I debiti

La classe D del passivo patrimoniale di articola nelle seguenti voci, suddivise per natura ossia basate sul soggetto creditore:

  1. Obbligazioni: vanno inseriti in questa voce i debiti della società verso coloro che hanno sottoscritto o acquistato successivamente le obbligazioni emesse. Il disaggio di emissione, le spese di emissione del prestito e i premi devono essere considerati alla stregua di oneri finanziari, quindi inseriti in B.17 C.E. e la quota di non competenza deve essere considerata come un risconto attivo. Le obbligazioni proprie devono essere collocate a rettifica del debito per prestito obbligazionario a cui si riferiscono (in Nota Integrativa deve essere riportato l’importo del prestito e delle obbligazioni proprie). Il loro annullamento, per la differenza tra valore nominale e costo di riacquisto, genera un provento finanziario.
  2. Obbligazioni convertibili: i prestiti obbligazionari convertibili si caratterizzano per il diritto del possessore a convertire a una certa data (ovvero la scadenza del diritto e limitatamente alla parte per il quale il diritto è stato esercitato) il titolo obbligazionario in azioni; questa conversione può essere realizzata solo quando è stato deliberato un apposito aumento di capitale sociale; se il valore nominale delle obbligazioni convertite eccede quelle delle azioni date in cambio, la differenza confluisce nella riserva per sovrapprezzo azioni.
  3. Debiti verso soci per finanziamenti: al fine di permettere a una società di raccoglier finanziamenti a titolo di prestito da parte di soci senza che questa sia inquadrata come raccolta di risparmio presso il pubblico, è necessario che vi sia un’esplicita previsione statutaria e che i soci finanziatori possiedano almeno il 2% del capitale sociale e che siano entrati in società da almeno 3 mesi.
  4. Debiti verso banche: mutui, anticipazioni, aperture di credito, eccetera.
  5. Debiti verso altri finanziatori: comprende i debiti per finanziamenti ricevuti da parte di soggetti non bancari e non soci, quali ad esempio società di factoring, enti pubblici, eccetera.
  6. Acconti: questa voce raccoglie gli anticipi ricevuti da clienti (già fatturati o da fatturare) finché l’anticipo non è stornato con l’emissione della fattura definitiva.
  7. Debiti verso fornitori: riguardano prevalentemente gli acquisiti di beni e servizi che hanno trovato come contropartita un costo; devono essere iscritti portando a sottrazione sconti, abbuoni, premi, resi. Comprende anche le fatture da ricevere.
  8. Debiti rappresentati da titoli di credito: questa voce sfugge alla regola generale della classificazione per natura: un tipico esempio è rappresentato dalle cambiali passive le quali avranno come beneficiario uno dei soggetti citati nelle altre voci (fornitori, banche, eccetera). Quindi gli importi iscritti in questa voce potrebbero trovare collocazione anche in altre voci. In Nota Integrativa allora, deve annotarsi, qualora sia necessario, l’appartenenza a voci diverse del debito trattato.
  9. Debiti verso imprese controllate;
  10. Debiti verso imprese collegate;
  11. Debiti verso controllanti;

Questi debiti accolgono sia debiti commerciale sia debiti di finanziamento.

  1. Debiti tributari: questa voce comprende i debiti per vari tributi dovuti dall’azienda: imposte sul reddito (Ires, Irap), Iva, Imu, eccetera. I debiti tributari non comprendono i debiti per imposte probabili o incerte nell’ammontare o nella data di sopravvenienza che vanno invece riepilogati nella voce B.2 del passivo, Fondi per Rischi e Oneri. Essi devono essere rilevati al netto di acconti, ritenute e crediti di imposta.
  2. Debiti verso istituti previdenziali: comprende i debiti verso INPS, INAIL, Enasarco, e altri istituti di categoria per somme ancora da versare.
  3. Altri debiti: questa è una categoria residuale. In essa saranno presenti ad esempio: debiti verso dipendenti, debiti per ferie maturate e non godute, debiti verso soci per dividendi da distribuire o rimborsi di capitale, debiti verso amministratori e sindaci.

Il debito deve essere iscritto quando:

  • I rischi connessi alla società sono trasferiti;
  • Per i debiti derivanti da acquisto di beni al momento del ricevimento del bene;
  • Nel caso di vendita rateale o altre forme di acquisto in cui il possesso non coincide con il trasferimento della proprietà il debito è originato a seguito del passaggio dei rischi e dei benefici relativi all’uso del bene;
  • I debiti relativi a servizi sono iscritti in contabilità quando la prestazione è stata effettuata o quando sono maturati i corrispettivi contrattuali in caso di prestazioni continuative;
  • I debiti di origine diversa da quella commerciale sono da rilevare quando sorge giuridicamente l’obbligazione verso la controparte.

I debiti sono valutati al valore nominale, mentre i debiti da estinguersi non in denaro, ma tramite beni in natura devono essere valutati al valore corrente dei beni da consegnare come pagamento.

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