Arretrati per docenti e ATA in pensione: cosa sapere sugli importi e le scadenze

Arretrati per docenti e ATA in pensione: cosa sapere sugli importi e le scadenze

I docenti e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) che sono andati in pensione tra l’anno scolastico 2021/2022 e il 2024/2025 possono aspettarsi degli arretrati grazie al Contratto Scuola. In questo articolo analizzeremo chi ne ha diritto, gli importi previsti e le modalità di liquidazione per il personale in pensione.

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Da gennaio 2026, un’emissione straordinaria garantita da NoiPA liquiderà rapidamente gli importi spettanti, analogamente a quanto avvenuto nel dicembre 2022. Anche i supplenti, sia docenti che ATA, rientrano in questa misura.

Gli anni senza arretrati per i docenti

Per i docenti andati in pensione nel biennio 2022-2023, non sono previsti arretrati. Questa categoria di insegnanti non riceverà alcun beneficio aggiuntivo dal governo attuale, se non quello già previsto dall’indennità di vacanza contrattuale, pari allo 0,5% dello stipendio tabellare, accompagnato da un assegno temporaneo dell’1,5% calcolato sempre sullo stipendio tabellare nel 2023. Queste risorse, seppur utili, non rappresentano incrementi sostanziali rispetto ai nuovi arretrati contrattuali che altri potranno percepire.

Arretrati per i docenti in pensione dal 2024

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Chi ha lasciato il servizio dal 1° settembre 2024 avrà accesso a determinate somme, anche se di importo non elevatissimo. I docenti della scuola dell’infanzia e primaria possono aspettarsi arretrati da 273 a 350 euro lordi, mentre i netti saranno compresi tra 189 e 242 euro. Simili importi sono riservati ai docenti diplomati della scuola secondaria, con valori lordi che toccano i 355 euro e netti di 246 euro. Per la scuola secondaria di I grado gli importi risultano leggermente superiori, variando tra 283 e 369 euro lordi, con netti tra 196 e 255 euro. In confronto, i docenti degli istituti secondari di II grado percepiscono arretrati più elevati, fino a 378 euro lordi e 261 euro netti.

Questo apparente limite nelle cifre degli arretrati è dovuto agli anticipi contrattuali fissati a dicembre 2023 dal Governo: una misura temporanea che erogava un anticipo pari a 6,7 volte la vacanza contrattuale per 13 mensilità per l’anno 2024.

Interesse e dettagli per il personale ATA

Il personale ATA in pensione dal 1° settembre 2024 gode di trattamenti simili. I collaboratori scolastici (KA41) possono aspettarsi arretrati netti varianti dai 391 ai 444 euro, mentre gli assistenti (KA43) avranno somme leggermente più elevate. Infine i funzionari DSGA (KA13) risultano essere la categoria con gli arretrati più consistenti, toccando un massimo di 944 euro lordi, con i netti che possono raggiungere i 643 euro.

È importante anche indicare che per chi andrà in pensione dal 1° settembre 2025, gli arretrati aumenteranno notevolmente. Qui vediamo cifre più elevate, dai 1.190 ai 1.690 euro lordi per i docenti delle scuole dell’infanzia e primaria, simile ai colleghi della scuola secondaria. Gli importi riprenderanno il discorso degli anticipi versati nel 2023 e una tantum, così come specificato nel contratto originario.

In conclusione, i pensionati devono verificare e, se necessario, aggiornare immediatamente le proprie coordinate bancarie su NoiPA per non perdere la finestra di pagamento degli arretrati prevista per il 23 gennaio. Anche i supplenti che hanno operato entro i periodi di validità del contratto rinnovato rientrano in queste liquidazioni.