Il modello comunitario

Tra i modelli in materia di corporate governance, è utile avere a riferimento quello comunitario. La legislazione comunitaria contiene regole frutto di un peculiare compromesso, tra modelli già operanti nei diversi Stati; per altro verso, l’assetto di interessi nella normativa comunitaria finisce con l’influenzare i modelli interni, in quanto la soluzione comunitaria si impone (eventualmente tramite armonizzazione) negli ordinamenti degli Stati membri.

L’individuazione dei principi comunitari in tema di corporate governance richiede una preliminare delimitazione della materia. Le disposizioni rilevanti sono quelle che riguardano direttamente la materia societaria, ovvero gli artt. 44 e 48 TCE e le relative direttive di armonizzazione nonché i recenti regolamenti sullo statuto della società europea e della società cooperativa europea e sull’adozione degli IAS.

Nella definizione del modello si devono considerare anche le regole in materia di circuiti per il finanziamento delle imprese, le direttive in materia di intermediazione bancaria e finanziaria e di mercati mobiliari, le disposizioni in materia di concorrenza e le regole sulla partecipazione dei lavoratori alle determinazioni dell’impresa. Queste disposizioni propongono un articolato assetto di interessi; la sequenza con la quale le disposizioni sono sopra citate rappresenta quel sistema di cerchi concentrici nei quali si ritrovano per categoria gli interessi in gioco, valorizzati secondo la rilevanza ad essi attribuita dal legislatore comunitario.

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