Gradimento in senso tecnico

Il ministro pleni-potenziario viene indicato per una sola singola missione specifica: occasioni in cui lo Stato deve esser presente ed ha bisogno di una persona specifica adatta per quella particolare posizione. Normalmente spesso la commissione è composta da più persone per la missione: ci saranno, a livello gerarchico, personaggi diversi con rango diverso. Alcuni faranno anche parte della delegazione in quanto personale tecnico. Nella diplomazia regolare, invece, si hanno gli ambasciatori (che ha il ruolo di mantenere le relazioni con lo Stato che lo ospita) e gli incaricati di affari (i secondi si interessano più del commercio). Nelle varie sedi ogni ambasciata sarà più (per esempio: USA) o meno (per esempio: San Marino) grande.

Per quanto riguarda il personale diplomatico preposto al mantenimento delle relazioni tra due Stati, evidentemente scatta un meccanismo particolare (ma che frase è?). questa era la premessa sul “gradimento”. La procedura all’interno dello Stato prevede che per ogni singola missione presso uno Stato estero, il ministro degli affari esteri nomini una persona degna di presidiare quella certa ambasciata. Ma non è tutto: non si può mandare una persona indipendentemente dal gradimento dello Stato straniero. Senza tale gradimento, lo Stato dovrà selezionarne un altro.

Oppure, al variare delle situazioni, ad un certo punto il diplomatico può essere ritenuto “non più gradito”, anche se prima lo era. Il capo dello Stato, a questo punto, darà alla persona selezionata quelle che sono chiamate “lettere credenziali” ed il funzionario potrà partire. La sua missione inizierà nel momento in cui tali lettere sono presentate al capo dello Stato dello Stato ospitante. È sempre successo che le immunità ed i privilegi vengano attribuiti già da prima dell’accettazione, per regola di cortesia, nel momento in cui il funzionario mette piede nel territorio ospite. È una prassi.

Apriamo una parentesi. Avrete sentito parlare di “corpo diplomatico”. Cosa è? In questo caso, il termine non si riferisce a tutti i funzionari che all’interno della gerarchia statale svolgono funzioni diplomatiche, ma riguarda tutte le persone che in quel particolare momento storico sono ospiti. Il Capo dello Stato una volta l’anno riceve TUTTI i rappresentanti degli Stati esteri. Per maggiore chiarezza, diciamo che sono funzioni di carattere protocollare.

Ad ogni Stato sono attribuite una serie di prerogative sovrane nei rapporti con gli altri Stati. È in questo contesto che le persone che rappresentano gli Stati godono dell’immunità: l’agente diplomatico agisce in nome e per conto dello Stato, sebbene non vi sia un vero principio di rappresentanza (anche se si usa il termine rappresentanza diplomatica).

Una funzione dell’ambasciata è quella di tutelare i cittadini all’estero.

Il console come si pone in questo quadro? È totalmente diversa dal punto di vista concettuale, perché normalmente non si occupa del mantenimento delle buone relazioni tra Stati: è un funzionario amministrativo! Però spesso gli si attribuiscono anche altre funzioni, ma di norma agisce in vece dell’amministrazione locale: se hai bisogno di un documento ti rivolgi a lui. Tant’è vero che spesso si trova un’unica ambasciata in uno Stato, ma più sedi consolari, per agevolare certificazioni delle merci (esempio: a Genova c’è, per il porto) e tutte quelle attività burocratiche molto comuni. Non c’è quindi necessità di copertura diplomatica personale per il console, ma soltanto funzionale. È una copertura in senso stretto, non più in senso lato. Anche per quanto riguarda la sua sede, non avrà una inviolabilità totale, ma solo degli uffici. Nessuna protezione nemmeno per quanto riguarda la famiglia.

Sicuramente voi sapete che di consoli ne esistono di diversi tipi, per esempio onorari. La carriera consolare, indicata come carriera di tipo amministrativo, è regolare. C’è un concorso anche per questa carriera, però a seconda delle situazioni non necessariamente lo Stato utilizza un console di carriera: a seconda degli interessi può trovare soluzioni diverse. Ad esempio può nominare un console onorario nominato ad hoc che non necessariamente deve essere cittadino dello Stato inviante. Potrebbe essere un cittadino locale a cui viene richiesto di svolgere determinate funzioni amministrative. Evidentemente sarà uno che se ne capisce di rapporti con quel determinato paese estero. L’archivio è inviolabile l’appartamento del console no.

Avevamo già accennato ai trattati consolari. Per instaurare una ambasciata o missione diplomatica presso uno Stato estero tutto quel che serve è il gradimento. Quel che serve è che a monte tutto fosse già stato deciso, tutta una serie di elementi preliminari al poter inviare il console. In mancanza di un trattato consolare che definisca i dettagli di quel rapporto, non possiamo mandare un console in territorio straniero. È anche vero che il console è anch’esso regolato da consuetudini, visto che è un’altra figura antichissima. Il console ha limitate funzioni giurisdizionali, per quanto riguarda ciò che accade alle navi. Arriva un nave a Imperia. Se c’è una questione pendente tra il capitano e un cittadino a bordo, il console ha il compito di salire a bordo, prendere coscienza della cosa e tentare di risolvere il problema. Altro esempio, nel Regno Unito, questo tipo di funzione non sarà mai ammessa, perché qualunque nave che si trovi nelle acque interne britanniche è sottoposta alla giurisdizione britannica. Per sapere nel dettaglio, quindi, le funzioni che può svolgere un console, non è basarsi sulle regole e consuetudini generali, ma leggere lo specifico trattato consolare.

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