Cosa sono i titoli di stato? BOT, CCT, CTZ e BTP

Cosa sono i titoli di stato? BOT, CCT, CTZ e BTP

15 Gennaio 2020 Off Di Redazione Appuntieconomia.it

Cosa sono i titoli di stato

I titoli di Stato sono obbligazioni emesse da enti sovrani. Lo Stato italiano, formalmente si tratta del Ministero dell’Economia e delle Finanze ( MEF ), emettendo tali obbligazioni reperisce denaro per finanziare le proprie attività.

Detto in altro modo, lo Stato emette titoli per coprire i debiti che accende per mantenersi e per produrre i servizi che gli competono attraverso la spesa pubblica : scuole, salute, infrastrutture, sicurezza, difesa, ecc

Di contro l’investitore acquistando tali obbligazioni presta fondi all’emittente per un determinato periodo di tempo, con l’obiettivo di ottenere una performance congrua con il rischio sostenuto.

Quali sono i tipi di titoli di stato italiani: BOT, CCT, CTZ

In Italia ci sono sei tipi di Titoli di Stato. Le differenze tra i diversi tipi dipendono da due cose: la durata e le modalità di remunerazione.

Eccoli:

  • Buoni Ordinari del Tesoro (BOT): durata di 3, 6 e 12 mesi, privi di cedole, il rendimento è dato dallo scarto di emissione;
  • Certificati di Credito del Tesoro (CCT): durata di 7 anni e cedole semestrali a tasso variabile;
  • Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ): titoli della durata di 24 mesi, privi di cedole, tutto il rendimento dipende dallo scarto di emissione;
  • Buoni del Tesoro Poliennali (BTP): durata di 3, 5, 10, 15, 30 e 50 anni, con cedole fisse semestrali;
  • Btp Italia: durata di 4, 6 o 8 anni cedole annuali pagate ogni sei mesi;
  • Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all’inflazione europea (BTP€i): durata di 5 e 10 anni, il capitale e le cedole semestrali sono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione europea.

I titoli di Stato vanno acquistati tramite una banca o un intermediario finanziario. E possono essere comperati sia durante l’asta di emissione sia sul mercato secondario.

Come valutare il rischio dei titoli di stato

I titoli di Stato, in quanto obbligazioni, espongono l’investitore ad alcuni rischi:

  • Di reinvestimento
  • Di interesse/di prezzo
  • Di rimborso anticipato
  • Di liquidità
  • Di inflazione
  • Di tasso di cambio
  • Di credito

Proprio riguardo al rischio di credito, cioè il rischio di non vedersi restituito il capitale e/o gli interessi come previsto dal contratto, ci sono agenzie di rating che valutano gli emittenti in base al loro merito creditizio con una scala di valori espressi su base alfa-numerica.

Le principali agenzie di rating sono Standard&Poor’s, Fitch e Moody’s.

Di seguito la scala di valutazione adottata da S&P , associata al rischio di default ad un anno :

  • Rischio minimo :
    • AAA = 0,01%
  • Rischio modesto :
    • AA+ = 0,02%
    • AA = 0,03%
    • AA- = 0,04%
  • Rischio medio basso:
    • A+ = 0,05%
    • A = 0,07%
    • A- = 0,09%
  • Rischio accettabile:
    • BBB+ = 0,13%
    • BBB = 0,30%
    • BBB- = 0,50%
  • Rischio accettabile con attenzione :
    • BB+ = 0,50%
    • BB = 0,90%
    • BB- = 1,60%
  • Attenzione specifica con monitoraggio continuo :
    • B+ = 2,60%
    • B = 4,50%
    • B- = 7,50%
  • Sotto Stretta osservazione / esito dubbio :
    • CCC+ = 13%
    • CCC = 16%
    • CCC- = 20%
    • CC = 26%
    • SD = 33%

Come valutare il rendimento dei titoli di stato

Per quanto riguarda invece la valutazione dei strumenti obbligazionari, ovviamente la detenzione di questo strumento finanziario è motivata dal reddito che esso può generare. Tale reddito è quantificabile come la somma algebrica dei flussi di cassa rappresentativi delle prestazioni monetarie incassate e pagate nel periodo di detenzione.

Nella pratica la misurazione del rendimento di un investimento richiede la valutazione di due componenti:

  • Flussi di cassa generati durante il periodo di detenzione
  • La variazione subita dal prezzo nello stesso periodo

Per quanto riguarda nello specifico la valutazione del rendimento delle varie tipologie di Titoli di Stato si rimanda ad un articolo dedicato.