Rivoluzione del Bonus Mamme INPS: guida ai cambiamenti dal 2026
Una panoramica sulle nuove agevolazioni per le madri lavoratrici introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e le modalità per richiedere il contributo.

L’anno 2026 porta con sé significativi cambiamenti nel panorama dei bonus per le madri lavoratrici, un aiuto economico essenziale previsto dall’INPS. Grazie alla nuova Legge di Bilancio, l’importo massimo del bonus è stato incrementato, portando maggiore vantaggio alle famiglie.
Innovazioni della Legge di Bilancio 2026: un nuovo scenario per il Bonus Mamme
Con la riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, il bonus mamme si inserisce in un’ottica di potenziamento dell’aiuto alle lavoratrici madri, consentendo loro di beneficiare di un importo annuo massimo di 720 euro direttamente tramite busta paga. A livello legislativo, il Decreto Legge n. 95 del 2025 ha ridefinito le condizioni per l’ottenimento del bonus, inizialmente introdotto nel 2024 per madri con tre o più figli, allargandolo ora anche a chi ne ha almeno due.
L’esonero contributivo che permette di risparmiare fino a 3.000 euro è stato però rimandato al 2027. Al suo posto, nel 2025, è stato previsto un contributo annuale massimo di 480 euro, erogato a dicembre. Dal 2026, invece, il contributo sale a un massimo di 720 euro annui, ossia fino a 60 euro mensili, rendendo il sostegno finanziario più cospicuo.
Requisiti di accesso al Bonus: una nuova fase per le lavoratrici madri

Ma chi può realmente approfittare di questo bonus rinnovato? La normativa originaria stabiliva un’agevolazione sotto forma di esonero contributivo per le madri con almeno tre figli e un contratto a tempo indeterminato. Ora, la nuova versione del bonus si applica anche agli impieghi temporanei e alle libere professioniste, purché il reddito non superi i 40.000 euro annui.
Le lavoratrici che possono richiedere il bonus includono dipendenti a tempo determinato o indeterminato, autonome e professioniste con almeno due figli sotto i 10 anni, o tre figli di cui il più giovane ancora minorenne. Da sottolineare che i rapporti di lavoro domestico continuano ad essere esclusi dall’iniziativa. Tuttavia, ci sono aperture per chi lavora in modalità intermittente o attraverso agenzie di somministrazione.
Un aspetto importante è che il bonus viene erogato esclusivamente per i mesi di effettiva attività lavorativa. Per le autonome, il periodo di riferimento è correlato all’iscrizione alla rispettiva Cassa previdenziale.
Come presentare la domanda per il bonus

Per usufruire del bonus sotto forma di esonero contributivo, non è necessaria una richiesta all’INPS. In questo caso, la lavoratrice deve informare il proprio datore di lavoro fornendo il numero di figli e i relativi codici fiscali.
Al contrario, per ottenere il contributo in busta paga, è indispensabile presentare una domanda all’INPS. Questa operazione può essere effettuata online tramite accesso al portale dell’INPS usando SPID, CIE, CNS o eIDAS. Alternativamente, è possibile rivolgersi a un patronato o contattare il Contact Center Multicanale.
L’INPS sta ancora finalizzando i dettagli per la presentazione delle domande nel 2026. È consigliabile, pertanto, restare aggiornati per non perdere l’occasione di usufruire di questi importanti benefici economici.
In sintesi, il nuovo assetto del bonus mamme si preannuncia come un significativo sostegno alle famiglie italiane, favorendo la partecipazione femminile al lavoro e offrendo un contributo sostanziale alle lavoratrici con responsabilità genitoriali.
