Pensioni in Italia: un sistema in equilibrio, ma serve una riforma delle anticipazioni

Pensioni in Italia: un sistema in equilibrio, ma serve una riforma delle anticipazioni

Con l’avvento del 2024, il numero di pensionati in Italia ha raggiunto i 16.305.880, un aumento di 75.723 unità rispetto all’anno precedente. Mentre il sistema pensionistico italiano si mostra ancora equilibrato, il dibattito si concentra sulla necessità di riformare le anticipazioni pensionistiche.

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Il recente Rapporto del centro studi Itinerari Previdenziali, presentato a Montecitorio, evidenzia un incremento della spesa pensionistica, che nel 2024 raggiungerà i 286,14 miliardi di euro, un aumento di 18,7 miliardi rispetto al 2023. Questo aumento è dovuto sia al numero crescente di pensionati sia alla rivalutazione delle pensioni. Tuttavia, le entrate contributive hanno visto un incremento, arrivando a 260,59 miliardi, supportate da un’occupazione stabile che ha superato i 24 milioni di lavoratori. Sebbene il saldo previdenziale resti negativo, è migliorato rispetto a quello dell’anno precedente, passando da un disavanzo di 30,72 miliardi a 25,55 miliardi. Secondo Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali, il sistema rimane “sostanzialmente in equilibrio”, ma sottolinea l’urgenza di affrontare le future sfide demografiche senza trascurare l’età pensionabile e la netta separazione tra previdenza e assistenza.

Superare il deficit: un’occhiata ravvicinata

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Il rapporto attivi/pensionati ha ottenuto un leggero miglioramento, arrivando a 1,4758, vicino alla soglia di sicurezza fissata a 1,5. Per raggiungere questa soglia, il rapporto propone di ridurre le anticipazioni pensionistiche e favorire l’occupazione, specialmente tra giovani e donne. Allo stesso modo, suggerisce di adattare i contratti di lavoro all’evoluzione demografica creando un ciclo di vita lavorativo che indirizzi i lavoratori verso mansioni più adatte alla loro età. Un altro fattore rilevante è il peso delle gestioni previdenziali in deficit, come quella dei dipendenti pubblici che registra un passivo superiore a 46 miliardi. Al contrario, risultano positive quelle dei commercianti e lavoratori subordinati, con saldi attivi rispettivamente di 590 milioni e 11,58 miliardi.

L’importanza delle prestazioni assistenziali

Al 2024, le prestazioni pensionistiche hanno raggiunto il numero di 23.015.011, un aumento di oltre 95mila rispetto all’anno precedente. Di queste, 17.757.257 riguardano pensioni quali invalidità, vecchiaia, e superstiti, mentre 4.644.565 provengono da pensioni assistenziali INPS e 613.189 da prestazioni INAIL. Si registra una flessione nelle pensioni indennitarie, ma cresce il numero delle prestazioni assistenziali. Brambilla sottolinea come le prestazioni assistenziali rappresentano la causa principale dell’incremento nei numeri dei pensionati: ben 7,17 milioni di pensionati ricevono supporto totale o parziale, con un costo complessivo di 35,8 miliardi di euro che grava esclusivamente sulla fiscalità generale. Inoltre, l’età media del pensionamento in Italia rispecchia un sistema che consente ancora numerose anticipazioni, con una media effettiva di pensionamento per anzianità intorno ai 61 anni.

Con un sistema che, sebbene sembri mantenere l’equilibrio, è sottoposto a pressioni crescenti, è evidente che il futuro delle pensioni italiane dipenderà dalla capacità di innovare. Sarà fondamentale mitigare l’impatto delle sfide demografiche, migliorare l’occupazione giovanile e femminile, e ridurre l’onere delle prestazioni assistenziali per garantire la sostenibilità a lungo termine.