L’anno 1929

L’andamento complessivo mensile viene richiesto all’esame nonché le cose sottostanti.

Ci sono paesi in Europa caratterizzati da debito pubblico su PIL altissimo, conta anche il debito pubblico in assoluto.

La Grecia ce l’ha alto in assoluto, quando si è aperta la questione 1 anno e mezzo fa sul debito pubblico greco. L’Italia che ce l’ha alto rispetto al PIL e bisogna vedere per salvare l’Italia ne serve moltissimo, la Grecia che è piccola ci vuole meno sforzi per salvarla.

Siamo in una situazione in cui l’Italia ha un debito pubblico elevatissimo rispetto al PIL 110% ma anche elevato in assoluto quindi aiutare l’Italia a pagare il suo debito pubblico ci vogliono un sacco di soldi.

Se l’Italia ad un certo punto non riesce a pagare il suo debito, visto che i mercati non hanno fiducia allora non sottoscrivono i titoli che servono all’Italia per pagare il vecchio allora dichiara il fallimento quindi paga solo una quota del debito residuo oppure non paga gli interessi oppure li rimanda nel tempo (varie forme di ristrutturazione del debito).

Se l’Italia fallisce deve uscire dall’Euro perché ha bisogno di stampare lei la moneta, non può dire alla BCE di stampare di più, fa riferimento ai parametri medi dell’area e la Germania pesa molto perché quando si fa la media ponderata delle varie situazioni pondera molto.

Allora la BCE si rifà alla situazione media dei paesi dell’area euro.

Uno dei guai che si determina nell’area euro, l’Italia è il punto fragile del mondo intero, se fallisce fa saltare l’euro, falliscono molte banche di tutta l’area euro e quindi il mondo va a scatafascio, siamo diventati l’anello debole dell’economia mondiale.

Questo debito l’abbiamo sempre avuto, solo ora ci si pone tutta questa attenzione.

Ora i tassi alti implicano uno spread alto con gli altri paesi europei e può accadere che il tasso di cambio dell’euro viene rafforzato oppure la gente fugge dall’euro e quindi si svaluta.

Il primo dei problemi è che le banche europee sono imbottite di titoli di stato italiani, fino a poco tempo fa erano considerati i più sicuri. Non c’erano dubbi che lo Stato onorasse il suo impegno, ora invece sono considerati molto rischiosi.

Il pericolo è che falliscano le banche. Se falliscono le banche falliscono le industrie che non vengono più finanziate e così via, si blocca l’attività produttiva del mondo. Allora si dice, non salviamo lo stato italiano (dicono soprattutto i tedeschi) così impara cioè se lo salviamo si rindebita subito.

Si è detto salviamo eventualmente le banche quando si troveranno in difficoltà e questo è l’accordo tra la Merkel e Sarkozy. Loro hanno un forte potere di indirizzo sulla BCE.

C’è chi dice che non è dignitoso che altri stati ci impongano le loro condizioni tipo levi tutte le ferie, abbassi gli stipendi, una volta che ti aiutano a pagare il debito sei nelle loro mani.

Se vuoi comandare in casa tua o non fai il debito o non chiedi aiuto agli altri.

Dal vertice tra Sarkozy e la Merkel, il comunicato è si sono messi d’accordo per presentare un programma entro un mese, ma possiamo fallire in ogni momento, un mese non è molto in fretta.

Sembra scongiurata il crollo della produzione europea. Può anche darsi che oggi, domani o dopodomani torni la paura tipo qualcuno che fa qualche dichiarazione di incertezza. Comunque in questi giorni c’è stato ottimismo sul fatto che non si vada in recessione cioè che quindi le banche vengano patrimonialmente rafforzate, non salvate.

Si fa così: si fanno dei conti e si vede di quanto una banca ha bisogno per continuare a vivere se una parte del debito non è pagato, poi fa aumento di capitale e se non viene integralmente sottoscritto allora un fondo diventa comproprietario della banca.

Gli stati finanziano dei fondi per aiutare le banche a mettersi in sicurezza se una parte degli assets che hanno in bilancio non dovesse essere ripagata.

Ci si attendeva che abbassassero i tassi per rilanciare la produzione stagnante dell’economia euro (anche i tedeschi sono stagnanti). Ma non sono stati tagliati i tassi.

Si è detto che finanzieranno le banche in crisi di liquidità, la BCE ha annunciato nuove forme di finanziamento.

I tassi non sono stati tagliati, sono preoccupati anche perché c’è un po’ di inflazione. Anche perché la BCE deve contenere l’inflazione al 2% e ora è al 2,5.

La banca d’Inghilterra ha detto che comprava lei i titoli pubblici inglesi stampando moneta, è una politica a rischio inflazionistico, ma la domanda è così bassa che l’inflazione difficilmente esploderà. Così si alleggerisce il debito pubblico britannico e così gli stati si fidano di più, i tassi di interesse scendono (le banche italiane hanno problemi, i titoli italiani sono sottoscritti a tassi alti.

Se fallisce lo stato falliscono anche le banche perché queste hanno in pancia tanti titoli pubblici, se falliscono le banche fallisce lo stato perché nessuno sottoscrive più titoli pubblici. Sono legati a doppio filo e le banche devono offrire buoni tassi e quindi devono dare tassi alti anche alle imprese che vanno a chiedere finanziamenti e questo è depressivo per l’andamento produttivo.

Siamo in una situazione di altissima volatilità (sale per tre giorni e scende per una settimana) perché c’è incertezza sulle politiche che verranno attuate, sulle banche che chissà quanti titoli pubblici italiani e greci hanno.

La probabilità che chiederanno aumenti di capitale, oppure vendita di un ramo di banca a banche più robuste.

Perché c’è titubanza a pagare azioni alle banche? Si ha timore che le banche siano così fragili che nessuno sottoscrive.

C’è questo nuovo indice, si chiede agli uffici acquisti quante materie prime sta acquistando quindi se compra molto prevede di vendere bene, gli uffici vendita riguarda invece il passato.

È un indice molto buono di quanto sarà la produzione nel periodo successivo.

Ad agosto è accaduto che siamo stati ad un passo dal fallimento del debito pubblico italiano e tutti compravano quelli tedeschi che sono sicurissimi. Però ad un certo punto il vecchio si è spaventato perché se va tutto bene e finisce l’afflusso verso i titoli tedeschi allora i prezzi scendono e i tassi quindi salgono quindi non c’è rischio di controparte ma c’è rischio che non guadagno nulla o perdo.

Il BTP italiano rende il 3,5% in più rispetto ai titoli di Stato tedeschi quale compenso per il rischio controparte. Ci sono poi due tabelle, la seconda colonna dice quanto si è perso comprando azioni al primo gennaio scorso fino a venerdì scorso.

I fondi di investimento ci dice anche questi come sono andati.

Ci sono poi degli indicatori macroeconomici e manca quello del debito pubblico PIL.

Questo rapporto ora è importante perché significa che se è alto allora deve tassare le imprese e i cittadini.

L’ipotesi di fallimento dello stato italiano ed è la prima volta che usa la parola fallimento dello stato italiano, finora era la cosa più sicura.

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