Diritti di brevetti e di utilizzazione delle opere di ingegno

Questi beni possono essere iscritti nell’attivo dello Stato Patrimoniale se:

  • C’è la titolarità di un diritto esclusivo di sfruttamento;
  • C’è la ricuperabilità dei costi tramite benefici economici futuri.

Per quanto riguarda la stima del costo iniziale, nel caso di acquisto del brevetto da fornitore esterno,oltre al costo diretto d’acquisto dovranno essere inclusi gli oneri accessori, i costi di progettazione e i costi per gli studi di fattibilità relativi all’impiego del brevetto in azienda. Nel caso in cui il brevetto non sia acquistato a titolo di proprietà ma sia utilizzato a titolo di licenza, nell’attivo dello stato patrimoniale sotto la voce brevetti,andrà inserito il costo della licenza solo se questa ha dato origine ad un costo una tantum, se invece il compenso per la licenza consiste in somme dovute in ogni esercizio non ci sarà spazio per nessuna capitalizzazione.

La vita massima del brevetto si fonda sulla durata riconosciuta dalla legge. Per ciò che riguarda il piano di ammortamento quello a quote costanti, il più diffuso può essere sostituito da altri metodi come quello a quote decrescenti o a quote variabili in funzione dei volumi di produzione,se questi riflettono meglio la graduale riduzione dell’utilità del cespite. In ogni esercizio bisogna poi valutare se le condizioni che ne hanno comportato l’iniziale iscrizione si sono modificate oppure sono rimaste le stesse ,se c’è stata qualche modifica negativa il brevetto dovrà essere svalutato.

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