L’impresa come azienda di produzione e la sua funzione nell’economia di mercato

La funzione dell’impresa nel sistema di mercato è di produrre beni e servizi utili destinati allo scambio, idonei a soddisfare i bisogni e ad alimentare processi di consumo attraverso lo scambio di mercato. Inoltre l‟impresa offre opportunità di impiego dei fattori produttivi: impiega il capitale e lo remunera, impiega forza lavoro, eccetera. Questa funzione si concretizza in processi di creazione del valore (produrre beni e servizi a cui il mercato attribuisce un valore di scambio) in condizioni di economicità. Si parla di creazione di valore perché si producono beni e servizi a cui il mercato riconosce un’utilità, ovvero la capacità di rappresentare risposte utili ai bisogni individuali e collettivi.

Il valore creato dall’impresa è rappresentato quindi dall’utilità misurata in termini di prezzo e di quantità vendute. Il prezzo a cui il prodotto può essere venduto e acquistato sul mercato è detto Valore di scambio. Ciò che conferisce valore al risultato di una attività produttiva è l’esistenza di consumatori che domandano il prodotto, ovvero se i consumatori sono disposti a pagare un certo prezzo per poterne disporre. L’esistenza della domanda è influenzata da

  • Il valore d’uso del prodotto, ovvero l’utilità soggettiva che la persona trae dal consumo del prodotto (si può anche vedere come l’utilità che la disponibilità del prodotto procura al soggetto). Un prodotto ha valore d‟uso se risponde alle esigenze del consumatore.
  • Reddito e capacità di spesa del consumatore: più il reddito è elevato, maggiori bisogni potrà soddisfare il soggetto.
  • Fenomeni culturali: moda, pubblicità, contesto sociale.

 

Valore d’uso e valore di scambio

Il valore d’uso del prodotto è l’utilità soggettiva che la persona trae dal consumo di quel prodotto/ è l’utilità che la disponibilità di un prodotto procura al soggetto. Il valore di scambio è il prezzo a cui il bene viene reso disponibile sul mercato. Il valore di scambio può essere inferiore al valore d’uso per effetto della concorrenza, ma non potrà mai essere maggiore perché verrebbe a meno la disponibilità di acquistare il prodotto da parte dei consumatori.

Dal lato dell’offerta invece i produttori devono saper interpretare la domanda leggendo le tendenze del mercato per produrre un prodotto che sappia rispondere efficacemente alle esigenze dei consumatori. Attraverso il marketing le imprese possono produrre beni e servizi con un elevato valore d’uso. Inoltre il valore di scambio è influenzato dalla concorrenza. Più c’è concorrenza, più il prezzo si abbassa. L’impresa può creare valore d’uso facendo aderire i suoi prodotti il più possibile alle esigenze dei consumatori, o introducendo risposte nuove a bisogni già soddisfatti o addirittura non ancora percepiti.

Il valore d’uso rappresenta quindi una leva su cui agire per influenzare il valore di scambio: quest’ultima è la grandezza nella quale si concretizza la creazione di valore che conta ai fini dell’economicità della gestione. Le determinanti del valore di scambio interagiscono tra loro come nello schema a lato. Il valore d’uso è la soglia massima oltre la quale il prezzo non potrà salire, perché verrebbe a meno la disponibilità dei consumatori a pagare. Il valore di scambio si può collocare al di sotto del valore d’uso per effetto della concorrenza. Tuttavia non potrà mai scendere al di sotto del costo di produzione: in tal caso la produzione non avrebbe ragione d’esistere perché non è remunerativa. Infatti lo scambio deve essere capace di coprire i costi che l’impresa sostiene per realizzare le proprie risposte produttive, residuando un surplus adeguato. In breve il campo di variabilità del Valore di scambio è compreso tra il VALORE D’USO (utilità soggettiva) e il COSTO DI PRODUZIONE.

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