La gestione del ciclo monetario

La normalità è costituita dallo sfasamento tra ciclo economico e monetario. Costi e ricavi, siano essi differiti o anticipati, devono essere raccordati nel m/l termine con preventivi economici e finanziari.

La gestione del ciclo monetario dipende dal settore in cui opera l’azienda. I flussi monetari in entrata nelle imprese di servizi sono più accelerati rispetto a quelli delle imprese manifatturiere, data la natura immateriale della prestazione erogata: sotto questo profilo, le imprese di servizi non sono in grado di offrire molte opzioni per le dilazioni di pagamento. Il credito commerciale è quindi più diffuso presso le imprese manifatturiere.

Il ciclo monetario può essere schematizzato nel seguente modo:

t0: capitale, t1: incasso,t2 : output, t3: vendita, t4: dilazione, t5 : incasso.

Un aiuto per la selezione degli investimenti sotto il profilo finanziario viene dall’analisi di bilancio, che può avvenire ex ante ovvero ex post. Le voci sono espresse in termini monetari nei due principali documenti contabili: Conto economico e Stato patrimoniale. La pratica più diffusa è data dalla riclassificazione dei dati storici, rapportati tra loro per il calcolo di specifici indici patrimoniali ed economici. Le voci di Conto economico e Stato patrimoniale si evolvono in base alle scelte effettuate in precedenza (sia tattiche che strategiche).

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