Regime forfettario: come gestire i limiti e le uscite al cambio d’anno

Regime forfettario: come gestire i limiti e le uscite al cambio d’anno

Come prepararsi al 2026 con chiarezza: scopri come comprendere il regime forfettario e gestire le soglie di ricavi.

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Quando si parla di regime forfettario, l’attenzione ai limiti di ricavi e alle possibili uscite dal regime diventa cruciale, soprattutto al termine dell’anno fiscale. Conosci le nuove regole e come affrontare un’eventuale fuoriuscita per il 2026.

L’importanza del calcolo di fine anno

Ogni contribuente che opera sotto il regime forfettario deve effettuare un attento calcolo a fine anno per comprendere se permane nei requisiti previsti. Infatti, la verifica e il mantenimento di questi requisiti rappresentano un tema delicato, da attenzionare per evitare scivoloni fiscali indesiderati.

Nel corso degli ultimi anni, due aspetti del regime forfettario sono stati soggetti a rilevanti modifiche: il limite dei ricavi e l’introduzione della clausola antielusiva. Nel 2025, i limiti di ricavo sono stati alzati a 85.000 euro, mentre una nuova norma consente di restare nel regime fino a 100.000 euro. Tuttavia, oltre questa cifra, si esce automaticamente dal regime, passaggio che implica il ritorno a un sistema di tassazione ordinario e la correzione delle operazioni IVA effettuate sotto il regime forfettario.

Come funziona la verifica dei limiti

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La circolare n. 32/E emessa dall’Agenzia delle Entrate il 5 dicembre 2023, chiarisce i nuovi requisiti per l’accesso e il mantenimento nel regime forfettario, così come le modalità di uscita nel corso dell’anno. Su questo argomento, molti lettori si sono interrogati su cosa accade se un contribuente superi la soglia degli 85.000 euro, una questione che solleva non poche preoccupazioni.

Se gli incassi nel 2025 rientrano tra 0 e 85.000 euro, il contribuente può mantenere il regime. Tuttavia, se i ricavi superano gli 85.000 euro ma non i 100.000, l’uscita avverrà nel 2027. Nel caso in cui gli incassi superino i 100.000 euro, però, l’uscita dal regime è immediata nel 2026. Tale meccanismo ricorda il vecchio regime dei minimi, dove esisteva una simile progressività nella gestione del superamento delle soglie.

Impatti e documenti fiscali necessari

L’uscita immediata dal regime forfettario richiede che diverse operazioni siano riconsiderate sotto il profilo IVA, particolarmente per ciò che riguarda gli incassi oltre la soglia di 100.000 euro. In questo caso, è necessario procedere con l’imposta sui ricavi che hanno superato il limite stabilito.

Dal punto di vista pratico, la dichiarazione IVA deve riportare tutte le operazioni effettuate, incluse quelle già eseguite ma non fatturate prima del superamento del limite, e destinate a essere tassate successivamente. Inoltre, secondo le linee guida presenti nella circolare dell’Agenzia delle Entrate, sarà essenziale adeguare i documenti originari in linea con le nuove condizioni fiscali, garantendo che le fatture siano correttamente integrate con l’IVA.

In conclusione, ben comprendere il regime forfettario e le condizioni per eventuali uscite è essenziale per pianificare una corretta gestione fiscale. La disciplina prevista per chiunque superi i 100.000 euro mira a garantire equità e trasparenza nel trattamento fiscale, tutelando al contempo il principio di giustizia fiscale.