Eni lancia uno sconto del 20% su gasolio e benzina per agricoltura e pesca
Nuove misure straordinarie nell’ambito del piano “Eni per l’Italia” per contrastare il caro energia e contenere i costi produttivi del settore primario.

Eni ha recentemente annunciato un’importante novità: uno sconto del 20% sul prezzo di gasolio e benzina riservato ai settori dell’agricoltura e della pesca. Questa iniziativa, parte di una più ampia politica di sostegno al mondo produttivo italiano, mira a ridurre i costi operativi delle attività agricole e della pesca, settori fondamentali per l’economia del paese.
Fino a fine ottobre, con la possibilità di proroga
Dal 2 ottobre, gli operatori agricoli e i pescatori potranno beneficiare di uno sconto significativo sui carburanti acquistati presso le stazioni di servizio Enilive. Sebbene la misura sia prevista inizialmente fino alla fine di ottobre, è ipotizzabile un suo prolungamento fino alla fine dell’anno, in base all’andamento del mercato. “È una decisione che si inserisce nel contesto dell’iniziativa ‘Eni per l’Italia‘, pensata per alleviare la pressione economica su due settori strategici“, ha dichiarato il gruppo. Questa offerta si accompagna al “price cap” già applicato per tutti i cittadini, che stabilisce un tetto massimo ai prezzi di benzina e diesel.
Impatto sui costi dei carburanti e altre misure
Lo sconto del 20% è escluso dall’Iva e si affianca a un’altra misura recente: il tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel in modalità self service, introdotto in 3.847 stazioni di servizio su tutto il territorio nazionale. Questa riduzione rappresenta un gesto di solidarietà verso i professionisti che operano nei campi e nei mari, i quali recentemente hanno dovuto far fronte a una serie di sfide economiche e ambientali. Con il rincaro dei costi energetici che ha colpito le imprese, Eni si pone al fianco di chi lavora nel settore primario.
Rimborsi e dettagli dell’iniziativa
I rimborsi previsti da Enilive variano in base alla tipologia di impianto. Nei punti vendita gestiti direttamente dalla compagnia, i ristori non sono necessari. Tuttavia, per le stazioni in gestione, Eni riconoscerà un credito di 1.500 euro per l’eliminazione delle giacenze acquistate prima dell’entrata in vigore dell’offerta. Per le stazioni convenzionate, dove viene utilizzato esclusivamente il marchio Eni, sarà invece rimborsata la differenza tra il prezzo contrattuale d’acquisto e il prezzo di vendita senza tetto massimo. Queste disposizioni restano in vigore per il mese, con la possibilità di estensione fino a dicembre, a seconda dell’andamento del mercato. Nel contesto attuale, segnato da inflazione e instabilità dei prezzi energetici, Eni si propone come un partner essenziale per gli agricoltori e i pescatori italiani, sostenendoli con soluzioni concrete e tempestive.

Contesto economico e prospettive per il settore primario
L’intervento di Eni assume una rilevanza cruciale se contestualizzato all’interno delle recenti dinamiche macroeconomiche che influenzano la filiera agroalimentare e della pesca industriale. L’aumento dei costi di produzione, guidato dai prezzi delle materie prime e della fornitura energetica, ha messo a dura prova la redditività delle aziende agricole e delle flotte pescherecce italiane. Per chi lavora quotidianamente con macchine agricole, trattori e imbarcazioni da pesca, la spesa legata al carburante rappresenta una voce di bilancio particolarmente gravosa e difficile da ammortizzare nel breve periodo.
L’integrazione tra la riduzione percentuale del 20% e le garanzie offerte dal calmiere sui prezzi consente agli imprenditori agricoli e agli armatori di pianificare con maggiore redditività e tranquillità le proprie attività lavorative stagionali. Inoltre, il sostegno diretto alla rete dei gestori attraverso i crediti sulle giacenze e le compensazioni finanziarie garantisce la sostenibilità dell’intera catena di distribuzione, evitando che la misura promozionale gravi negativamente sui bilanci dei singoli distributori di carburante. Questa strategia di responsabilità sociale d’impresa mira a preservare la competitività del Made in Italy sul mercato europeo e globale, proteggendo la sovranità alimentare e il lavoro locale.

