Impossibilità ad usare le tecniche di probing

Ci sono a volte esigenze per capire meglio il perché delle risposte, perché hai risposto questo? Cercano di capire meglio l’ opinione e pensiero dei rispondenti. Se la persona l’ho davanti a me posso dedicare più tempo alla persona. Con quello che mi è costato almeno portare l’intervistatore sino a casa del Tizio almeno intervisto bene, non ci sto due minuti. È più il tragitto di andare da Genova Centro a Molassana che il tempo di intervista effettivo. Nelle interviste Papi si possono fare approfondimenti per comprendere meglio il pensiero delle persone. Questo di solito non è di grosso interesse per le interviste Cati, veloci e rapide.

DIARIO o questionario auto compilato. Caro diario, oggi ho comprato 12 euro di albicocche, 14 di ciliegie e 1 automobile. Mi serve per tenere traccia nel tempo degli acquisti che faccio. Parlo di questo perché è l’esempio più classico che si da di questionario auto compilato. C’è un contatto iniziale con l’intervistatore che spiega come funziona. Dopodiché, dopo che l’intervistatore ha spiegato come funziona il questionario, l’intervistatore se ne va a casa e non se ne sta una due settimane a casa dell’intervistato giorno e notte, se ne va, e poi spetta all’intervistato andare a rispondere alle varie domande o a compilare le differenti tabelle che ci sono. I dati sono più accurati. Se io vi chiedessi quanto avete speso esattamente ieri, avreste difficoltà. Ma se uno sa che per una settimana deve tenere gli scontrini e segnarsi quanto spende per ciascun giorno nelle differenti voci di spesa si organizza e non ha problemi di ricordo, NO effetto ricordo. Se uno si rende conto di aver dimenticato qualcosa ha il tempo di correggere. Ci sono però dei problemi. Se l’Istat mi chiede di registrare per due, quattro settimane tutte le spese che faccio, non è proprio un divertimento, magari c’è l’effetto novità del primo giorno, poi però la sera uno è stanco, non ne ha voglia. Buona collaborazione da parte degli intervistati e dev’essere poco evasiva come cosa, periodi di tempo limitati. Esempio quadernetto primo giorno del libretto degli acquisti anno 2008. È un quadernetto, un libretto, fascicolo con un po’ di pagine colorate diversamente a seconda del giorno e a seconda della settimana. Vedete, per esempio, rilevazione sui consumi delle famiglie, libretto degli acquisti 2008, numero verde se avete dubbi e un po’ di disegnini molto scenografici. Pane cereali; pane grissini cracker. Codice, 1-1 spesa in euro. Giorno per giorno, indicando la data, si mette quanto si spende per ciascuno di questi alimenti. Pane cereali, dolciumi. Simile è l’indagine sull’uso del tempo. Cosa avete fatto nelle varie giornate. Tra le 7 e 10 mi sono svegliato, dopo dieci minuti lavato, svegliato mio figlio, preparato colazione, fatta colazione, lavato i piatti. È una noiosità, tenete conto che si deve ricodificare tutto. Cosa sta facendo? Indichi l’attività che svolge ad intervalli di tempo dieci minuti. Cos’altro sta facendo? Indichi l’attività contemporanea più importante: ho ascoltato la radio, ho letto il quotidiano. Se voi fate una attività per più tempo, non dovete scrivere: ho lavorato, ho lavorato. Tirate la riga. Attenzione a non indicare più di una attività sullo stesso riquadro. Ricordi di distinguere la occupazione principale dal secondo lavoro, indicando lavoro principale-altro lavoro. Dove si trova o come si sta spostando. Dove sono? A casa mia, sto facendo colazione e svegliando mio figlio. A casa mia ma potevo anche essere in albergo. A piedi o mi sposto in autobus. Poi in ufficio, trattare una riga verticale o usare le virgolette. Non solo, poi voglio sapere se sei da solo, col padre, la madre, coi figli, col marito, con l’amante. Tracciare la linea verticale per indicare che sono da solo o con altre persone. Con familiari meno di dieci anni, conviventi dieci anni e più, familiari non conviventi, altre persone che conosco. La collaborazione da parte del rispondente è necessaria e i motivi sono piuttosto ovvi. Vediamo che le attività di campionamento possono esprimersi attraverso due tipologie di errori. La rilevazione può essere soggetta ad un errore. Ogni campione è diverso dagli altri, se ad ogni campione corrispondono dati diversi, ci troviamo di fronte ad una fonte di variabilità che non è la variabilità naturale, ma la variabilità campionaria, di cui abbiamo già parlato a inizio del corso. Dal momento che ad ogni campione corrispondono valori diversi le stime sono diverse. Abbiamo la varianza degli stimatori. Questa sfera di errori, legati alle procedure casuali di selezione delle unità del campione è chiamata fase o parte di errore campionario, legato alle attività di campionamento. Tutti gli errori che derivano da fenomeni di rilevazione, crocette messe nelle caselle sbagliate, dati mancanti, input sbagliati dei dati, se copio un questionario che è stato compilato con carta e penna e lo copio sbagliato, non è un errore campionario, ma è un errore non campionario. Se faccio un errore nel sommare i dati, faccio per esempio reddito medio dei maschi e invece sto facendo reddito medio delle femmine, quello non è un errore campionario, ma materiale dovuto alla fase di elaborazione dei dati, è un errore non campionario anch’esso. Lo stesso qualsiasi tipologia di errore che possa emergere nella fase di diffusione dei dati è un errore non campionario. Successivamente, andremo a vedere gli aspetti relativi alla costruzione del questionario e vedremo nel dettaglio i concetti di errore non campionario.

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