L’adattamento

L’ambiente influenza l’impresa esercitando pressioni competitive, massime nei primi anni di vita (selezione naturale).

Quando si passa ad una condizione di selezione competitiva, s’affacciano degli aspetti di non-price competition: le imprese aggiungono servizi e prodotti ai propri prodotti, lottando con le altre imprese non solo sul prezzo. Cercano di svincolarsi, oltre che a valle, nei mercati di sbocco, anche dai fornitori meno privilegiabili (a monte).

Le imprese non possono ritenersi tranquille una volta che sono riuscite a condizionare la ruota tra impresa e ambiente: l’ambiente non permette la solidità costante nel tempo, perché l’eccessiva sicurezza porta ad una perdita di dominio.

Una volta acquisita una quota stabile, si genera un rapporto tra dipendenza dalle forze ambientali ed autonomia delle competenze e delle risorse. Il rapporto tra impresa e ambiente è un rapporto di forza (dentro e fuori le aree funzionali).

Vi è lotta competitiva tra “chi vuol far dipendere” e “chi vuol essere indipendente”, respingendo le forze destabilizzanti.

L’orientamento strategico al controllo è un ciclo che non ha mai fine, o finisce quando l’ambiente è troppo forte: l’impresa non regge più alle pressioni ed esce dal campo competitivo.

L’adattamento dell’impresa è dialettico ed evolutivo. Esprimiamo il rapporto di adattamento mediante la seguente funzione: Z = f (x,y) dove:
Y = impresa (orientamento strategico al controllo) X = ambiente (determinismo ambientale) Z = adattamento reciproco (biunivoco)
Il punto T delimita i valori del determinismo ambientale (può raggiungere valori anche più elevati).
Il punto S delimita i valori dell’orientamento strategico al controllo dell’impresa.
Abbiamo così delimitato un quadrante.

Sappiamo che quanto più i valori si allontanano dall’origine più sono alti e tendono ad infinito. Abbiamo 3 casi:

  1. se diamo x e y > 0 ipotizziamo che sia impresa sia ambiente abbiano proprie forze
  2. se x = 0 l’ambiente non esercita pressioni in grado di influenzare le imprese, che lo controllano (adattamento con controllo)
  3. se y = 0: l’adattamento è definito “adeguamento”: l’impresa non può far altro che adeguarsi, perché non ha nessuna risorsa o competenza per difendersi dalle pressioni ambientali. Coincide con la concorrenza perfetta.

Affermare che “adeguamento = adattamento” corrisponde ad un’interpretazione a-scientifica; l’adattamento, infatti, dell’impresa all’ambiente, è funzione di:

  • quello che vuole l’impresa
  • le condizioni di ambiente

Vediamo ora cosa accade quando i valori sono tutti positivi.

All’interno del quadrante esistono tante particelle: Z1→n. Arriviamo a ragionare per zone e sottoquadranti:

  1. Alto determinismo ambientale, basso orientamento strategico:
    1. L’impresa è atomistica (piccola): c’è ma le sue possibilità sono limitate;
    2. È il quadrante della pura competizione (libera concorrenza);
    3. È il quadrante dell’adeguamento (nel task environment: nel settore);
    4. Anche le forze di general environment sono molto forti.
    5. L’impresa ha un adattamento virtuoso: prima di tutto vuole restare nel quadrante (con reddito minimo d’equilibrio), senza essere selected-out (esclusa dal mercato).
  2. Alto determinismo ambientale, alto orientamento strategico:
    1. Esistono realmente due interlocutori: Z = f (x,y);
    2. L’ambiente ha forti pressioni;
    3. L’impresa fa non-price competition;
    4. Ha capacità contrattuali verso fornitori e distributori;
    5. L’impresa è interlocutrice dello Stato (tramite sindacati ad esempio);
    6. L’impresa influenza il consumatore;
    7. Differenziazione del prodotto;
    8. È il quadrante della differenziazione;
    9. L’adattamento è denominato “adattamento per differenziazione”;
    10. Si ha un oligopolio differenziato.
  3. Basso determinismo ambientale, alto orientamento strategico:
    1. Ambiente che tende alla quiete;
    2. Impresa molto attiva;
    3. Impresa in grado di usare la leva dell’innovazione tecnologica;
    4. Impresa che spiazza sia concorrenza sia consumatore;
    5. Asimmetria dell’informazione (vedi microeconomia) tra impresa e consumatore: l’impresa conosce bene il know-how, a differenza del consumatore;
    6. Oligopolio concentrato: club ristretto di imprese con capacità di competizione, marketing e, soprattutto, innovazione;
    7. Le imprese riescono a creare barriere commerciali o tecnologiche all’entrata nel mercato di altre imprese;
    8. È il quadrante dell’adattamento pianificato: è l’impresa che detta le regole mediante pianificazione;
    9. La visible hand del manager governa il mercato.
  4. Basso determinismo ambientale, basso orientamento strategico:
    1. Pressioni competitive medio basse (tendenza alla quiete);
    2. I movimenti delle imprese sono medio-basse;
    3. Situazione di stabilità o stasi: assenza sia di pressioni competitive, sia di innovazioni, sia di nuove entrate, sia di comportamenti dinamici;
    4. La situazione è di monopolio/duopolio: dominio;
    5. Adattamento di tipo dominante;
    6. Adattamento per controllo di tipo monopolistico;
    7. Il monopolista deve solo preoccuparsi di offrire un prezzo che non distolga dall’acquisto;
    8. Lo Stato è perfino condizionato dall’impresa monopolista.

Questa matrice è denominata “matrice dell’adattamento”.

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