Scientific management

Ricordiamo che l’impresa può essere vista come meccanismo di:

  1. trasformazione
  2. razionalizzazione

L’impresa è sottoposta ad evoluzione, che trova le sue radici nello scientific management.
Vediamo come possono essere riassunti i suoi principi. Ciò ha a che fare con il pensiero classico.

Quali sono gli scopi? Quali sono le basi del management razionale?

Lo scopo è creare un’impresa almeno intenzionalmente razionale, basata sul calcolo, per ottenere:

  1. output
  2. reddito

Le basi sono:

  1. prevedere
  2. programmare
  3. organizzare
  4. delegare
  5. controllare
  6. leader
  7. successione
  8. limitare l’errore e l’effetto dell’errore.

I principi dello scientific management sono:

  1. gestione
  2. organizzazione
  3. rilevazione

Il know-how non si fonda sulle aspirazioni, ma su tali principi e sui vincoli di pensiero. Solo un terzo delle imprese che oggi nascono, dopo 3 o 4 anni, sopravvivono al mercato, le altre ne escono per due motivi:

  1. concorrenza (pressioni competitive di imprese più razionali)
  2. per pressioni interne (incapacità di gestione e di processi amministrativi basati su principi di management)

L’orientamento al calcolo economico e la formalizzazione con documenti dei piani di budget apparentemente creano fatica, in realtà sono uno statement (dichiarazione di obiettivi e decisione sulla loro base). Si tratta di un’autodisciplina: la burocratizzazione pone in atto una gestione preventiva, formalizzata e responsabile del sistema impresa.

La delega è fondamentale: un imprenditore che non separa le proprie decisioni da quelle del manager, non ha assolutamente ottimizzato le sue operazioni (ci rifacciamo al principio del PDO). Egli deve astenersi dall’entrare in contatto con i suoi subordinati (in poche parole, non può assumere dei manager, per poi fare il manager egli stesso).

La prima fase del controllo va subita dal capo responsabile. La leadership è differente dalla direzione: significa avere capacità non solo di coordinamento e controllo (precedentemente e successivamente alla delega), ma anche capacità di motivazione, convincimento, incentivazione (anche monetaria) e trascinamento verso gli obiettivi di tutti i fattori produttivi (persone comprese). La funzione di direzione è solo un presupposto per la leadership.

Non è sufficiente, come supponeva Taylor, l’incentivazione della retribuzione contrattuale: se le vicende aziendali proseguono bene, è pensabile e razionale garantire incentivi monetari.

L’imprenditore è mortale. Si deve auto-razionalizzare e auto-limitare l’impresa: razionalità vuole che il soggetto aziendale, persino anche soltanto a livello dirigenziale e non di proprietà, pensi alla propria successione.

Abbiamo così terminata l’analisi delle basi; passiamo all’analisi del soggetto economico.
Nell’indicare i principi di management, pensiamo a delle imprese che hanno già conosciuto cicli gestionali precedenti.

Per quanto riguarda un’impresa neonata, invece, i principi, sebbene validi, non sono applicabili tutti e subito.

La previsione è tipica, ad esempio, dell’impresa neonata, se eseguita sulla base di una scientificazione dei trend a breve.

L’organizzazione è un principio meno rilevante, in confronto, ma pur sempre rilevante qualora vi sia una società.

La relativizzazione e la gerarchia diventano fondamentali. Concludiamo, quindi, che i principi dello scientific management sono sempre validi come schema di riferimento, ma diversamente da contesto a contesto.

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