Che cos’è la BCE/ECB : Banca Centrale Europea o European Central Bank. A cosa serve e quali sono le sue funzioni.

Che cos’è la BCE/ECB : Banca Centrale Europea o European Central Bank. A cosa serve e quali sono le sue funzioni.

2 Aprile 2020 Off Di Redazione Appuntieconomia.it

Che cos’è la Banca centrale di uno stato sovrano?

La banca centrale è l’istituzione economica più potente di cui ogni Stato può disporre. La banca centrale (che chiameremo BC) è l’istituzione bancaria che controlla l’offerta di moneta e dei mezzi di pagamento, regola il credito e coordina le banche commerciali coerentemente agli obiettivi di politica economica dell’esecutivo.

Che cos’è la Banca Centrale Europea BCE

In Europa abbiamo la Banca Centrale Europea (BCE) che ha come obiettivo primario il mantenimento della stabilità dei prezzi ovvero tenere sotto contro l’inflazione. Rispettare questa finalità è un dovere di tutti gli Stati membri partecipanti all’Eurosistema e alla Comunità.

Nello specifico la BCE ha come mandato quello di ottenere un livello di inflazione di poco inferiore al 2% ed eventualmente assicurare la crescita del PIL e dell’occupazione. Dunque, generalmente la banca centrale si trova ad affrontare due tipi di situazioni ai quali corrispondono due tipi diversi di politica monetaria:

  • politica monetaria espansiva
  • politica monetaria restrittiva

Politica monetaria espansiva della BCE

Con gli interventi espansivi la banca centrale aumenta l’offerta di moneta nel sistema economico, quindi aumenta la quantità di moneta a disposizione del sistema economico. Può farlo in due modi :

utilizzando il suo strumento principale, che abbiamo visto essere il tasso d’interesse, abbassandolo

aumentando la base monetaria, o con operazioni di mercato aperto (che vedremo in seguito).

Indipendentemente dallo strumento utilizzato, lo scopo di una politica monetaria espansiva è sostenere l’economia in un momento di rallentamento di questa, ovvero quando PIL, occupazione e inflazione si trovano al di sotto dei livelli considerati ottimali.

Specificamente, nel caso della BCE, quando l’inflazione si trova al di sotto del target del 2%, si rende necessaria una politica monetaria espansiva, e questa è la prima delle due possibili situazioni in cui si può trovare una banca centrale.

Come la BCE gestisce Il meccanismo dei TASSI DI INTERESSE

Il meccanismo con cui la BCE gestisce i tassi di interesse è il seguente: ogni giorno, le banche commerciali (UBI, UNICREDIT, INTESA ecc…) necessitano di liquidità per operare e dunque possono sia scambiarsela fra loro sul mercato interbancario, sia chiederla direttamente alla banca centrale. Nel secondo caso, l’operazione sarà uno scambio così strutturato:

1) La banca commerciale necessita di liquidità per, ad esempio, restituire denaro ai correntisti che vogliano ritirarlo;

2) Si rivolge dunque alla banca centrale che gliela concede alle seguenti condizioni:

a) In cambio della liquidità concessa, chiede delle garanzie chiamate collaterali: queste sono generalmente degli strumenti finanziari e devono rispettare delle caratteristiche precise per essere accettate dalla banca centrale (generalmente titoli di Stato)

b) Concede la liquidità al tasso d’interesse di riferimento, stabilito dalla Banca Centrale stessa.

3) La durata dell’operazione è prestabilita: generalmente tali scambi fra banche commerciali e banca centrale hanno durata breve o brevissima, anche una sola notte: sono infatti chiamate operazioni overnight.

Questi tre tipi di tassi vanno a comporre il cosi detto “corridoio dei tassi” con cui la BCE trasmette la sua politica monetaria. Nel momento in cui stiamo scrivendo, il tasso di rifinanziamento è 0%, il tasso overnight è 0.25% e il tasso sui depositi è -0.5%.

Come la BCE influenza il tasso di finanziamenti e mutui a famiglie e imprese

Il tasso d’interesse di riferimento applicato alle operazioni di rifinanziamento è proprio lo strumento della politica monetaria di cui abbiamo parlato finora. Semplicemente determinando il costo delle operazioni di prestito alle banche, la banca centrale influenza a cascata i tassi a breve termine praticati dalle banche e, come abbiamo visto, l’erogazione del credito a famiglie e imprese.

In altre parole, la BCE non controlla direttamente i tassi d’interesse che le banche applicano alla loro clientela retail, bensì, fissando il tasso sulle operazioni di rifinanziamento delle banche, esercita un’influenza indiretta.

Infatti una riduzione dei tassi determina anche la riduzione dei tassi sui mutui alle famiglie e alle imprese, le quali hanno più disponibilità di denaro per aumentare i consumi e gli investimenti.

Politica monetaria restrittiva

Al contrario, talvolta l’economia si “surriscalda” e, benché certamente crescita del PIL e dell’occupazione siano sempre fenomeni positivi, la banca centrale deve vigilare che l’inflazione non stia crescendo eccessivamente di pari passo.

Se l’inflazione supera il target del 2%, la banca centrale mette in atto una politica monetaria restrittiva volta a diminuire l’offerta di moneta nel sistema economico. Logicamente, al contrario di prima, questo si verificherà con un aumento del tasso d’interesse, o con una riduzione della base monetaria.

Le misure non convenzionali della BCE

Oltre agli strumenti convenzionali che abbiamo spiegato sopra, la BCE può avvalersi, in momenti di estrema crisi, anche di armi non convenzionali.

Le più conosciute e che tutt’ora sono in atto sono: OMRLT , PAA e PEPPL.

OMRLT ( Operazioni di rifinanziamento a lungo termine ) o TLTRO ( Targeted Long Term Refinancing Operation )

Le operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine, abbreviate con l’acronimo OMRLT . In lingua inglese si utilizza l’acronimo TLTRO che sta per Targeted Long Term Refinancing Operation. Attraverso le OMRLT offriamo alle banche la possibilità di finanziarsi a lungo termine e le incentiviamo a incrementare l’erogazione di prestiti a favore di imprese e consumatori nell’area dell’euro. Nel suo ruolo di banca delle banche, la banca centrale fornisce liquidità alle banche commerciali sotto forma di prestiti. In genere questi devono essere rimborsati entro una settimana o tre mesi. In ciò risiede la differenza principale: i finanziamenti concessi a titolo di OMRLT-II hanno una scadenza molto più lunga, pari a quattro anni. Le banche possono quindi contare su fondi stabili e affidabili in una fase di incertezza dei mercati.

Programma di acquisto di attività PAA

A seguito della crisi finanziaria mondiale, i tassi di riferimento si sono avvicinati al loro limite inferiore effettivo, punto in cui un’ulteriore riduzione avrebbe un effetto minimo o nullo. La BCE ha quindi messo in campo le misure non convenzionali per far fronte ai rischi connessi a un periodo troppo prolungato di bassa inflazione e per riportare l’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine, come definisce il Consiglio direttivo la stabilità dei prezzi. Il programma di acquisto di attività (PAA) è una delle misure non convenzionali che la BCE utilizza a questo fine.

Pandemic emergency purchase programme ( PEPP )

Ultimamente Il nuovo bazooka di Christine Lagarde si chiama PEPP, Pandemic emergency purchase programme. Si tratta 750 miliardi di euro dalla Banca centrale europea per salvare l’Unione dall’attacco del virus Covid19. Il consiglio direttivo d’emergenza ha deciso di acquistare titoli di stato e privato per tutto il 2020, nel tentativo di salvare l’economia dell’eurozona malata di Coronavirus. In più ha dichiarato di essere potenzialmente pronta a finanziare fino a 1.800 miliardi di euro di prestiti a famiglie e imprese che necessitano di ulteriore liquidità. Inoltre la BCE ha sospeso per la prima volta nella storia il Patto di Stabilità, che obbligava gli Stati a contenere il deficit sotto il 3% annuo. Con questo blocco, saltata la valvola del 3%, gli Stati membri avranno modo, come ha detto la stessa numero 1 della Commissione, di “pompare nel sistema denaro finché serve”. “Il Coronavirus ha un impatto drammatico sull’economia, molti settori sono colpiti. Per questo le misure eccezionali erano doverose.