I meccanismi di trasformazione

Esistono tre aspetti di base di gestione dell’impresa (definizioni di Zappa):

  • Gestione aziendale (produzione, vendita del prodotto, marketing, distribuzione fisica, acquisizione fattori eccetera)
  • Rilevazione contabile
  • Organizzazione aziendale (in primis costruire le fondamentali strutture delle imprese in modo tale che il processo amministrativo aziendale possa svolgersi)

Parole chiave:

  • L’impresa come meccanismo di trasformazione (produzione di beni e servizi), nel suo rapporto con l’ambiente competitivo (fattori produttivi vengono trasformati all’interno dell’impresa e si presentano sul mercato)
  • Governance and management (gli organi dell’impresa e la sua gerarchia)
  • Rapporto tra impresa e il suo ambiente competitivo (la concorrenza)
  • Strategia (elementi in forza dei quali l’impresa regge la competizione): andamento dell’impresa nel m/l periodo
  • Razionalizzazione (radici teoriche, funzionalizzazione, calcolo economico e ordinamento
  • Storicizzare l’impresa (realtà pluralistica organizzativa)

Ricordiamo che l’impresa è un’azienda di produzione e si distingue dalle aziende di erogazione (che non sono imprese bensì meccanismi di consumo). Produce beni e servizi (reali e virtuali).
Uno schema per la rappresentazione dell’impresa è quello dei confini.
Il confine dell’impresa è definito bundary, ma non è ben identificabile nel territorio: il confine è tracciabile mediante la personalità giuridica, che è extraterritoriale.
Un autore americano degli anni ’50 diceva che le organizzazioni come aziende di produzione vivono in un mondo realizzativo. Al di fuori dei confini di un’azienda vi è una pluralità di organizzazioni. Le organizzazioni si distinguono in due grandi categorie:

  • Aziende di produzione (mercato)
  • Aziende di erogazione o consumo (Stato, associazioni, eccetera)

L’organizzazione come impresa agisce in condizioni di pluralismo organizzativo, operando con altri enti aventi scopi simili e dissimili. Ecco perché si afferma che, al di fuori di questi confini, c’è l’ambiente (environment), che comprende associazioni ed organizzazioni di ogni tipo, anche apparentemente lontane dall’impresa stessa.
La trasformazione è il passaggio dagli input (fornitori di beni reali e virtuali) agli output (beni e servizi prodotti e venduti), attraverso processi di produzione, grazie agli strumenti della produzione stessa. Noi intendiamo rappresentare la domanda sotto forma di clienti. La domanda può essere reale o potenziale. Anche un’altra impresa può essere un cliente. La domanda degli output quindi si configura sia attraverso micro-organizzazioni quali le famiglie, sia attraverso altre imprese.
Quindi un output di un’impresa si trasforma in un input per un’altra impresa.

Che cosa succede quando una di queste organizzazioni acquisisce il bene?
Come conseguenza di un acquisto, l’output impatta (clash) creando una reazione nell’ambiente.
L’impresa deve cercare di soddisfare i bisogni del consumatore.
Le imprese come meccanismi di trasformazione sono interessate a conoscere l’informazione sull’impatto del bene o servizio che offre sui compratori, siano essi aziende o famiglie.
Sarà necessario operare conformemente se il clash è positivo, difformemente se è negativo.
L’informazione (dalla raccolta alla sua elaborazione, mediante indagini di mercato) è un fattore indispensabile per l’organizzazione aziendale, ed è di per sé un bene.

Gli input di ritorno introitano nell’impresa proprio in seguito alle informazioni ottenute dopo la raccolta di dati sugli output. Questo processo è chiamato feedback (retroazione).
In pratica l’impatto sul mercato (clash) viene a darci informazioni utili che rientrano nell’impresa sotto forma di organizzazione degli input successivi. E’ un ciclo.

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