Donazione

Voi sapete che la DONAZIONE è un contratto, per cui la sua sede naturale sarebbe nel libro numero 4, dei Contratti. Invece no. Abbiamo un contratto, la donazione, infilata nel libro delle successioni. Perché ha fatto questo errore grossolano il legislatore di mettere un contratto in mezzo alle successioni quando si dice che fra successione e contratto c’è una bella linea netta di differenza. In realtà il rapporto fra le successioni e le donazioni è un rapporto strettissimo. Perché di fatto sono i due strumenti tramite i quali è più facile raggiungere lo stesso risultato, ossia beneficiare la persona.

Per capirci, se voglio anticipare la mia successione, voglio compiere oggi la mia successione, realizzarla oggi senza aspettare la mia morte, qual è lo strumento più facile che avrei per fare testamento oggi? La donazione. Regalo la mia casa a lei, la macchina a lei, le altre cose a lei. In questo modo gratuitamente mi tolgo una serie di beni e li trasferisco in capo ad un altro. Ecco perché la donazione è il contratto più vicino al testamento (però se mi dite all’esame che la donazione non è un contratto vi boccio). Ma vanno distinte. Come funzione, come scopo. Siete abbastanza giovani, non lo ricordate. Nel nostro ordinamento la legge tassa allo stesso modo le successioni e le donazioni. Nei vari governi che si sono susseguiti negli anni, è stata abrogata l’imposta sulle successioni e donazioni. Quando poi ci sono state elezioni è venuto un altro governo e si è detto questo governo rimetterà le imposte sulle donazioni e successioni, quei pochi che avevano ereditato nel frattempo non hanno pagato, gli altri cosa hanno fatto? Si sono affrettati ad anticipare le successioni facendo donazioni. Hanno fatto prima la distribuzione della ricchezza con le donazioni.

Questo è il grosso problema dell’Italia. I beni oggetto in donazione sono pressoché incommerciabili. Se ho due appartamenti e poi li dono ai figli questi non se li vendono più. Ciò detto, capire quando queste donazioni sono donazioni pure e semplici o donazioni che nascondono il patto successorio diventa difficilissimo. Ad esempio noi abbiamo una DONAZIONE MORTIS CAUSA, fatta in previsione di un pericolo di morte imminente che si perfeziona con la morte del donante, caratterizzata dalla revocabilità e caducità del donante. Devo viaggiare in aereo. Ho paura che gli aerei cadano. Anziché fare testamento, ti regalo una serie di cose ma solo se l’aereo cade, solo se muoio. Se tornassi indietro e facessi buon viaggio, ti porto solo le cartoline!. Il dubbio è questa donazione è valida o no? Si dice prevalentemente di no.

Altro tipo di donazione. Nelle donazioni UNUM MUOIA ET SI PREMUOIA la morte del donante costituisce un elemento accidentale che influisce sospensivamente sugli effetti del contratto. Io ti dono questi beni sicuramente, però a differenza del caso di prima dove dicevamo solo se cade l’aereo, invece, in questo caso specifico te li dono sicuramente però, facciamo una bella cosa, lasciami in pace finché campo, quando passo all’altro mondo te li lascio. Sono il classico anziano. Magari solo, non ho figli, ho la badante. Dice  senti padrone, donami tutto, io ti curo e poi quando tu muori mi prendo tutto. Se faccio testamento a favore della badante e poi mi fa arrabbiare lo cambio. Se faccio all’altro modo, le regalo tutto subito ma deve aspettare che io muoia. Su queste donazioni si discute se siano ammissibili o meno. Di fatto vanno a sostituire il testamento con l’aspetto gravissimo che non sono più revocabili. Essendo la donazione un contratto, stiamo parlando di contratto, si parla di contratto non revocabile. Tanti autori dicono che queste donazioni possono essere lecite. Un sistema per aggirare il problema c’è.

Si può aggirare il testamento attraverso queste donazioni, altrimenti come si fa per essere sicuri di tutto? Si usano i DIRITTI REALI MINORI, in particolare l’usufrutto così come lo conosciamo. La badante è esperta, cosa fa? Lascia l’usufrutto al vecchietto, così questo è sicuro che sta in casa fin che campa, e si fa intestare la nuda proprietà. Il giochino usufrutto nuda proprietà cosa comporta? Che nel momento in cui muore l’usufruttuario la nuda proprietà si espande e la badante si trova proprietaria dell’intera proprietà. Questo non è un contratto in cui la morte è previsto come evento, questo è semplicemente il trasferimento di un diritto la legge stabilisce avviene alla morte.

Non sono le parti che stabiliscono il meccanismo, è la legge che ha introdotto nel nostro ordinamento un meccanismo ulteriore. Il MANDATO. Voi sapete cosa è un contratto di mandato. È quel contratto nel quale il mandante ordina al mandatario di eseguire per suo conto, non necessariamente in nome, quella determinata cosa. Il mandato è un altro contratto utilizzato per aggirare il testamento, perché?  Do istruzioni a qualcuno di fare qualcosa coi miei beni. È un po’ il problema che si sta ponendo col testamento biologico. Quando mi trovo sul letto di morte, attaccatemi alle macchine, non attaccatemi, fatemi così cosà, voglio essere curato fino ad un certo punto. Questo è il testamento biologico. Do adesso direttive che dovranno essere eseguite qualora mi ritrovi in caso di incapacità. Se ho paura di diventare anziano, di essere tenuto artificialmente in vita, di passare anni in coma, se dovesse succedere qualcosa, fate come vi ho detto, non accanitevi su di me. Oppure sono testimone di Geova non fatemi trasfusione di sangue, perché sono contrario. Nel testamento biologico ci sono istruzioni che vengono date alle persone.

Nella stessa maniera il mandato sono istruzioni che potrei dare a qualcuno per operare sul mio patrimonio. Caso classico Trasferisco i miei beni ad una certa persona, do istruzioni affinché le gestisca in un certo modo e li faccia avere a Tizio, Caio e Sempronio. Questa è una ipotesi. Questo si chiama mandato post mortem exeguendo. Ti do il mandato, tu non devi attuare le istruzioni ora, ma dopo che sono morto. Siamo in uno di quei casi in cui abbiamo il problema di un contratto che comincerà ad operare dopo la morte. Ve la faccio molto breve.

Si ritiene che questo tipo di mandato sia valido nella misura in cui non abbia ad oggetto attribuzioni di carattere patrimoniale (carattere non patrimoniale? Va bene). Se do il mandato a Tizio perché voglio che curi la mia sepoltura in un certo modo piuttosto che in un altro, oppure sono uno scrittore, voglio pubblicare un libro scomodissimo.  Sono uno di quelli che ha vissuto tutta la vita in azienda, conosco i segreti, voglio scrivere un libro che venga pubblicato dopo la mia morte in maniera tale che mi tolgo tutti i sassolini dalle scarpe. Qualcuno ha sentito la canzone di De André il Testamento? Andate a risentirla. De André è figlio di uno dei migliori avvocati di Genova, problemi giuridici De André li sentiva fin da piccolo. All’inizio faceva canzoni su avvocati, notai. C’è un sacco di verità. Sono regole e disposizioni curiose che probabilmente aveva sentito da suo padre e suo zio.

La gente quando sta per andare al Creatore, nei testamenti scrive delle cose più strane, anche nei mandati vengono fuori cose più strane. Sono stato una vita in azienda, voglio pubblicare un libro per sparare a zero su una serie di persone, lo faccio dopo la morte. Do ad una certa persona l’incarico dopo la morte: fammi il piacere di pubblicare. Mandato post mortem. Ce ne sono molti altri. Non mi fido dei miei figli. Tu sei l’avvocato di famiglia continua a controllare tutti quanti, controlla tutto quanto. In campo ASSICURATIVO. Abbiamo tutta una serie di forze che sono sulla vita. sono contratti con cui la morte c’entra. Sono patti successori abilitati, non abilitati? Problemi, ce ne sono per tutti.

Stipulo una assicurazioni sulla vita beneficiaria mia moglie. Che differenza c’è rispetto a prima? Perché si la polizza sulla vita e contratto no? Innanzitutto perché la polizza sulla vita è considerata dal legislatore. Il 1412 prevede la prestazione a favore di terzi. Contratto in cui abbiamo il committente e lo stipulante: ci si accorda affinché in un contratto a prestazioni corrispettive, il prezzo venga pagato da una persona, ma chi riceve la prestazione è un’altra. Vado in una concessionaria con mio figlio gli regalo la macchina, io pago il prezzo ma è sua. Meccanismi di questo tipo. Qui si dice ma se tu facessi il contratto, chi paga il prezzo lo paga e la prestazione è resa ad un altro, si può fare? Io pago mentre sono in vita, il premio lo danno a qualcun altro.

Ritorna il meccanismo del testamento. Posso cambiare il nome sulla polizza fino all’ultimo minuto, lo dice espressamente la legge. Visto che in qualche maniera la cosa assomiglia al testamento bisogna salvaguardare il principio che posso cambiare idea fino all’ultimo minuto. Per quello che ci interessa, capite che la polizza sulla vita costituisce meno un’eccezione di quanto non sembri. Il problema è che la materia è noiosa. Tracciare una linea chiara in materia di patti successori è pressoché impossibile, è questo il problema. Stiamo parlando di una linea di confine importantissima, divide i contratti leciti e illeciti.

Non vi ho ancora parlato di CLAUSOLE SOCIETARIE. Le clausole societarie sono classiche, facciamo qualche esempio. Ci mettiamo insieme fra noi tre soci e ci fidiamo. Siamo tre commercialisti. È chiaro che per me non è indifferente chi sono i miei compagni colleghi di studio, siamo in tre. Se uno lavora male la reputazione è compromessa per tutti e tre. Ci mettiamo insieme. Se poi uno manca cosa succede? Mi arriva il figlio tossico e ce lo dobbiamo tenere e non lo possiamo buttare fuori? Oppure ti liquidiamo la quota, nel momento in cui muori dobbiamo dare dei soldi ai tuoi eredi? Capite che questi sono patti successori?

Stiamo disciplinando come ci comporteremo alla tua morte. È un aspetto importantissimo questo. Non lo è per l’azionista della Pirelli. Alla Pirelli non cambia se le azioni ce l’ha uno o l’altro. Ma se siamo 4 soci in un negozio con cui passo più ore col socio che con mia moglie, perché ci passo 12 ore al giorno, sono disponibile ad ammettere che se muore lui, al posto suo entra un erede qualunque?  Non ci penso neanche. Quando i rapporti societari sono molto stretti, la scelta del socio è molto più complicata della scelta del marito e della moglie. Non posso ammettere che se muore un socio mi arrivi un tossico, uno spendaccione, non ci penso neanche. Magari ho uno studio strutturato per tre professionisti. Alla fine poi dentro c’è una confusione! Si comincia a pensare a delle clausole che regolano questo, ma questi sono patti successori.

Il patto successorio è un aspetto importantissimo, un macigno che vieta un sacco di cose. L’hanno un po’ alleggerito col patto di famiglia (ma rimane un divieto ancora grosso) e dai confini assolutamente incerti. Troverete chi sostiene che un certo patto sia nullo o valido, massima incertezza. CONTRATTI VITALIZIO. Contratti diversi, nel nostro ordinamento hanno grandissimo successo. Cosa sono? La vita delle persone si è allungata a dismisura. Noi siamo in una zona a forte emigrazione. Tanti giovani se ne vanno, lasciando i vecchi. Abbiamo tante persone anziane, per giunta non siamo molto prolifici, sole nel senso che non hanno figli che le assistano. Il problema di queste persone è quello di garantirsi una buona serenità per gli ultimi anni che restano loro da vivere. Perché non sono autosufficienti vogliono tutta una serie di garanzie per gli anni a venire, poi perché non sanno a chi lasciare quei beni. Un tempo queste cose si gestivano con la Chiesa grazie alla figura del parroco. Andavano da lui, gli dicevano vorrei lasciare tutto alla Chiesa e il parroco cercava le persone più bisognose. Oggi questo meccanismo è in crisi. Si stipulano contratti vitalizio con cui mi accordo con qualcuno con il quale mi viene garantita l’erogazione di cure di cui ho bisogno, magari anche di compagnia, assistenza domiciliare, a fronte di un bene.

Come si fa un contratto di questo tipo visto che a prima vista è un patto successorio. Ci sono una valanga di dubbi sul fatto che sia legittimo questo contratto. Se si tratta di immobili si procede con il discorso usufrutto nuda proprietà. Se è un altro genere di beni è un problema. Perché o magari si fa un testamento (c’è il problema della revoca) o si prova a fare un contratto di questo tipo, sperando che nessuno lo debba interpretare e lo consideri un contratto vietato. Finora i giudici non lo hanno considerato patto vietato. Questo perché nel nostro ordinamento esiste già la rendita vitalizia, secondo la quale io do un bene ad una certa persona e questa si impegna ad erogare una certa somma per tutta la vita. è lo stesso tipo di contratto con la differenza che anziché soldi mi assicuro delle  prestazioni alternative, non c’è nulla di particolarmente strano.

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