Gli strumenti economici: le tasse ambientali

Un secondo gruppo di strumenti per far fronte ai problemi di inquinamento è costituito dagli strumenti economici. Essi implicano il trasferimento finanziario tra gli inquinatori e la collettività (tasse, sussidi, eccetera) o comportano un’azione diretta sui prezzi (tariffe o mezzi pubblici). Essi operano come incentivi finanziari verso gli inquinatori che scelgono la soluzione più vantaggiosa. Le tasse ambientali costituiscono oneri a carico di coloro che originano un effetto esterno. Nel caso dell’inquinamento la tassa è funzione della quantità di risorse usate. La tassa è di natura parafiscale, non si tratta di far pagare l’inquinatore (o utilizzatore), ma di incentivarlo a ridurre l’inquinamento (o a non usare le risorse). Nel caso dell’inquinamento, l’inquinatore è libero di inquinare, ma deve pagare le tasse. Ipotizziamo che l’impresa possa variare la composizione della tecnologia, e introduciamo una tassa con aliquota Ot in corrispondenza dell’intersezione tra Cmg depurazione e Cmg danni marginali dovuti all’inquinamento, all’impresa conviene ridurre l’inquinamento fino a Qs. Fino a quando l’onere unitario della tassa è maggiore al Cmg DEP, all’impresa conviene depurare e lo fa fino a Qs; poiché a sinistra di tale punto il Cmg DEP è maggiore dell’aliquota della tassa, al’impresa conviene pagare la tassa. All’impresa, quindi, conviene depurare la quantità  e pagare la tassa sull’inquinamento residuo . Questa soluzione, confrontata con le norme amministrative, è più costosa per l’impresa in quanto essa deve far fronte ad un onere maggiore, che vale QE QS (costo dep) + OtEQS (onere tassa). Si ritiene che le tasse abbiano vantaggi connessi con la loro efficienza statica e dinamica:

  • Efficienza statica: le tasse ambientali permettono, in presenza di certe condizioni ambientali ed economiche, di raggiungere un dato obiettivo al minor costo per la collettività (vedi Fig 2). Ogni impresa colpita dal tributo è infatti portata a diminuire le sue emissioni fino al punto in cui il suo Cmg DEP corrisponde all’aliquota della tassa, che è uguale per tutte le aziende coinvolte. All’impresa A conviene ridurre l’inquinamento fino a qA, sopportando un onere pari a qEAtO dato da costi di dep. più  gettito tasse; mentre all’impresa B conviene ridurre l’inquinamento fino a qB, sopportando un onere pari a qEBtO. Ciascuna delle due imprese paga la tassa in funzione delle rispettive emissioni residue. Se tutte le imprese sono soggette ad una tassa per unità di sostanza inquinante, quelle che sono in grado di ridurre le emissioni a costi più bassi continueranno a depurare sino a che costi marg dep = tassa per unità di emissioni. La tassa obbliga gli inquinatori maggiori ad una più forte depurazione e fa gravare su di essi individualmente un onere più elevato. Ma sul piano collettivo, poiché Cmg DEP si livellano all’aliquota della tassa, la capacità di depurazione a basso costo rende minimo il costo globale.
  • Efficienza dinamica: il fatto che le imprese abbiano, con la tassa sull’inquinamento, l’incentivo a trovare la via meno costosa per ridurre le emissioni, implica che la tassa ambientale costituisce uno stimolo all’innovazione tecnologica in una direzione più favorevole alla tutela ambientale. Le imprese sono incentivate a sperimentare e a cercare nuovi e più economici metodi per la riduzione dell’inquinamento, poiché, così, risparmiano l’onere della tassa.

La determinazione dell’aliquota della tassa

La determinazione dell’aliquota costituisce uno degli aspetti principali poiché da essa dipende la possibilità di raggiungere l’obiettivo fissato dall’operatore pubblico:

  • Aliquota ottimale: richiederebbe la conoscenza della funzione del danno marginale CMgd e del livello di inquinamento complessivo, informazioni molto difficili da ottenere.
  • Aliquota incentivante: normalmente si fa riferimento a questa aliquota sub-ottimale, essa viene determinata per approssimazioni successive, si tratta semplicemente di farla variare, fino a che non si raggiunge l’obiettivo voluto.

 La determinazione della base imponibile

I principi generali a cui bisogna attenersi per definire la base imponibile della tassa è che essa sia facile da determinare e da calcolare, e sia collegata il più possibile direttamente alle fonti inquinanti. Per quanto riguarda i costi amministrativi dipendono principalmente dalle caratteristiche tecniche delle emissioni (flusso, concentrazione…) e dalla tecnologia disponibile per misurarle. Tassare le emissioni impone infatti un controllo e una misurazione continua delle stesse. La misurazione risulterebbe difficile ed i costi amministrativi variano a seconda della complessità dell’inquinamento da controllare. Le tasse possono assumere varie configurazioni: tasse sulle emissioni, sui prodotti, sui fattori produttivi, sugli usi. La tassazione delle emissioni è attuata quando le emissioni sono facili da rilevare, normalmente la tassa si applica sul prezzo dei prodotti.

L’utilizzo del gettito delle imposte

Un elemento distintivo delle tasse ambientali è rappresentato dalla loro capacità retributiva; il gettito delle tasse può essere utilizzato per finanziare delle opere ambientali su larga scala oppure per sostenere direttamente l’attività di riduzione dell’inquinamento. È comunque difficile prevedere l’effetto a lungo periodo del gettito.

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