L’aggiornamento del paniere

Il paniere è in continua evoluzione. Da anni non si rilevano le video cassette, prodotto che quasi nessuno acquista. Ogni anno c’è necessità di ridefinire la struttura del paniere. Non è detto che ci siano solo prodotti nuovi nel paniere 2013. Ci saranno anche dei prodotti che escono. Alcuni escono, non sono più acquistati in maniera significativa dai consumatori, e ci saranno altri che cambiano descrizione. Vedremo bene cosa significa la descrizione del prodotto: devono essere rilevati in un’altra maniera. Per ora accontentiamoci di dire che ogni anno viene definita la struttura paniere, lo fa l’Istat con la nostra collaborazione e vengono ridefiniti i pesi dei prodotti. Se il pane pesa 1,4% rispetto al complesso dei prodotti che ci sono nel paniere, non è detto che l’anno dopo abbia lo stesso peso. Può essere aumentato o diminuito, a seconda dei consumi delle famiglie. Come si ridefiniscono i pesi del paniere? Operazione fatta da Istat. Ci sono dei dati sui consumi delle famiglie, già in possesso da Istat, dei dati che arrivano nuovi dall’indagine dei consumi delle famiglie di cui forse avrete sentito parlare, che permettono a Istat stesso di capire quali sono i consumi che stanno aumentando o diminuendo di importanza. Sulla base di questi dati, con calcoli matematici molto complessi che si fanno a livello centrale, viene poi ridefinita la struttura del paniere Istat. È una struttura molto complessa quella dei pesi: i prodotti inseriti nel paniere complessivamente per un milione. I singoli prodotti pesano per una parte di questo milione. Se il pane avesse peso dell’1,4% peserebbe 14.000 in realtà pesa 13900 e passa. La definizione del peso del paniere è molto articolata, si arriva ad un dettaglio molto articolato, a livello di milionesimo di peso. Scelta e descrizione dei prodotti. La scelta definitiva di quali prodotti inserire o togliere o la descrizione di alcuni prodotti dentro il paniere la fa l’Istat. La descrizione dei prodotti è fondamentale. Dobbiamo dire ai rilevatori, o meglio lo deve dire l’Istat, esattamente cosa devi rilevare. Non puoi dire vai a rilevare il quotidiano. Il rilevatore si sente in difficoltà: che quotidiano rilevo? Un quotidiano di diffusione nazionale o locale? Quando lo rilevo? Tutte le domeniche, tutti i lunedì, tutti i giorni della settimana, tutto il mese? Quando ci sono degli inserti, devo rilevare il prezzo degli inserti o no? La descrizione del prodotto è essenziale. A proposito del quotidiano Istat dice: bisogna rilevare il quotidiano più diffuso a livello locale nella settimana di riferimento che va dal 9 al 15 di ogni mese compreso il prezzo degli inserti obbligatori, non quelli facoltativi. Ecco che con questa descrizione il rilevatore sa cosa deve fare. Sa che si deve muovere nella seconda settimana del mese, dal 9 al 15, sa che deve rilevare il quotidiano di maggiore diffusione locale, non tutti i quotidiani, sa che deve tenere in considerazione il prezzo anche degli inserti obbligatori, e sa che poi deve fare una media aritmetica dei prezzi rilevati durante quella settimana. La descrizione precisa di Istat sarà: media aritmetica del quotidiano più diffuso a livello locale nella settimana di riferimento dal 9 al 15 del mese compresi gli inserti obbligatori. La descrizione è fondamentale. Se dovessi rilevare il prezzo del cinema che cosa rilevo? Cinema multisala rilevo tutte le sale o una sola? Rilevo i cinema in tre dimensioni o solo quelli normali? Devo fare la media aritmetica se rilevo tutte le sale o no? Istat mi deve dare esattamente la descrizione del prodotto. Le cose cominciano a farsi un minimo più complesse. Ogni prodotto, sono quasi 1400, ha una sua determinata descrizione. Le scelte delle città dove condurre l’indagine è opera dell’Istat. Abbiamo visto secondo quali criteri l’Istat inserisce le città nelle rilevazioni: quelle di cui si fida, dove c’è un ufficio di statistica idoneo alla costruzione corretta dell’indice. L’Istat decide in corso d’anno se togliere qualche città. Scelta della vendita in cui effettuare la rilevazione. Ho il paniere con tutti i pesi determinati da Istat. Ho la descrizione dei prodotti che devo rilevare e so che siamo una delle città che deve condurre la rilevazione dei prezzi. Istat dice il mio compito è finito, ti ho dato gli strumenti: adesso sei tu che devi operare secondo sue indicazioni che poi vedremo. Noi dobbiamo cominciare a pensare dove andare a rilevare i prodotti contenuti nel paniere, in quali punti vendita effettuare la rilevazione (compito UCS). Analogamente dobbiamo scegliere la referenza. Non parliamo più di prodotto. Stiamo parlando di referenza, tra poco vedremo che cosa è. Per ora diciamo che è il prodotto. Se dobbiamo rilevare la pasta, devo rilevare la pasta in confezione di un chilogrammo e devo andarla a rilevare in un determinato punto vendita. Il rilevatore deve scegliere che pasta rilevare: Agnesi, Voiello, De Cecco, Barilla? Nella descrizione Istat la marca non c’è. È il rilevatore che deve scegliere quale, secondo lui, è il prodotto più idoneo a rilevare, secondo delle disposizioni di cui parleremo tra poco. Altra cosa da determinare (fatto da rilevatori insieme a UCS) è il rispetto della periodicità della rilevazione del prodotto. Ci sono prodotti che vanno rilevati mensilmente ed altri che vanno rilevati più di una volta al mese. Quando scegliamo la referenza, un prodotto da rilevare, il rilevatore deve sapere quante volte andare a rilevare il prodotto presso il punto vendita. Le cose non si stanno ancora complicando del tutto ma dobbiamo farci una serie di domande. Non solo dobbiamo rilevare la pasta andiamo a rilevare la pasta. Chiediamoci: ma dove, che tipo di pasta rileviamo, e quante volte dobbiamo rilevarla? Di queste cose vi hanno già parlato. È impossibile misurare le variazioni di prezzi di tutti i singoli prodotti e devo quindi selezionare un campione di beni e servizi dei quali misurare la dinamica dei prezzi. Diciamo, non tutti i beni e servizi hanno la stessa importanza. Se noi andiamo a rilevare i prodotti alimentari, nella divisione dei prodotti alimentari, trovo pepe e carne: hanno la stessa importanza? Decisamente no, Istat attribuisce un peso molto diverso alla carne, al pane, pasta, rispetto a sale e pepe. Le posizioni rappresentative (per ora assimiliamoli ai prodotti, anche se sono qualcosa di più) sono selezionate tra le tipologie maggiormente consumate. Altro problema che si deve porre il rilevatore. Le disposizioni Istat dicono si che devi rilevare la pasta, ma devi rilevare la pasta che è maggiormente smerciata nel punto vendita. Altro problema che si aggiunge: abbaiamo visto scegliere il punto di vendita, trovare il prodotto, quante volte rilevare il prodotto? Una, due volte al mese, una volta all’anno? In che periodo rilevarlo (quotidiano dal 9 al 15 di ogni mese), ma poi soprattutto rilevare il prodotto maggiormente consumato. Il rilevatore Non può andare al super mercato e rilevare il prezzo di un prodotto che non compra nessuno. Non mi può portare una marca di pasta sconosciuta, ma possibilmente (anche se viene ammessa qualche piccola deroga), il prodotto più venduto. È quello maggiormente rappresentativo dei consumi della popolazione. La gente compra quello: l’indice dei prezzi è più influenzato da quel prodotto e non da quello che non compra nessuno. La costruzione dell’indice è più corretta sul prodotto maggiormente consumato. Si avvicina di più all’intera collettività dei consumatori, i gusti e le preferenze dell’intera collettività dei consumatori. Le referenze, i prodotti devono essere rilevate sul territorio. Della revisione annuale del paniere e dei sistemi di ponderazione ne abbiamo già parlato prima. Abbiamo già cominciato a parlare della metodologia di rilevazione. Il rilevatore sa già che ha dei limiti a cui non può derogare, derivano dalla descrizione del prodotto, punto di vendita, rilevare il prodotto maggiormente venduto, e lo deve rilevare in determinati periodi e giorni del mese. Questa è l’attuale divisione del paniere. Non vi spaventate, è semplicemente una divisone derivante dalla disaggregazione dei prodotti. All’ultimo ci stanno i prodotti, quello che il rilevatore deve rilevare. Per esempio: la pasta di semola di grano duro, il cappuccino al bar. Al di sopra ci sono posizioni rappresentative, sono molto meno, derivano da una aggregazione di prodotti, spesso coincidono questi due casi. La posizione rappresentativa è nota come posizione rappresentativa semplice, coincide il prodotto. In molti casi no. Rifacendo l’esempio di prima. un prodotto può essere il cappuccino al bar, il caffè al bar, caffè decaffeinato al bar. I prodotti vengono conglobati in una posizione rappresentativa che si chiama caffetteria al bar. Si calcola indice specifico anche per posizione rappresentativa. Poi si sale fino ad arrivare alle fondamentali 12 divisioni di prodotto, i grandi gruppi di prodotto: alimentari, bevande alcoliche e tabacchi, abbigliamento e calzature, prodotti sanitari, trasporti, comunicazioni, beni per ricreazione cultura e spettacolo, beni per la casa, prodotti relative alle spese per le spese per la casa e così via. Sono i grossi raggruppamenti di prodotti: per ognuno viene calcolato un indice. Posso avere indice di Genova mese x +0,5. Magari a livello di divisione di prodotto, gli alimentari hanno fatto segnare +0.1. trasporti hanno fatto segnare 1% prezzo carburante è salito talmente tanto che ha trascinato al rialzo la divisione del prodotto dei trasporti. Alimentari hanno fatto da contrappeso. Dalla media ponderata, ognuno ha un peso, di tutte le divisioni è uscito un indice di +0,5.

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