Cooperazione internazionale

La leadership Americana era essenziale per il nuovo ordine internazionale in quanto gli interessi divergenti delle singole nazioni avrebbero reso impossibile una soluzione concentrata. I pianificatori Americani proposero la creazione di 3 istituzioni destinate a controllare i pagamenti internazionali il fondo monetario internazionale (FMI) l’organizzazione internazionale per il commercio (ITO) e la banca mondiale (BIRS). Il fondo e la banca furono approvate nel 44 alla conferenza di Bretton Woods nel New Hampshire.

Le tre istituzioni si basavano tutte sul libero commercio. Tassi di cambio fissi avrebbero dovuto rimpiazzare i tassi fluttuanti che avevano prevalso negli anni 30 e occorreva definire un’organizzazione per determinare tali tassi: questa fu il fondo monetario internazionale. I paesi membri erano tenuti a fissare una parità rispetto all’oro o al dollaro. La ricostruzione richiedeva beni moderni disponibili solo negli Stati Uniti. Essendo però autosufficienti gli usa non importavano granché quindi mancavano i presupposti per uno scambio commerciale a meno che gli altri paesi non fossero in grado di prendere in prestito somme di denaro dagli Stati Uniti. La quantità di denaro che avrebbero dovuto prendere in prestito ogni anno dava una misura del dollar gap. Tale problema avrebbe potuto essere risolto con un tasso di cambio sufficientemente alto del dollaro ma questa possibilità non fu presa in considerazione fino al 49 in quanto si pensava che si trattasse di un problema temporaneo caratteristico della transizione dalla guerra alla pace.

Il 20 agosto le riserve in dollari erano esaurite e si dovette sospendere la convertibilità. Nel 47 Truman aveva promesso aiuti ai paesi non comunisti nel giugno dello stesso anno il segretario di stato Marshall propose per la prima volta un programma di ricostruzione europeo finanziato dall’America. Marshall fece ritorno dall’insuccesso di una conferenza tenutasi a Mosca e subito dopo annunciò un programma la cui gestione avrebbe avuto sede a Parigi. L’unione sovietica si rifiutò di partecipare. Il congresso esitò fino al giorno del colpo di stato comunista ispirato dall’ unione sovietica del febbraio 48 in Cecoslovacchia e il blocco di Berlino.

Il programma di ricostruzione durò dal 48 al 52 e mise a disposizione oltre 15 miliardi di dollari. Gran parte degli aiuti consistette in merci. Per i produttori Americani ci fu solo l’ulteriore vantaggio di un’espansione della domanda. Si riteneva che gli aiuti oliassero gli ingranaggi del commercio internazionale mettendo in circolazione dollari. Marshall fu costretto a dimettersi nel 49 per problemi di salute ma nel 53 ottenne il nobel per la pace. L’organizzazione europea per la cooperazione economica (OECE) fu incaricato di stilare la richiesta formale di aiuti dall’America. Nel 61 gli Stati Uniti e il Canada sarebbero diventati membri del suo successore l’OCSE. La BIRS non poteva esigere bassi tassi d’interesse senza essersi fatta una reputazione dunque in un primo momento la sua capacità di prestito molto limitata. La nuova organizzazione avrebbe dimostrato capacità di investimenti a lungo termine.

Non altrettanto fortunata fu la ITO anche perché la  creazione del GATT (general agreement on tariffs and trade) la rese meno necessaria. Il GATT avrebbe promosso la riduzione delle barriere commerciali vietando ogni accordo commerciale preferenziale volta a favorire un paese rispetto ad un altro e la sua efficacia può essere valutata dal fatto che i dazi Americani erano inferiori del 50 per cento rispetto al 34.

Nell’integrazione economica europea si vedeva la creazione di una forte e prospera barriera alla diffusione del comunismo e pertanto essa fu incoraggiata. Il ministro francese degli esteri Schumann pronunziò un discorso in cui chiedeva che tutta la produzione di carbone e acciaio francese e tedesca fosse posta sotto controllo di un’autorità comune. A quel punto per la Francia e la Germania fu più comodo voltare le spalle ai trascorsi 80 anni di ostilità. L’integrazione europea fece un ulteriore passo avanti nel momento in cui rallentò l’azione di liberalizzazione del commercio ad opera del GATT. Venne creata la ceca nel 51 che creò una completa integrazione commerciale dei suoi sei paesi membri per ciò che riguardava il carbone e l’acciaio. I vantaggi furono evidenti se si confrontano i prezzi del carbone americani che crebbero del 50 per cento e quelli francesi e tedeschi al 3 e al 10 per cento. Il successo evidente della CECA spianò la strada alla comunità economica europea.

Gli stessi sei paesi firmarono nel 57 il trattato di Roma con il quale si ricavano le regole della nuova comunità economica europea nota anche come mercato comune che comportava un’unione doganale. Il risultato finale sarebbe stato il completamento del mercato interno nel 92. L’abbassamento delle barriere commerciali fece sì che gli scambi intra-europei crescessero più rapidamente del commercio mondiale anche se questo comportò alcuni inconvenienti quali la scomparsa in Francia e in Germania dei piccoli fabbricanti di auto.

Anche in Europa orientale iniziò una migliore cooperazione. Poiché i prezzi in tali economie vengono fissati per atto amministrativo, le economie pianificate tendono ad optare per l’autosufficienza economica più spesso dei paesi in cui vige un’economia di mercato. Come contraltare all’istituzione dell’OECE fu creato il consiglio per la mutua assistenza economica con il compito di agevolare gli scambi tra i paesi del blocco comunista (Comecon).

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