Nozioni generali

L’articolo 2423 ter, comma 1 del codice civile dice che salvo le disposizione di leggi speciali per le società che esercitano particolari attività, nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico devono essere iscritte separatamente e nell’ordine indicato le voci previste dagli articoli numero 2424 e 2425 del codice civile. Ciò implica che le strutture degli schemi dei prospetti contabili, componenti il bilancio sono obbligatorie, rigide, non modificabili da parte degli amministratori salvo possibilità concesse,la rigidità degli schemi formali è una logica conseguenza del principio di comparabilità dei bilanci.

Lo Stato Patrimoniale è diviso in due sezioni contrapposte l’attivo e il passivo. Per ciascuna sezione vi sono quattro livelli di articolazione della struttura

  1. Primo livello è composto dalle lettere alfabetiche maiuscole;
  2. Secondo livello è contrassegnato dai numeri romani;
  3. Terzo livello è contrassegnato dai numeri arabi;
  4. Quarto livello contrassegnato dalle lettere minuscole è previsto solo per alcune voci.

Per quanto riguarda l’attivo: la classe A comprende una sola voce quella dei crediti verso soci derivanti da sottoscrizioni di nuove quote di capitale, per le quali non è ancora stato effettuato il conferimento, sappiamo infatti che nelle società di capitali il versamento immediato degli importi sottoscritti è obbligatorio per i conferimenti diversi dal denaro e per il 25% dei conferimenti in denaro.

I rimanenti conferimenti da effettuarsi in forma liquida possono essere liberati solo in un secondo momento dopo che gli amministratori li avranno richiamati. Nelle società di persone non vi sono poi regole circa il conferimento e quindi il credito potrebbe anche essere si importo maggiore.

Quindi finché il conferimento non è effettuato nella sua totalità, il credito deve essere esposto nella classe A. Tali crediti sono in sostanza “capitale sociale non versato”. Le classi B e C dell’attivo dello stato patrimoniale sono le più importanti in esse sono elencate le immobilizzazioni e l’attivo circolante.

Il codice afferma all’articolo 2424 bis che: gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni,mentre in caso di utilizzo non durevole l’elemento patrimoniale dovrà essere iscritto nella classe C.

Ad esempio, un macchinario tecnicamente utilizzabile ancora a lungo ma per il quale si sia decisa la vendita deve essere collocato nell’attivo circolante.

Diciamo che come regola generale dovranno essere inseriti tra le immobilizzazioni quegli elementi che si prevede di utilizzare in azienda oltre i termine dell’esercizio successivo mentre gli altri dovranno essere iscritti nell’attivo circolante.

Il codice nella fattispecie prescrive che:

  • i crediti verso clienti vadano tutti inseriti nell’attivo circolante,
  • i crediti di finanziamento derivanti da prestiti debbano essere inseriti tra le immobilizzazioni anche se la loro scadenza è a breve termine.

Per il passivo, la classificazione principale consiste nella natura delle fonti di finanziamento, anche se appaiono evidenziate a se le classi relative ai fondi, la cui distinta dizione dipende probabilmente dall’incertezza in merito alla determinazione di uscite o perdite future. Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) viene posto da solo nella classe C del passivo dello Stato Patrimoniale.

I ratei e i risconti sia attivi che passivi sono, invece, enucleati insieme in un’unica classe la D) dell’attivo e la E) del passivo.

Se da una parte la tradizione ha sempre considerato i due elementi come simili per certi caratteri (sono infatti conti transitori che sorgono a fine esercizio in occasione delle scritture di assestamento,entrambi dipendono dal fatto che un costo o un ricavo sono in parte di competenza dell’esercizio in chiusura e in parte dell’esercizio successivo e che tale costo o ricavo matura in relazione allo scorrere del tempo fisico), dall’altra parte la natura dei valori è diametralmente opposta.

I ratei sono valori numerari presunti e come tali sono assimilabili ai crediti e come tali sono assimilabili ai crediti se attivi o ai debiti se passivi.

I risconti invece sono costi o ricavi sospesi al futuro di cui è già avvenuta la manifestazione finanziaria.

Per favorire la chiarezza inoltre l’articolo 2424, comma 2, prevede che qualora un elemento possa ricadere sotto più voci dello schema in Nota Integrativa devono essere riportate anche le altre voci sotto le quali l’elemento poteva essere inserito.

Al termine dello stato patrimoniale devono essere evidenziate le garanzie prestate direttamente o indirettamente, specificando quelle a favore di altre aziende facenti parte dello stesso gruppo societario. Devono inoltre risultare gli altri conti d’ordine.

Entrando nel merito delle singole classi osserviamo che:

  • La classe delle immobilizzazioni comprende tre classi:

I) le immobilizzazioni immateriali

II) le immobilizzazioni materiali

III) le immobilizzazioni finanziarie

  • L’attivo circolante comprende quattro classi:

I) le rimanenze in magazzino

II) i crediti commerciali

III) le attività finanziarie non immobilizzate

IV)l e disponibilità liquide

  • Il passivo invece prevede per il patrimonio netto una sotto classificazione di secondo livello senza che vi sia un ulteriore sotto classificazione con i numeri arabi.

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