Rapporti di Lavoro e Privacy: quali diritti del lavoratore e quali obblighi per le aziende?

Rapporti di Lavoro e Privacy: quali diritti del lavoratore e quali obblighi per le aziende?

30 Aprile 2020 Off Di Redazione Appuntieconomia.it

L’importanza della privacy oggi

Tutto quello che c’è da sapere sulla protezione dei propri dati

Oggi si parla in continuazione di privacy e protezione dei dati personali; spesso però si tende a collegare questo discorso solo all’uso dei social network e di Internet in generale, d’altronde sentiamo ogni giorno notizie di persone a cui sono stati rubati dai importanti proprio sulle principali piattaforme social.

Ovviamente la privacy è un argomento molto più lungo ed esteso di quanto si possa pensare. Riesce ad arrivare persino in quei ” settori ” della nostra vita che mai ci saremo potuti aspettare. Nelle ultime settimane si sta ponendo sempre più attenzione sulla protezione dei dati dei lavoratori, cosa che fino ad ora sembrerebbe essere più che scontata.

Come PrivacyLab (differenza tra responsabile titolare e addetto) sottolinea, sono proprio queste ultime informazioni più a rischio, in quanto non possono essere in alcun modo controllate. Un classico esempio è il curriculum di lavoro, documento di cui tutti non ne abbiamo distribuito decine e decine di copia fino a giungere all’obbiettivo assunzione.

Ma, capovolgendo la medaglia, vi siete mai chiesti che fine fanno i vostri dati personali? No non stiamo parlando solo di hobby imbarazzanti e passioni fuori dal comune, bensì della data di nascita, del vostro nome e cognome, numero di telefono e tanto altro ancora.

Quali dati personali si trasmettono quando si invia un curriculum ?

Per renderci conto di quante informazioni inviamo a un potenziale datore di lavoro, prendiamo il formato del Curriculm Vitae Europeo. Vediamo quante e quali informazioni contiente:

  • Nome e cognome
  • Indirizzo
  • Numero di telefono fisso
  • indirizzo e-mail
  • eventuali altri contatti ( skype, ecc )
  • Occupazione desiderata
  • Esperienze professionali precedenti
  • Istruzione e formazione
  • Lingue parlate
  • Patente di guida
  • Competenze comunicative
  • Competenze organizzative e gestionali
  • Competenze digitali e soft skills
  • Interessi e competenze extralavorative

L’intervento della legge

Protezione dei dati e normative

A questo punto la cosa più spontanea che ci viene in mente di fare è chiedere aiuto alla legge, che teoricamente dovrebbe tutelarci su ogni campo, anche se nella pratica le cose stanno diversamente. Può sembrare scoraggiante dirlo, e da un lato lo è veramente, ma dobbiamo ammettere la verità: lo Stato non tutela minimamente la nostra privacy. E’ vero che ci sono leggi precise al riguardo, ma non ci sono delle vere e proprie regolamentazioni che le aziende devono obbligatoriamente seguire; tornando all’esempio fatto in precedenza, immaginatevi se il vostro curriculum finisse nelle mani sbagliate solo perché è stato scartato in maniera incosciente o perché è stato venduto a terze parti.

Ad oggi sono moltissime le proposte fatte al fine di migliorare drasticamente questo il sistema di gestione dei dati personali di lavoratori . Tuttavia come spesso accade in Italia, nulla si è ancora mosso e dobbiamo essere noi cittadini a giocare d’anticipo pensando alla protezione della nostra vita privata.

Difendere i propri dati personali

La potenza del consenso

Fortunatamente ci sono alcuni semplici accorgimenti che possiamo attuare per cercare di difendere, anche in minima parte, la nostra privacy. Senza dover stare con il costante pensiero che qualcuno di sconosciuto sappia ogni cosa di noi. Dal numero di telefono alla via in cui abitiamo con la nostra famiglia.

Sicuramente avrete già notato in alcuni moduli la famosa casella del consenso, ovvero quell’autorizzazione che tendiamo a dare con troppa leggerezza, ma che in realtà è più importante di quanto si possa pensare. Di solito si trova nei moduli di abbonamento a servizi Internet, acquisto di vetture o elettrodomestici, proprio dove mai ci aspetteremo di poter venire ingannati.

Sono proprio queste piccole cose quelle più importanti a cui bisogna fare maggiore attenzione. Diffidate sempre da tutti coloro che chiedono l’autorizzazione per diffondere i vostri dati ad altri e via dicendo. Non si tratta di un semplice sondaggio o una chiama dal call center che potete facilmente bloccare.

Purtroppo sono molte le storie di persone che si sono viste rovinare letteralmente la vita per aver passato inconsciamente i propri dati a società poco affidabili. Motivo per cui bisogna sempre essere prudenti e coscienti dei rischi che si possono correre.