Prospettive oscure per il 2025: beni strumentali in sofferenza

Autore:
Antonella Palumbo
  • Giornalista

Prospettive oscure per il 2025: beni strumentali in sofferenza

Nel mondo variabile dell’economia, il settore dei beni strumentali è stato colpito duramente nel 2025. L’analisi dettagliata di Federmacchine rivela un calo significativo del fatturato, soprattutto a causa della debolezza dell’export.

Il settore dei beni strumentali affronta un calo nel 2025 con il fatturato in flessione del 2,1%. Secondo Federmacchine, l’incertezza globale ha penalizzato l’export, tradizionale pilastro di questo settore. La riduzione delle vendite estere si attesta al 5,4%, con una perdita netta di circa due miliardi di euro. I principali mercati di esportazione come Stati Uniti, Germania e Francia mostrano tutti segnali di contrazione, mentre la Cina registra un calo drammatico degli acquisti di quasi il 21%. Questo quadro mette in evidenza la fragilità economica attuale di questo segmento.

“Dopo un periodo di grande espansione, l’industria italiana di beni strumentali sta affrontando un clima geopolitico instabile”, afferma Bruno Bettelli, presidente di Federmacchine. I conflitti in Ucraina e Medio Oriente, i dazi americani e la competizione cinese rappresentano sfide consistenti per le esportazioni. Tuttavia, Bettelli sottolinea l’importanza di un accordo commerciale con il Mercosur, che con i suoi 270 milioni di consumatori potrebbe offrire nuove opportunità di crescita.

La crescita del mercato interno Mentre l’export rallenta, il mercato interno italiano fornisce un certo sollievo. Le consegne interne nel settore delle macchine crescono del 5,3%, sostenendo una crescita complessiva della domanda del 4,8%. Questo progresso, sebbene positivo, non riesce a riportare il mercato ai livelli record del 2022, restando ancora 4,4 miliardi al di sotto del picco. La fine dei cosiddetti bonus “5.0” introduce però un elemento di incertezza per il futuro, mentre si attende un nuovo decreto attuativo per incentivare ulteriormente la domanda.

Ad ogni modo, Bettelli esprime speranza nei provvedimenti della Legge di Bilancio 2026, che potrebbero incoraggiare l’economia locale, a patto che siano implementati in modo efficiente e senza i ritardi del passato. “Le misure devono essere accessibili rapidamente per evitare i ritardi che abbiamo già visto con Transizione 5.0”, conclude.

Prospettive future stagnanti Guardando avanti, Federmacchine prevede per il 2026 un panorama poco promettente. Il fatturato complessivo sembra destinato a rallentare, restando fermo a 51,85 miliardi. Una lieve contrazione delle esportazioni (-0,6%) e una modesta crescita del mercato domestico (+1,3%) indicano un futuro privo di spunti di ottimismo.

Nel recente Consiglio Generale di Federmacchine, Gian Paolo Crasta è stato nominato nuovo Segretario Generale. Con la sua esperienza alla guida di Acimac e Ucima, Crasta dovrà affrontare la difficile sfida di rinnovare un settore in difficoltà. Le sue strategie potrebbero essere cruciali per trasformare un panorama incerto e guidare il settore verso nuovi orizzonti.

In definitiva, quello che attende i produttori di beni strumentali è un 2025 segnato da sfide complesse e prospettive future ancora incerte. Resta da vedere se le politiche economiche nazionali e le dinamiche globali offriranno presto un corso più positivo.