I primi studi sulla povertà del mercato

Economia sviluppo e crescita sono empiriche quindi senza dati non si fa niente. Per trovare dati confrontabili si è dovuto spendere tanto tempo. Il PIL deve essere valutato ai prezzi quindi hanno inventato degli indici per depurare il fenomeno dell’inflazionistico. Nei confronti spaziali invece c’è problema che Europa in euro e altri in altre monete allora occorre tradurlo tipo in dollari oppure altra opzione è che il dollaro non ha la capacità di acquisto negli stessi paesi allora il dollaro non ha la stessa capacità di acquisto. P * q è molto diverso se lo faccio col mais in Italia e in Mozambico vengono risultati molto diversi e ci sono voluti 15 anni per avere questi dati. Tipo si fa prezzo medio in 200 stati e poi le q si moltiplicano per questo prezzo medio. I dati escono nel 1990 quindi poco fa grazie alla banca mondiale. Secondo studio è delle UNDP anche questo del 1990. gli studi più recenti sono banca mondiale nel 2004, 2007 e 2009 e anche 2010.

L’Economia dello sviluppo è nata con economisti classici: come funziona ciò che è uscito dalla rivoluzione industriale cioè il sistema capitalistico. Successivamente alla teoria classica è succeduta la rivoluzione marginalista che è l’approccio microeconomico. Poi arriva K che dice che non basta conisde3rare il sistema economico come il festival del villaggio perché la produzione industriale richiede tempo e non si possono vedere solo i singoli agenti. Noi partiamo da H e D che hanno introdotto le teorie della crescita. Dobbiamo prima avere il linguaggio opportuno per capire queste teorie. Dal 1964 in cui si pensava che le teoria della crescita fossero impacchettate nel modello di H e in quello di D. Il primo a risolvere il problema di H e D è stato risolto prima da Solow attraverso l’approccio formale.

Altro economista è Kaldor che aveva in antipatia la teoria di Solow che supponeva l’eliminazione del contrasto nella distribuzione del reddito (tra profitti e salari). Ci sono momenti in cui il reddito è distribuito a favore del lavoro e fasi in cui si destina maggiore reddito ai profitti. Contro questa impostazione Kaldor ha speso tutta la vita per proporre una teoria alternativa.

Quindi l’approccio formale sarà Solow vs Kaldor. Formale significa che a tavolino costruisco un modello che secondo me spiega la realtà e poi vedo se trova riscontro. L’approccio valutativo è invece inverso: analizzo i dati, capisco come si muove la realtà e poi creo teoria per spiegare come si muove la realtà. Eterodosso: non è valutativo e nemmeno del tutto formale. Ha due rami:

  • Evoluzionistico (sopravvivono le imprese che sanno produrre meglio), post keynesiana (è una derivazione dalla teoria di Kaldor, teoria della crescita vincolata a mantenere in equilibrio i conti con l’estero).

Occorre però ora avere altri strumenti: offerta aggregata può essere vista come numero occupati * prodotto per addetto. Y = n° occupati * z. Z = Y/o. y= o+z. Dimmi quanto cresce l’occupazione e quanto cresce il prodotto per addetto e ti dirò quanto crescerà il reddito. Infatti z=y-o. Il metro con cui si fanno i confronti internazionali è il PIL pro capite (importante, occorre avere una variabile standardizzata). R = Y/P. r=y-p. Il tasso di crescita di una variabile moltiplicativa (prodotto di due fattori) è la somma dei tassi di crescita. Se variabile è divisa allora c’è sottrazione. Cosa succede se O/P = costante allora se rimane costante allora metto pedice tempo, faccio sentiero temporale di crescita. La quota degli occupati sulla popolazione non rimane costante quindi differenze di reddito procapite possono essere spiegate dal fatto che O/P = costante.

  • C’erano delle cose che occorreva tenere nascoste. H nel 1936 ha pubblicato il trade cycle in cui metteva idee sulla teoria dinamica. Moltiplicatore del commercio estero di H e vedremo le teorie di Caldor che si basano su questo. Moltiplicatore del commercio estero di H lui cercherà di dimostrare come in realtà H non avesse inventato il moltiplicatore ma ne avesse fatto una applicazione del moltiplicatore inventato da Kaan. Ma quando scriveva aveva capito la meccanica del moltiplicatore ma non possedeva il cuore della teoria di K che è quello della domanda effettiva. E quindi H diventerà consapevole della teoria K. Nel 1935 K gli manda da correggere le bozze della teoria generale e allora H si convince della validità della domanda effettiva. Se non si accetta la domanda effettiva alora non c’è il reddito di equilibrio. È quel valore di domanda aggregata a cui l’offerta aggregata tende. Poi c’è il discorso del centrifugo (K) e centrifugo (H).

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