Principi di bilancio

Partiamo dal presupposto già analizzato che il bilancio annuale di previsione deve avere le seguenti caratteristiche:

  • E’ soggetto al vincolo del pareggio di bilancio;
  • E’ soggetto al vincolo di parte corrente (entrate correnti maggiori o uguali a …);
  • Vincoli utilizzo avanzo (uso solo per investimenti in conto capitale oppure per fare degli assestamenti di bilancio durante l’esercizio) e copertura disavanzo;
  • Vincolo dell’indebitamento (non si può andare oltre certi livelli di indebitamento non si può andare, e non può usare indebitamento per pagare gli stipendi ma forse solo per nuovi investimenti).

Riguardano il bilancio annuale di previsione perché è il documento più importante. Il rendiconto finanziario non è rilevante invece nella AP ci esce l’avanzo o il disavanzo ma l’attenzione va là.

Questi principi vengono dettati per gli enti locali, le regioni sono poche, gli enti locali sono tantissimi, quindi l’attenzione su di essi è molto forte):

  • UNITA’;
  • ANNUALITA’;
  • UNIVERSALITA’;
  • INTEGRITA’;
  • VERIDICITA’;
  • PAREGGIO FINANZIARIO;
  • PUBBLICITA’.

Sono dettati per gli enti locali ma valgono per tutte le AP e valgono per il bilancio annuale di previsione.

Principio di unità

Il totale delle entrate finanzia indistintamente il totale delle spese fatte salve le eccezioni.

Le eccezioni sono che le entrate in conto capitale allora quelle devono essere utilizzate solo per il fine per cui ce le hanno date. Le entrate che non sono finalizzate posso usarle per far fronte a qualsiasi spesa. Le entrate non in conto capitale di solito sono entrate che servono per far fronte a qualsiasi tipo di spesa (escluso nell’uni in cui ci dice non più del 90% in personale).

Principi di annualità

L’unità temporale a cui fanno riferimento le entrate e le spese è l’anno finanziario (che poi è l’anno solare dal 01/01 al 31/12).

Principio di universalità

Tutte le entrate e tutte le spese devono essere iscritte in bilancio cioè c’è il divieto delle gestioni fuori bilancio (tanti enti locali contraevano debiti e non li contabilizzavano nella contabilità pubblica).

Principio dell’integrità

Le entrate sono iscritte in bilancio al lordo delle spese di riscossione a carico dell’ente e di eventuali altre spese ad esse connesse. Le spese sono iscritte in bilancio integralmente, cioè divieto di compensazioni tra entrate e spese.

Principio della veridicità

Non permette di fare quei giochetti sugli stanziamenti di bilancio, le previsioni delle entrate possono essere facilmente sovrastimate. Le previsioni di bilancio devono essere formulate in modo da rispettare i valori correlati con la realtà di fatto (sta a dire: non potete inventarvi le entrate, non potete scrivere dei valori sperati).

Principio del pareggio finanziario

Complessivo: entrate complessive = spese complessive

Parziale: entrate correnti = spese correnti (poi abbiamo visto che se ho rate del mutuo allora le entrate correnti devono avere una capienza pari alle spese correnti + rimborso della quota capitale dei debiti (gli interessi sono già spese correnti)).

Principio della pubblicità

Il bilancio deve essere portato a conoscenza dei terzi (oggi diremmo a conoscenza degli stakeholder cioè dei portatori di interesse).

Accanto a questi principi che sono i principi di bilancio e riguardano il bilancio di previsione ci sono dei principi contabili delle amministrazioni pubbliche che possono essere sia nazionali sia internazionali (come per le imprese).

Principi nazionali

Documento del 12/03/2008 riguardano quelli per gli enti locali riguardano la finalità e i postulati; programmazione e previsione nel sistema del bilancio; gestione nel sistema di bilancio; rendiconto degli enti locali.

Il DPR n.97/2003 riguarda gli enti pubblici non economici: principi contabili generali; di redazione bilancio previsione e relativo rendiconto situazione patrimoniale, conto economico; criteri di iscrizione e valutazione elementi patrimoniali; contenuto nota integrativa.

Principi internazionali

  • Sono stati emanati per la prima volta nel 2000 dall’IFAC (assumono peso nel momento in cui i bilanci sono esaminati a livello europeo).
  • Vengono denominati IPSAS e sono stati emanati in momenti successivi ed attualmente sono 26.
  • Si fondano principalmente sull’applicazione della contabilità economico patrimoniale la cui introduzione viene fortemente suggerita (solo ASL e AO lo fanno per ora in Italia).
  • Solo nel 2003 è stato pubblicato un documento che fa riferimento ad una contabilità finanziaria di cassa (quindi la contabilità di competenza che è quella usata in Italia, non la considerano nemmeno!) ed indicazioni su come costruire il documento di rendicontazione.

Richiedi gli appunti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


otto − = 2

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>