Notazioni conclusive

Dopo una lunga fase di armonizzazione e falliti alcuni tentativi in quella direzione, il legislatore comunitario lascia agli Stati membri facoltà di aderire, attraverso la propria legislazione di diritto internazionale privato, all’una o all’altra delle teorie che si confrontano in tema di individuazione della legge applicabile alle società, provvedendo comunque a offrire soluzioni di diritto comunitario che consentano agli operatori economici di avvalersi appieno di tutte le libertà garantite dall’UE.

La disputa dimora tra i fautori e i contrari alla concorrenza giuridica tra ordinamenti nell’UE: il dibattito si fonda sulla possibilità di riproporre in Europa quello che già è accaduto negli USA, cioè una concorrenza fra ordinamenti per la produzione di diritto societario.

La possibilità di concorrenza è, da alcuni, appoggiata sulla base della convinzione che il sistema di regole migliore sarebbe quello naturalmente scelto dalla maggior parte degli operatori economici e, da altri, avversata sulla base della convinzione che ciò indurrebbe al progressivo deterioramento del diritto societario europeo. In Europa le condizioni sono ben diverse da quelle in cui si è sviluppata negli USA la concorrenza. Barriere linguistiche, differenze di tradizione giuridica, nonché diverso grado di efficienza dei sistemi giudiziari sono fattori che caratterizzano l’attuale situazione europea. Potrà essere una concorrenza fra ordinamenti in Europa, nella certezza che gli effetti saranno di tipo europeo.

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