Banche e stipendi: la richiesta di un cambio di rotta da parte di Sileoni

Autore:
Antonella Palumbo
  • Giornalista

Banche e stipendi: la richiesta di un cambio di rotta da parte di Sileoni

Verso il rinnovo del contratto collettivo dei bancari: il sindacato incalza l’abi chiedendo aumenti retributivi a fronte dei record di utili e tutele sull’impatto dell’intelligenza artificiale.

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La voce del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, si erge alta nel panorama delle trattative in corso tra il sindacato e l’Abi: l’attesa per un cambiamento reale nei compensi dei lavoratori delle banche non deve più essere procrastinata. Sebbene le discussioni per il rinnovo del contratto di lavoro siano in programma per il 9 novembre, Sileoni ha osservato che i progressi procedono al rilento, suscitando frustrazione tra coloro che contribuiscono alla creazione di valore all’interno delle banche.

Le sfide della lentezza nelle trattative

Fin dal primo giorno, Sileoni ha sottolineato il divario tra la progettualità delle banche e le reali necessità dei lavoratori. “Quel valore che le banche riconoscono ai loro azionisti va riconosciuto anche ai loro impiegati“, ha affermato con convinzione. In un dialogo che sembra non trovare un’accelerazione, le grandi operazioni finanziare finiscono spesso per fungere da scusa per ritardare una soluzione. Mentre le banche concentrano le loro attenzioni su fusioni e acquisizioni, i dipendenti rimangono in attesa, con la loro pazienza costantemente messa alla prova. “Ci aspettiamo una risposta concreta sulle retribuzioni“, ribadisce Sileoni, sottolineando la necessità di un mandato chiaro al Comitato affari sindacali e del lavoro (Casl) dell’Abi per affrontare finalmente la questione retributiva.

L’equilibrio tra utili delle banche e richieste sindacali

Per Sileoni, la questione salariale si trova in bilico tra le esigenze aziendali e i diritti dei lavoratori. Le banche, che hanno visto crescere i loro utili del 72% tra il 2022 e il 2025, sono state invitate ad usare una parte di questi guadagni per bilanciare l’aumento degli stipendi. La richiesta di 518 euro medi mensili a regime nel triennio, volta a riconoscere l’inflazione e a premiare la produttività, è stata calcolata in modo da risultare economicamente sostenibile, dati i ricavi generati dai bancari. “Ciascun lavoratore bancario produce valore per oltre 5,5 volte il rispettivo costo per la banca“, ha evidenziato Sileoni, ricordando che chi ha generato tali risultati merita di partecipare ai frutti del successo.

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L’ombrello del contratto collettivo e il futuro tecnologico

Mentre il rinnovo contrattuale si avvicina, continuano a delinearsi serie sfide normative. Sono infatti imprescindibili temi come la riduzione degli orari di lavoro, le pressioni commerciali e la tutela della professionalità dei dipendenti. Il contratto nazionale deve fungere da scudo, garantendo diritti anche quando la struttura organizzativa delle banche muta profondamente. Sul fronte tecnologico, l’incertezza sui posti di lavoro solleva domande urgenti: come influirà l’intelligenza artificiale sul settore bancario? Con l’occupazione sempre in bilico, è fondamentale che le istituzioni puntino su nuove assunzioni, formazione aggiornata e lo sviluppo di competenze all’avanguardia. “Non possiamo permettere che la tecnologia diventi una scorciatoia per ridurre gli ingressi”, afferma Sileoni, sottolineando l’importanza cruciale di investire sui giovani per mantenere il rapporto umano con i clienti. Durante il Congresso nazionale della Fabi, previsto a gennaio a Roma, queste saranno alcune delle principali questioni che verranno discusse e su cui si cercherà di trovare accordo e soluzioni durature.