Cos’è l’economicità?

L’economia si occupa delle attività svolte dai soggetti economici per rispondere ai bisogni umani secondo principi di Razionalità Economica: tutte le attività implicano l‟utilizzo di risorse scarse in termini di convenienza. L’economia aziendale studia le aziende, unità costituite per la produzione di beni e servizi necessari per soddisfare bisogni individuali o collettivi, caratterizzate da:

  • Economicità: utilizzo efficiente ed efficace delle risorse per ottenere prodotti finiti con un valore superiore a quello dei fattori impiegati (creazione del valore).
  • Carattere primario da cui derivano i caratteri di
    • Autonomia: indipendenza nello svolgere l’attività produttiva nelle decisioni di gestione;
    • Durabilità: attività destinata a sopravvivere e perdurare nel futuro.

Solo se l’attività è utile e svolta in condizioni di economicità, sopravvive nel sistema economico.

Cos’è l’economicità?

L’economicità è il carattere primario di aziendalità, consiste nell’utilizzo efficiente ed efficace delle risorse per ottenere prodotti finiti con un valore superiore ai fattori impiegati. Se l’economicità è adeguata c’è redditività. Da questa caratteristica derivano l’autonomia e la durabilità. L’autonomia è l’indipendenza nello svolgere l’attività produttiva e nelle decisioni di gestione. Ad esempio un istituto secondario superiore non è autonomo perché le decisioni dipendono dal provveditorato. La durabilità è la caratteristica di un’attività destinata a sopravvivere e perdurare nel futuro perché utile e svolta in condizioni di economicità. Un’azienda pubblica in perdita tenuta in piedi dallo stato per pubblico interesse non è economica quindi non ha carattere di durabilità. Viene tenuto in piedi da terzi. 

Le unità produttrici di beni e servizi possono essere Aziende, contraddistinte da economicità, autonomia e durabilità (caratteri di aziendalità); o non Aziende, che non presentano in tutto o in parte i caratteri di aziendalità (un istituto secondario superiore non è autonomo, un’azienda pubblica tenuta in vita anche se inefficiente per pubblico interesse non è economica). Le aziende possono essere:

  • di produzione per l’erogazione: soddisfazione diretta dei bisogni. Producono beni e servizi allo scopo di fornire la soddisfazione di un certo bisogno agli utenti utilizzando i capitali apportati dai soggetti che li costituiscono. L’economicità si misura valutando se le risorse spese danno un risultato soddisfacente. (esempi: ASL, fondazioni);
  • di produzione per lo scambio di mercato: soddisfazione indiretta dei bisogni rispondere alla domanda producendo beni e servizi idonei allo scambio di mercato.

Svolgono l’attività economica allo scopo di conseguire un surplus che remuneri il capitale investito per l’erogazione del bene/servizio (impresa capitalistica), oppure che garantisca benefici ai soci (cooperativa), o ancora permetta la sopravvivenza dell’attività (azienda no profit). L’economicità si misura confrontando valore della produzione e valore di scambio: se il valore di scambio è maggiore l’attività è economica. L’economia aziendale studia le aziende come sistemi complessi per identificare le più utili modalità di governo. L’economia aziendale si è occupata soprattutto dell’analisi dell‟impresa, ovvero quell’azienda che produce beni e servizi destinati allo scambio sul mercato. Ciò deriva dal ruolo trainante che le imprese hanno avuto nel concorrere allo sviluppo economico fornendo risposte sempre nuove e crescenti livelli di produttività, e per la crescente complessità dei problemi gestionali che hanno via via affrontato.

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