La povertà estrema

I primi studi sulla povertà del mondo. Economia sviluppo e crescita sono empiriche quindi senza dati non si fa niente. Per trovare dati confrontabili si è dovuto spendere tanto tempo. Il PIL deve essere valutato ai prezzi quindi hanno inventato degli indici per depurare il fenomeno dell’inflazionistico.
Nei confronti spaziali invece c’è problema che Europa in euro e altri in altre monete allora occorre tradurlo tipo in dollari oppure altra opzione è che il dollaro non ha la capacità di acquisto negli stessi paesi allora il dollaro non ha la stessa capacità di acquisto.
P x q è molto diverso se lo faccio col mais in Italia e in Mozambico vengono risultati molto diversi e ci sono voluti 15 anni per avere questi dati. Tipo si fa prezzo medio in 200 stati e poi le quantità si moltiplicano per questo prezzo medio.
I dati escono nel 1990 quindi poco fa grazie alla banca mondiale. Secondo studio è delle UNDP anche questo del 1990. Gli studi più recenti sono banca mondiale nel 2004, 2007 e 2009 e anche 2010.
La povertà è la condizione di chi ha fame, di chi è senza alcuna protezione sociale, è ammalato senza potersi curare, chi non ha accesso all’acqua potabile, è analfabeta, è senza lavoro ne prostepttiva per il futuro, non è libero.
La soglia di povertà in Italia è meno di 11000 euro all’anno. Prospettiva del reddito è molto criticata da economisti quella misura di un dollaro, perché la povertà non è fatta solo di reddito.
Introduciamo allora altre dimensioni della povertà. Quindi occorre considerare la povertà sotto tutte quelle accezioni per avere una visione completa.
Nei momenti di crisi si acuisce la povertà: il PIL è una torta, quando la torta cresce in dimensioni ma le proporzioni rimangono immutate allora c’è aumento della distanza tra 1 e 2. Nei momenti di crisi chi ha 75% anche se gliene togli un pezzo gliene rimane tanta, invece se ne hai poca appena diminuisce ti incazzi subito.

Il tasso di crescita è ovviamente più alto perché non hanno niente: da 1 2 aumento del 100%, da 100 a 101 aumento dell’1%.
Il 10% delle strade sono asfaltate nella provincia di Niassa. Le altre strade sono picada cioè terra battuta. Quando ci sono i monsoni non si va senza 4X4 e sono a schiena d’asino. Come puoi pensare si fare impresa lì che il trasporto è un casino per portare fuori i prodotti. Poi c’è ferrovia e arriva ogni 15 giorni e c’è festa perché arrivano cose che lì non ci sono tipo cemento è molto importante.
Nelle montagne passa anche il treno ma la gente stacca le traversine per fare il fuoco quindi è difficile fare infrastrutture. No luce no acqua no servizi, nelle case c’è questo. Il territorio è pieno di quelle case fatte in modo che le alluvioni non possano distruggerle. Non c’è nessuna possibilità di cambiamento quindi la cosa del ventaglio della possibilità di scelta. Non hanno neanche surplus, quello che coltivano mangiano se gli serve qualcosa scambiano.
Nei celeiro mettono il mais che hanno coltivato e cercano di riempirlo per essere tranquilli fino al prossimo raccolto. Sono colpiti da malnutrizione, cioè mangiano solo mais e si gonfia la pancia. Nonostante siano sollevate le costruzioni il 25% è distrutto, 3 tonnellate in un ettaro in Italia, da loro 700 chili (2 etti di granoturco al giorno poi magari arricchito da un pò di frutta o da un pò di fagioli).
La machamba è il loro pezzo di terreno dove mettono il granoturco. Il terreno non avendo possibilità di concime può dare una quantità di mais per la famiglia per 2 anni 3 al massimo poi si spostano di altri 3 chilometri abbattono gli alberi col macete e con questo ci fanno una capanna. Una volta abbattuto questo, si alzano quando il sole sale (sono i ¾ la popolazione mozambicana i contadini). Lavorano dal mattino alla sera per 2 etti e mezzo di mais al giorno. Il granoturco devono trasformarlo in farina e usano il pilao. Il lavoro di una bambina dai 7 anni in poi fanno quel lavoro li per tutta la vita. E poi fanno la polente bianca. Non ci mettono il sale perché costa. Lo mangiano e riempie parecchio. Poi c’è il mercato: tubero e mandioca cresce in terreni poco umidi e li mangiano, aglio, cipolle, banane.
Sono mucchietti perché le banane costano 3 centesimi al gruppetto. Poi possono vendere l’olio, il sale sono piccoli i sacchetti perché intanto non hanno i soldi. L’acqua: c’è un pozzo fatto dallo stato e quelli sono i pozzi migliori. Serve trivella per arrivare a 80 metri perché cessi e morti sono intorno a a capanne quindi occorre andare in profondità. 5200 persone con un pozzo quindi si può rompere facilmente. 5 chilometri per andare e venire, a prendere l’acqua alla depressione tipo lago.
Impiegano 2 ore. Quando portano i 12 litri serve per tutta la famiglia quindi devono fare 2 viaggi al giorno. Noi usiamo 9 litri per il cesso. Loro 12 per tutta la famiglia quindi 4 ore. Analfabetismo: creare condizioni per l’istruzione è fondamentale, lo stato vuole istruzione di 5 anni e 2 di medie obbligatoria. In quinta non ci arriva nessuno: le bambine vengono ritirate dalla scuola dopo la terza e poi devono lavorare in casa (acqua e altri lavori), e i maschi devono aiutare in casa e intanto non cambia niente perche dopo 2 anni si sono gia dimenticati tutto. A 8 anni c’è iniziazione vivono per 40 giorni e è insegnano: campi, capanna, onorare i morti e i geni, acquisiscono la dignità di adulti quindi possono parlare nelle assemblee, hanno posto per loro in paliota, accudire i morti e sposarsi.

Alle bambine è detto che devono seguire i desideri dell’uomo quindi succede che a 12 anni si sposano, fanno figli e muoiono. Lo sanno che i bambini muoiono ed è per questo che ne fanno tanti.
Mettono radice nel sacchetto affinché proteggano dalle malattie. Il bimbo si ammala e 30 cent per farlo guarire, la vita del bimbo vale un terzo di un accendino. Per cui il bambino sarebbe morto e ne avrebbe fatto un altro.

Lui ha fatto la scuola elementare, In un modello dinamico quando si fa un piccolissimo errore, il tempo che trascorre ingigantisce enormemente l’errore (può essere un errore di misurazione oppure dovuto al fatto che il valore del parametro che è alla base del modello sia variato nel tempo). Sono le teorie del caos che studiano questi aspetti di rilevanza dell’errore che si ingigantisce. La teoria del caos si inserisce nella teoria della complessità.

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