Statuto del contribuente

“I rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio di collaborazione e della buona fede” (collaborazione può significare che l’amm fin non deve ostacolare l’attività dell’impresa cioè non deve essere ragione di blocco delle attività imprenditoriali, la buona fede invece chiedo un parere all’amm fin mi fido poi se l’amm fin cambia idea io non posso essere penalizzato) il garante del contribuente (organo collegiale formato da diversi soggetti tipo giudici a riposo) è istituito presso ciascuna direzione regionale delle entrate; esso vigila sui rapporti tra cittadini ed amministrazione, raccogliendo le doglianza dei contribuenti relative a disfunzioni e scorrettezze, controllando la funzionalità dei servizi di assistenza ed informazione (tipo se lasci scadere il termine per impugnare un atto viziato vai da loro e ti lamenti e poi il garante non può pretendere alcun ché dall’ufficio, può solo fare raccomandazioni e se non lo ascoltano fa lo stesso)

La dichiarazione (atto di accertamento)

E’ l’atto con il quale il contribuente porta a conoscenza dell’amministrazione finanziaria gli elementi considerati rilevanti ai della determinazione della base imponibile e dell’imposta (dichiarazione dei redditi, dichiarazione IVA, dichiarazione IRAP. Queste tre dichiarazioni sono state riunite nel modello unico. Un’altra dichiarazione importante è quella dei sostituti d’imposta che hanno effettuato ritenute e le hanno versate sono obbligati a versare questa dichiarazione che non confluisce nel modello unico ma è a sé e ce n’è una ordinaria e una speciale). In taluni casi deve essere presentata anche se il presupposto del tributo non si è verificato (la legge pone obbligo di dichiarare redditi anche se questi soggetti non hanno prodotto un reddito ma una perdita.

Tutti gli imprenditori hanno l’obbligo di fare dichiarazione dei redditi anche se nell’esercizio di riferimento non hanno prodotto un reddito. Altri soggetti che devono obbligatoriamente sono gli artisti, che sono obbligati a tenere le scritture contanti. In certi casi come nella dichiarazione dei redditi uno ha conseguito un reddito ma non deve fare la dichiarazione, tipo i lavoratori dipendenti che hanno solo quel reddito perché c’è già quella del sostituto ma può comunque presentare il 730 a cui provvede direttamente il datore di lavoro, lo si fa quando ho oneri da dedurre quindi ho un credito verso l’erario così l datore mi dà lui direttamente il credito che ho verso lo stato).

È per la sua gran parte una dichiarazione di scienza, relativa a fatti giuridicamente qualificati (che valore ha la dichiarazione? È di scienza cioè il contribuente indica ciò che è nella sua conoscenza ma non è una mera esposizione di elementi ma deve anche qualificarli giuridicamente tipo ho avuto un reddito di 50.000€ ma da dove? Lavoro autonomo, reddito fondiario, lavoro dipendente quindi devo anche qualificarlo. Se sbaglio la qualificazione è sanzionabile).

Spesso contiene anche manifestazioni di volontà (esercizio di opzioni cioè casi in cui può optare ed esercita questa opzione), in passato era considerata una confessione (art.2730 c.c. “dichiarazione che una parte fa della verità di fatti ad esse sfavorevoli e favorevoli all’altra parte” con la conseguenza della revocabilità colo previa dimostrazione che era stata determinata da errore di fatto o da violenza (ci sono in realtà altre ipotesi in cui indico i miei redditi tranquilla che siano quelli e invece poi sono diversi quindi questa è una tesi ormai superata; c’era possibilità di modificare la dichiarazione in casi troppo marginali).

Onere della prova. Ciò che inserisco in dichiarazione l’ufficio non ha onere di provare alcunché, deve invece provare cose che noi non stiamo dichiarando cioè deve addurre prove a sostegno della sua pretesa. L’onere della prova sussiste per l’ufficio, ma non gli le cose esposte in dichiarazione.

Effetti della dichiarazione

a) Ha una rilevanza procedimentale (cioè influisce sul procedimento), condiziona l’attività di controllo successiva (se siamo obbligati a presentare la dichiarazione e ciò nonostante non l’abbiamo presentata questo ha un effetto perché l’ufficio ha un allungamento dei termini per procedere al controllo su di noi (da 4 anni a 5). per il fatto che in dichiarazione il reddito dichiarato è molto lontano da quello che è fondatamente a noi attribuibile sulla base del tenore di vita che abbiamo l’ufficio ha la possibilità di ricorrere ad un metodo più invasivo che si basa su presunzioni cioè presume il nostro reddito sulla base del nostro tenore di vita.

b) Costituisce titolo per la riscossione delle imposte in essa indicate (per riscuotere che sono indicate in dichiarazione non ha necessità di emettere un altro atto, grazie alla dichiarazione noi dobbiamo pagare, non deve emettere alcun atto l’amministrazione finanziaria per farci pagare).

c) Costituisce titolo per il rimborso delle imposte in essa indicate a credito del contribuente (non devo presentare una ulteriore domanda di rimborso, è sufficiente l’aver fatto la dichiarazione).

La dichiarazione può essere presentata (stiamo parlando del modello unico di prima): in via cartacea, tramite una banca o un ufficio postale in via telematica per imprese e lavoratori autonomi questa modalità è obbligatoria direttamente o tramite un intermediario autorizzato (Caaf, associazioni di categoria, professionista iscritti a taluni albi tipo i commercialisti)

La rettifica della dichiarazione a favore del contribuente

La dichiarazione può essere corretta dal contribuente a proprio favore mediante istanza di rimborso delle maggiori imposte versate per effetto dell’errore commesso (mi accorgo di aver dichiarato qualcosa che non è corretto, ci sono tante cose che potremmo dover correggere, posso correggere non con una nuova dichiarazione ma presentando istanza di rimborso poi per ogni imposta si dice il termine massimo in cui si può presentare l’istanza). L’istanza deve essere proposta nei termini previsti dalle singole leggi d’imposta di 48 mesi o in mancanza nel termine dei 2 anni; è possibile anche una dichiarazione riduttiva cioè in diminuzione (si ripresenta un’altra dichiarazione che si chiama riduttiva perché sta riducendo il reddito imponibile) da presentare entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo (arco temporale molto breve rispetto al tempo che ha il fisco quindi asimmetria forse non troppo corretta. L’istanza di rimborso è rischiosa perché non mi rispondono).

La dichiarazione può essere corretta dal contribuente a proprio sfavore mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa (avendo versato meno possiamo essere sanzionabili mentre prima no). Se la presentazione precede sia l’inizio di controlli fiscali nei suoi confronti sia la scadenza del termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo successivo le sanzioni sono ridotte ad un quinto del minimo (cosiddetto ravvedimento operoso). Prima dei controlli sennò arrivano in azienda e dico ah ho pagato meno. Il termine è quello di prima è così ristretto per beneficiare di riduzione di sanzioni ad un quinto, altrimenti rimane un termine di 4 anni in cui la riduzione delle sanzioni non c’è o forse c’è ma è molto minore.

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