Rapporto tra impresa e ambiente

Cominciamo a considerare le relazioni aziendali con l’esterno. Questo ha a che vedere con la competitività.

L’impresa naviga in un insieme di condizioni esterne, dette ambiente.

Si debbono ora valutare due tipi di mercati:

  1. il mercato a monte, ovvero i fornitori:
    1. sono le imprese stesse a metterli in concorrenza
    2. anche i fornitori possono mettere in concorrenza coloro che si approvvigionano: ad esempio, un’impresa fornitrice, in fase di crescita, potrebbe abbandonare taluni clienti (anch’essi imprese) perché garantiscono pagamenti meno puntuali o approvvigionamenti poco consistenti.
  2. il mercato a valle: la “concorrenza del consumatore” si basa sui Prezzi, la qualità, i tempi e le modalità di consegna etc. Il consumatore è, dunque, un “moving target”, poiché può mutare le proprie scelte.

L’impresa viene creata per stare in uno dei 3 settori (agricolo, industriale, terziario). Il terziario, da non confondere con il 3° settore che riguarda le imprese non profit, è ad oggi il più rilevante nei paesi evoluti (80%). Esso è collegato all’industria, ma è giunto al punto di rilevarne il dominio.

L’ambiente coincide con il settore (= task environment).

Nel settore, in un sistema complesso, esistono 5 forze competitive:

  1. concorrenti diretti
  2. concorrenti indiretti (es.: Fiat e ferrovie), cioè produttori di beni surrogabili o sostituibili
  3. potenziali entranti (imprese non già nel sistema-ambiente, ma che possono, grazie allo sviluppo odierno, entrarvi celermente, quindi devono considerarsi quali concorrenti)
  4. fornitori
  5. clienti

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