I controlli interni nelle Amministrazioni Pubbliche

D.Lgs. numero 286/99.

Articolo 1:

  • Si introduce l’obbligo della regolarità amministrativo e contabile e questo viene demandato ai revisori dei conti, ciascuna AP deve avere un nucleo di persone esperte che fanno questo controllo di regolarità.
  • Introduce poi il controllo di gestione.
  • Introduce poi la valutazione della dirigenza quindi i dirigenti di una AP a chi rispondono? Una parte dello stipendio della dirigenza è ancorato a certi risultati. La dirigenza non è completamente libera, prima bastava anche andasse d’accordo con il politico. E per questo sono stati creati i nuclei di valutazione che di solito sono organismi esterni.
  • Valutazione e controllo strategico

Articolo 11:

  • Prevede introduzione del controllo di qualità. Quindi si introduce il controllo di qualità nelle AP quindi devono produrre servizi con una certa qualità. Prima bastava che producessero.

L’art. 1 spiega cosa si intende per controllo di regolarità amministrativa, per controllo strategico, per controllo di gestione. Quindi dovrebbero essere inchiodate le AP invece non lo sono.

Cenni sul provvedimento Brunetta (D.Lgs. n.150/2009)

Il provvedimento Brunetta parla dei piani delle performance e ci dice che ogni AP è tenuta a misurare e a valutare la performance, la sua performance cioè una:

  • Performance organizzativa a livello dell’intera struttura cioè vado a valutare cosa ho fatto come università di Genova e poi cosa hanno fatto i vari dipartimenti e la struttura amministrativa sulla base dei vari dirigenti che le vengono attribuiti;
  • Performance individuale quindi valutazione del singolo dipendente.

Siccome questa cosa ha sconvolto le ap che già con il NPM si diceva che da quel momento dovevano rispondere di quello che facevano in termini di risultati raggiunti e che dovevano essere comunicati a tutta la collettività. Ma poi così le ha sconvolte parecchio e ha dovuto creare il CIBIT che in un anno di attività ha già emanato 189 direttive e che serve di appoggio alle AP per aiutarle a risolvere le problematiche.

Ciclo di gestione della performance e sistemi di pianificazione e controllo

Le AP non possono più operare in base al quotidiano cioè ho sempre fatto così e continuo così ma devono operare con degli obiettivi. Poi gli obiettivi devono essere collegati con le risorse che si pensa di avere a disposizione quindi attraverso i bilanci di previsione forse.

Poi è previsto il monitoraggio in itinere e attivazione di eventuali interventi correttivi. Misurazione e valutazione delle performance organizzative e individuali. E poi utilizzo dei sistemi premianti cioè più produci e più guadagni. Rendicontazione dei risultati.

È stato poi creato un organismo interno di valutazione e allora c’è questo organismo interno che valuta le performance nel loro complesso mentre i dirigenti valutano le performance dei loro subalterni. Ci sarà poi un documento di rendicontazione delle performance che dovrà essere portato a conoscenza degli altri, è la relazione sulle performance.

In questo decreto è ancora richiamata l’attenzione sulla differenza tra organi di governo e organi amministrativi. Le funzioni di indirizzo politico amministrativo spettano agli organi di governo che hanno l’obbligo di definire gli obiettivi ed i programmi da attuare, inoltre è il politico che ha il governo che definisce gli obiettivi (che devono essere condivisi sennò non viene seguito) ma è l’organo politico che deve individuare gli obiettivi, deve farli metabolizzare bene alla struttura amministrativa e poi i risultati sono portati all’organo di governo.

Mentre gli organi amministrativi svolgono la funzione amministrativa e sviluppano la gestione finanziaria e tecnica e rispondono anche dei risultati.

Il politico deve dare gli obiettivi di medio – lungo mentre gli amministrativi sviluppano la gestione amministrativa.

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