercare altro successo (il potere porta ala ricerca di altro potere). Questo approccio ha avuto particolare successo negli anni ’90 in conseguenza al successo della corrente di pensiero della new age. L’individuo sviluppa un atteggiamento del tipo “posso riuscirci” e questo lo motiva ad agire per ottenere altri successi.

L’ambiguità del potere.

Gli studiosi dell’organizzazione, anche dopo avere analizzato un gran numero di fonti del potere, non hanno ancora stabilito una definizione di tale fenomeno. Il potere ha caratteristiche in comune con i modelli di dipendenza asimmetrica (due individui hanno un rapporto di dipendenza ma uno dipende maggiormente nei confronti dell’altro).

Per potere si in tende inoltre la capacità di un individuo di definire la realtà e di fare accettare tale definizione ad altri individui al fin e di spingere le loro azioni nella direzione desiderata. Ci sono però numerosi aspetti non particolarmente chiari:

  • Il potere è un fenomeno comportamentale interpersonale o dipende da fattori strutturali profondi dell’organizzazione?
  • Il potere è una risorsa o un rapporto?
  • È importante distinguere il potere manifesto da quello potenziale?

Anche se alcuni elementi non sono estremamente chiari, l’analisi delle diverse fonti di potere ci aiuta a comprendere i giochi di potere e le dinamiche politiche che si sviluppano nell’organizzazione.

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