Organizzazione e tecniche di lavoro

La manodopera

  • Industria domestica rurale: la famiglia agricola produce al proprio interno e non si rivolge al mercato. Si tratta di produzioni di sussistenza.
  • Artigiani e corporazioni: nell’Europa urbana le principali attività economiche sono organizzate in gruppi di mestiere, alla base di due principi comuni: l’eguaglianza e la solidarietà dei soci.

Il coordinamento delle singole produzioni arriva anche più in profondità prevedendo gli acquisti collettivi di materie prime; il divieto della concorrenza interna; procedure prefissate per l’ingresso e l’apprendimento dei singoli mestieri; misure assistenziali per gli iscritti al gruppo e forme di culto religioso da svolgersi in comune.

Si tratta di raggruppamenti che prendono il nome di corporazioni o Arti in Italia, di gilde o mestieri in altre zone dell’Europa.

Titolari delle botteghe o laboratori sono i maestri artigiani coadiuvati da apprendisti e garzoni, il cui ingresso nelle corporazioni è controllato dall’elite dirigente.

Le corporazioni garantiscono una qualità stabile del prodotto, guardando con diffidenza qualsiasi innovazione, al punto da ritardare lo sviluppo tecnologico ottenendo un vero e proprio protezionismo doganale. Si impegnano però alla salvaguardia del sapere tecnico.

Di norma, l’artigiano produce per il mercato, difficilmente per il magazzino assumendosi comunque un minimo rischio di impresa.

  • Industria a domicilio: In molte regioni d’Europa gli artigiani collaborano a produzioni complesse, che comprendono molti passaggi di semilavorati. L’artigiano viene ad essere dominato dal mercante-imprenditore, proprietario delle materie prime e degli strumenti di lavorazione oltre al prodotto finito. Retribuiti a cottimo, questi soggetti finiscono per assumere la figura di lavoranti a domicilio.

Si tratta di un sistema abbastanza flessibile, che richiede una buona conoscenza dei mercati. Le retribuzioni vengono pagate con anticipi periodici e trasformano l’artigiano in salariato, quindi il rapporto col datore di lavoro diventa esclusivo.

La struttura dell’industria a domicilio non muta nella sostanza quando la sua localizzazione diventa in parte o del tutto rurale.

L’attività tessile svolta nelle campagne permette un’integrazione del reddito familiare. Essa determina importanti cambiamenti sociali in quanto inserisce la manodopera femminile.

Le innovazioni di processo

Il ‘400 vede fiorire in Europa una serie di miglioramenti tecnici senza che vi sia una netta cesura tra medioevo ed età moderna.

Nel XV secolo la stampa a caratteri mobili aiuta enormemente la crescita della cultura, ad essa è poi collegato l’aumento della domanda di carta. L’introduzione della polvere da sparo e la sua applicazione alle armi da fuoco è importante per le conquiste oltre oceano.

Le industrie metallurgiche acquistano importanza strategica con riferimento alla diffusione delle armi da fuoco. L’utilizzo della polvere da sparo offre un miglioramento nell’industria estrattiva. Con l’aiuto delle prime pompe per l’aspirazione dell’acqua e dei carrelli su rotaia, si arriva a maggiori profondità. Compaiono i primi altiforni. Rimangono tradizionali i processi tessili e l’industria edilizia. Risulta inoltre una spinta alla diffusione del capitale umano, nonostante ciò la capacità degli Stati di controllare i movimenti delle persone è limitata.

Il moltiplicarsi delle fonti di energia

Nel medioevo, oltre all’energia umana, lo sforzo animale occupa una posizione importante. L’energia inanimata, quella dell’acqua e dell’aria, è gratuita ma discontinua e necessita di investimenti. Legname e carbone di legna risultano tuttavia fornire più del 50% dell’energia necessaria per l’attività economica. Pochi paesi utilizzano il carbon-fossile.

L’ampliarsi degli spazi geografici ed economici

Verso nuovi orizzonti

Al periodo di crescita demografica corrisponde l’epoca delle grandi esplorazioni. Le conseguenze sono l’individuazione di rotte interamente marittime tra Europa e Asia e la colonizzazione di nuove terre occidentali.

Il Mediterraneo perde la centralità ed il monopolio delle spezie

I protagonisti sono il Portogallo e la Spagna che tuttavia non saranno in grado di gestire l’opportunità conquistata e la nuova ricchezza. Questo periodo è stato definito prospero.

Il Portogallo

Sebbene Stato poco popolato e povero, con un’economia prevalentemente di sussistenza e non autosufficiente per quanto riguarda le risorse alimentari, si assicura un vasto impero marittimo in Africa e America ma soprattutto in Asia, dove è padrone dell’Oceano Indiano, e riesce ad esportare sale, pesce, olio, vino, frutta, sughero e pellami.

Questo grazie alle conoscenze accumulate nella progettazione di navi e nelle tecniche di navigazione.

Il principe Enrico si dedica alle esplorazioni. L’opera scientifica e di esplorazione svolta sotto il patrocinio del Re Giovanni II pone però le fondamenta delle scoperte successive. Dopo la morte di Enrico, l’attività di esplorazione rallenta per la mancanza del sostegno regio e per la concorrenza del traffico di avorio, oro e schiavi.

Il Re Giovanni II salito al trono nel 1481, riprende le esplorazioni e nel 1488 uno dei suoi navigatori, Bartolomeo Diaz, doppia il capo di Buona Speranza. Vasco De Gama raggiunge Calicut circumnavigando l’Africa. Malattie, tempeste, etc. decimano la spedizione ma il carico di spezie con il quale si fa ritorno compensa di gran lunga tutti i costi del viaggio. I portoghesi riescono a spazzare via gli arabi dall’Oceano Indiano e nel 1513 una delle loro navi attracca nella Cina meridionale. Si stavano, infatti, allargando sempre più verso Oriente i confini degli interessi economici del vecchio continente.

L’economia spagnola e il Nuovo Mondo

Il secondo paese protagonista, ma verso Occidente, è la Spagna: paese con condizioni economiche particolari ed inoltre con problemi per quanto concerne l’unificazione interna.

L’agricoltura aveva ricevuto una cospicua eredità dai predecessori mussulmani ma i sovrani spagnoli sperperarono questo patrimonio.

Nello stesso anno della conquista del Regno di Granada e della scoperta dell’America da parte di Colombo essi ordinarono l’espulsione dal Regno degli Ebrei (abili artigiani e commercianti).

La maggiore difficoltà dell’agricoltura deriva dalla rivalità tra contadini e grandi proprietari terrieri. La produzione laniera ha per lungo tempo uno sbocco molto redditizio (pratica della transumanza), essa è una merce di valore ed è tassabile. Privilegio speciale per questa produzione è il diritto di pascolo illimitato sulle terre comuni accordato alla corporazione imprenditoriale della Mesta, in cambio di tasse.

Nel 1483, mentre gli equipaggi del portoghese Giovanni II stanno ancora aprendosi la strada lungo la costa africana, Colombo chiede al Re di finanziare una spedizione. Solo nel 1492, Isabella di Castiglia, per celebrare la vittoria sui Mori di Granada, acconsente a finanziare la spedizione di Colombo. Egli, dopo aver fatto ritorno in Spagna, l’anno successivo torna con una spedizione molto più numerosa e attrezzata con cui inizia la colonizzazione.

Una nuova conflittualità sui mari ed il Trattato di Tordesillas

Ferdinando e Isabella si rivolgono al Papa Alessandro VI affinché stabilisca una “linea di demarcazione” che confermi i diritti spagnoli sulle terre appena scoperte. Il 1494, nel Trattato, il Re del Portogallo convince gli Spagnoli a tracciare una nuova linea circa 210 miglia più a ovest di quella del ’93. Nel 1500, durante la prima grande spedizione commerciale portoghese successiva al ritorno di Vasco De Gama, Pedro De Cabral fa vela direttamente verso questa zona e rivendica il territorio su cui approda il Portogallo prima di proseguire per l’India.

Ai mutamenti di prospettive economiche bisogna aggiungere le ricadute culturali, sociali e politiche che questi eventi produrranno successivamente.

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