Data Center in Italia: boom di capacità dal 2020, un futuro tecnologico raggiante
Tra crescita della capacità operativa e sfide di sostenibilità, l’Italia punta a diventare l’hub strategico europeo dei server.

Nel panorama digitale italiano, i data center ricoprono un ruolo sempre più cruciale. Da pochi anni a questa parte, la loro capacità operativa ha visto un’impennata significativa, portando l’Italia a diventare un hub strategico nel settore. Come mai questa crescita improvvisa? L’evoluzione continua di queste strutture essenziali non è solo una questione di numero, ma anche di efficienza e sostenibilità.
La crescita esponenziale dei data center in Italia
Il numero di data center presenti sul territorio italiano ha raggiunto quota 262, con un incremento notevole della capacità che risulta più che raddoppiata dal 2020. La fornita capacità cumulativa ha toccato i 609 MW entro il 2025, con ben 414 MW concentrati nell’area di Milano, particolarmente nella sua zona nord-ovest. Ma cosa spinge questa crescita vertiginosa?
Secondo l’AI for Energy Report del Politecnico di Milano, le prospettive per il futuro non promettono di essere da meno. Infatti, entro il 2030, ci si attende che la capacità possa oscillare tra 0,9 GW, in uno scenario a crescita moderata, fino a 1,8 GW, se supportata da politiche favorevoli e investimenti mirati. Tale previsione dipinge un quadro di evoluzione costante, dove le infrastrutture digitali stanno guadagnando un peso economico e strategico sempre più rilevante per il Paese. E proprio in questo contesto, la Lombardia guida la classifica grazie alla sua infrastruttura già robusta e alle politiche favorevoli allo sviluppo tecnologico.
Le sfide del sostenimento energetico
Nel contesto europeo, i data center stanno emergendo non solo per la loro funzionalità tecnologica, ma anche per la sfida energetica che pongono. Si stima infatti che tali strutture possano contribuire al 28% dell’aumento del fabbisogno energetico nel continente tra il 2023 e il 2030, un incremento che porta con sé una riflessione sulla sostenibilità.
Federico Frattini del Politecnico di Milano evidenzia la necessità di sviluppare infrastrutture che siano all’avanguardia non solo in termini tecnologici, ma anche nella capacità di gestire il loro impatto ambientale. Le chiavi di volta saranno l’ottimizzazione dei sistemi di raffreddamento, la riduzione dei consumi idrici e l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili. La capacità di coniugare tecnologia e sostenibilità potrebbe fare la differenza nel garantire un futuro in cui progresso e ambiente non siano in contrasto.

Prospettive tecnologiche e sostenibili
Guardando al futuro, l’Europa è chiamata non solo ad accogliere questa crescita, ma a farsene promotrice attraverso regolamentazioni mirate. La Energy Efficiency Directive, che impone monitoraggi rigorosi ai data center con potenza superiore a 500 kW, è un passo importante in questa direzione. Essa pone l’accento su aspetti cruciali quali il consumo energetico, l’utilizzo di risorse rinnovabili e il recupero del calore.
In Italia, misure legislative come il “decreto Bollette” si propongono di accelerare i processi autorizzativi, facilitando lo sviluppo infrastrutturale necessario per sostenere questa crescita esponenziale. Tuttavia, restano delle sfide da affrontare: bilanciare l’espansione di modelli di intelligenza artificiale con il rispetto degli obiettivi climatici e normativi europei. In sostanza, la direzione è tracciata: i data center non solo come un motore economico, ma come un’infrastruttura fondamentale per un futuro digitale e sostenibile.
