Tutto sul Fondo Salvastati o Meccanismo Europeo di Stabilità. Cos’è il MES? A cosa serve? Di quanti soldi dispone e quando uno stato accede all’ESM.

Tutto sul Fondo Salvastati o Meccanismo Europeo di Stabilità. Cos’è il MES? A cosa serve? Di quanti soldi dispone e quando uno stato accede all’ESM.

31 Marzo 2020 Off Di Redazione Appuntieconomia.it

Che cos’è il MES o ESM ?

MES è un acronimo che sta per Meccanismo Europeo di Stabilità ed in inglese è noto come ESM , che è l’acronimo di European Stability Mechanism.

Si tratta di un’organizzazione intergovernativa che raggruppa i 19 stati membri dell’eurogruppo, (quelli che hanno adottato l’euro come moneta), e ha il compito di aiutare i paesi che si trovano in difficoltà economica.

Viene più banalmente e grossolanamente definito come Fondo Salvastati

A cosa serve il Meccanismo Europeo di Stabilità?

Il MES una componente molto importante dell’unione monetaria: serve a mettere in comune il denaro di tutti e a utilizzarlo nel caso in cui uno stato membro si trovi in difficoltà, visto che – condividendo la stessa moneta – le difficoltà di un paese possono avere conseguenze anche sugli altri. Il MES venne creato nel settembre del 2012 e portò al superamento di altri due fondi creati in precedenza allo stesso scopo (EFSF ed EFS).

Qual’è la dotazione del MES e quanto può raccogliere sui mercati finanziari?

Il MES ha una dotazione di 80 miliardi di euro, pagati in maniera proporzionale all’importanza economica dei paesi dell’eurozona: con quasi il 27 per cento del capitale la Germania è il primo contributore, anche se con ogni probabilità non usufruirà mai degli aiuti.

Inoltre, emettendo titoli con la garanzia degli stati che ne fanno parte, il MES può raccogliere sui mercati finanziari fino a 700 miliardi di euro.

Questi soldi poi possono essere prestati agli stati in difficoltà in caso di crisi.

Cosa comporta per uno stato ricorrere ed accedere al MES ?

Gli stati che vengono aiutati dal MES, se rispettano alcune condizioni, possono ricevere anche l’aiuto illimitato da parte della BCE sotto forma delle famose OMT ( Outright monetary transactions ), un piano che di fatto permette l’acquisto senza limiti di titoli di stato del paese in crisi.

Per ricevere l’aiuto, uno stato deve accettare un piano di riforme la cui applicazione sarà sorvegliata dalla famosa “Troika”, il comitato costituito da Commissione Europea, Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Il piano di riforme di solito prevede misure molto impopolari, come taglio alla spesa pubblica, in particolare alle pensioni, privatizzazioni, liberalizzazioni e flessibilizzazione delle leggi sul lavoro, allo scopo di rendere nuovamente sostenibili i conti pubblici. Fino a oggi Grecia, Cipro, Portogallo e Irlanda hanno usufruito di programmi di aiuto del MES.

Cosa prevede la riforma del MES ?

La riforma del MES discussa a partire dal 2018 è un tentativo di accontentare tutti, e in quanto tale è il frutto di un compromesso tra le parti. Per esempio i paesi più indebitati, come l’Italia, che volevano che le linee di credito precauzionali erogate dal MES (in gergo PCCL e ECCL , vedremo po di cosa si tratta ) venissero concesse anche senza bisogno di sottoscrivere un accordo dettagliato di riforme impopolari.

Nella versione finale questa modifica è stata accolta (per quanto riguarda la PCCL), ma è stata aggiunta un’altra condizione su richiesta degli stati più ricchi del Nord, che di fatto la rende inutile.

Cosa sono linee di credito precauzionali del MES , PCCL ed ECCL ?

PCCL è l’acronimo di Precautionary Conditioned Credit Line, può essere richiesta e attivata con una lettera di intenti, da parte di uno Stato membro che nei precedenti due anni abbia comunque rispettato i parametri di Maastricht, ossia un disavanzo inferiore al 3% del pil e un debito pubblico sotto al 60% del Pil.

La misura è pensata in modo particolare per quei Paesi senza squilibri macroeconomici e fiscali ma colpiti da shock improvvisi sui mercati , vittime di un attacco speculativo o di eventi come catastrofi naturali o pandemia.

ECCL sta per Enhanced Conditions Credit Line, prevede invece la firma di un Memorandum d’intesa, o Memorandum of understanding, dalle condizioni piuttosto stringenti.

Backstop al fondo di risoluzione unico e ristrutturazione del debito

La seconda modifica compresa nella riforma del MES è consistita nel fatto che i paesi indebitati hanno chiesto ed ottenuto il “backstop” per il Fondo di risoluzione unico, un fondo finanziato dalle banche europee che serve ad aiutare istituti finanziari in difficoltà. Con l’introduzione del “backstop” il MES potrà finanziare il Fondo di risoluzione fino a 55 miliardi; le banche – soprattutto quelle della periferia d’Europa ma non solo – diventeranno così più sicure.

La terza modifica introdotta dalla riforma è invece voluta dai “rigoristi” del Nord Europa, e come tale non piace ai paesi che potrebbero accedere al MES : di fatto la riforma cerca di rendere più facile “ristrutturare” il debito pubblico di un paese che chiede aiuto al MES.

In altre parole, i privati che hanno prestato soldi agli stati in crisi dovranno perdere una parte del loro investimento nel momento in cui scatterà un pacchetto di aiuti. Questo vuol dire che un paese in difficoltà potrebbe restituire meno di quello che deve ai suoi creditori, che è una cosa buona; ma la cosa meno buona – e temuta – è che i creditori, sapendo di questa possibilità, finiscano per chiedere interessi più alti ai paesi che percepiscono più a rischio, come l’Italia , facendo aumentare i tassi dei titoli di stato e quindi lo spread.