Diesel più economico, arriva il taglio delle accise
Il nuovo intervento del Governo punta a frenare il caro-carburanti, sostenere la logistica e dare respiro alle imprese in una fase ancora segnata dalla volatilità dei mercati energetici.

Il rincaro dell’energia continua a pesare su famiglie e imprese, e il Governo risponde con un provvedimento mirato che interviene direttamente sul prezzo del diesel. L’obiettivo è chiaro: ridurre la pressione sui costi del gasolio, proteggere il potere d’acquisto e sostenere un settore strategico come quello dei trasporti commerciali. La misura prevede una riduzione delle accise sul gasolio, con effetti concreti sia per chi fa il pieno ogni giorno sia per le aziende che vivono di movimentazione merci. In un contesto in cui i prezzi all’ingrosso restano instabili, il nuovo decreto punta a evitare ulteriori contraccolpi lungo tutta la filiera. E quando il carburante sale, lo sappiamo, l’impatto non si ferma alla pompa: si riflette sui costi di distribuzione, sui listini finali e, alla fine, su tutto il carrello della spesa.
Riduzione delle accise sul diesel: come cambia il prezzo
Il cuore del provvedimento è il taglio dell’accisa sul gasolio, pensato per alleggerire subito il peso fiscale sui carburanti. La scelta arriva in risposta a un aumento improvviso dei prezzi che ha messo in difficoltà distributori e operatori del settore, con il rischio di rallentare la ripresa economica.
Sul piano pratico, la riduzione si traduce in un sollievo immediato per chi utilizza il diesel in modo costante, dalle imprese di trasporto ai consumatori che dipendono dall’auto per gli spostamenti quotidiani. Il beneficio non è solo teorico: agisce direttamente sul prezzo alla pompa e contribuisce a contenere una delle voci di spesa più sensibili nei bilanci aziendali.
Date, importi e sconto reale: il ruolo dell’IVA
Il provvedimento definisce anche con precisione il periodo in cui la misura resterà attiva. Dal 30 luglio al 6 agosto 2026, l’aliquota sarà rideterminata e fissata in via eccezionale a 532,90 euro per mille litri. A questa finestra si aggiunge una copertura ulteriore, stabilita da un decreto ministeriale, che estende il beneficio anche al 28 e 29 luglio.
Si tratta di una scelta tutt’altro che marginale. Il periodo individuato coincide infatti con una fase particolarmente delicata per consumi, flussi di traffico e attività commerciali. Garantire continuità nello sgravio significa evitare bruschi rialzi in un momento in cui la mobilità è elevata e la rete logistica lavora a pieno regime.

Autotrasporto e credito d’imposta: più tempo per recuperare i costi
Accanto al taglio generalizzato per i carburanti, il Governo ha previsto anche un sostegno specifico per l’autotrasporto. Il comparto della logistica, infatti, è tra i più esposti alle oscillazioni del gasolio e spesso fatica a trasferire gli aumenti sui committenti finali. Per questo è stato introdotto un credito d’imposta destinato a compensare in parte le spese straordinarie sostenute dalle aziende.
Il calcolo del bonus si basa sulla differenza tra i costi attuali dei carburanti e quelli registrati a febbraio dell’anno in corso, un parametro che consente di misurare in modo più preciso l’impatto dei rincari. Per le imprese si tratta di un aiuto concreto, utile a preservare i margini operativi e a sostenere la liquidità in una fase complessa.
