Gestione o copertura dei rischi

Quando si affronta l’argomento della copertura dei rischi è importante ragionare sul metodo ma anche sugli importi: a differenza degli esempi visti finora, che prendevano avvio partendo da importi arbitrari, nel caso della copertura bisogna ragionare nello specifico sull’importo che deve essere coperto.

Supponiamo che vi sia un’impresa giapponese che esporta negli Stati Uniti per un milione di dollari, e che tale operazione dia vita ad un credito commerciale che sarà pagato tra tre mesi. La prima domanda che bisogna porsi è quale tipo di rischio corre l’esportatore. Il rischio è che tra tre mesi il dollaro si deprezzi, ossia che il prezzo in yen per un dollaro scenda. Bisogna quindi capire come all’esportatore conviene coprirsi, sapendo che il rischio è quello del deprezzamento del dollaro.

L’esportatore giapponese dispone delle seguenti informazioni:

QPYen/$ = 118,39; QTYen/$ 3mesi = 117;

iYen 3mesi = 0,10%; i$ 3mesi = 4,9%.

I tassi sono espressi su base annua quindi dobbiamo ricordarci di manipolare il tempo. La prima possibilità che l’esportatore ha è vendere dollari a termine alla quotazione di mercato. Con la vendita alla quotazione di mercato, l’esportatore riceverebbe: 1mln · 117 = 117mln Yen

La seconda possibilità che ha l’esportatore è quello di effettuare una vendita sintetica di dollari, che elimina l’incertezza circa il valore del dollaro. L’esportatore deve quindi indebitarsi in dollari per un valore tale per cui il montante di debito tra tre mesi sarà pari al ricavo dell’esportazione tra tre mesi: ciò significa che il capitale preso a prestito sarà pari al valore attuale di un milione di dollari. In seguito, l’esportatore dovrà vendere dollari contro yen a pronti e procedere con un investimento in yen.

Supponiamo ora che vi sia un’impresa giapponese che importa dalla Svizzera per un milione di franche svizzeri, e che tale operazione dia origine a un debito commerciale che sarà pagato tra 12 mesi. Se l’impresa non vuole correre il rischio di cambio deve innanzitutto chiedersi a quale tipo di rischio va incontro. In questo l’impresa corre un rischio di apprezzamento del franco svizzero, dato che in yen il controvalore salirebbe. Per eliminare l’incertezza, ossia per attribuire un valore certo al franco svizzero, l’importatore può effettuare un acquisto sintetico di franchi svizzeri.

L’importatore dispone delle seguenti informazione:

QPYen/Chf = 97,91;

iChf = 2,60%; iYen = 0,78%.

Inoltre, l’importatore sa che, tra 12 mesi, dovrà disporre di un milione di franchi svizzeri, dato che la copertura avviene con il pagamento del debito commerciale. Affinché ciò accada, l’importatore deve investire oggi il valore attuale di un milione di franchi svizzeri.

Dovrà quindi acquistare tale valore attraverso un acquisto a pronti di franchi svizzeri contro Yen, che dovranno essere presi a prestito oggi e che comporteranno un rimborso tra 12 mesi pari al montante.

Perciò risulterà: 96, 17 circa sarà quindi il tasso di equilibrio che avrei potuto trovare sul mercato.

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