I costi standard – premesse

Se il confronto avviene tra costi riferiti a tempi corrispondenti di periodi susseguenti le condizioni di riferimento possono non essere omogenee a causa dei mutamenti esterni/interni all’impresa intercorsi nel periodo considerato.

  1. La mancanza di omogeneità inficia inevitabilmente il confronto.
  2. Il confronto tra consuntivi riflette solo passivamente gli svolgimenti concreti dei processi d’azienda.

Il controllo dei costi deve essere finalizzato a migliorare le condizioni di svolgimento dei processi.

E’ preferibile che il confronto avvenga tra i costi consuntivi e altri costi elaborati al fine di costituire proprio un termine di paragone (finalizzato al controllo). Tali costi, costruiti ad hoc sono i costi standard o costi tipo. L’utilizzo degli standard elimina (almeno in parte) gli inconvenienti 1) e 2), poiché essi sono elaborati studiando rigorosamente il processo in cui sono inseriti. Quando parliamo di costi standard parliamo a livello previsionale. La loro importanza nasce dal fatto che, nel controllo di feedback, viene utilizzato il confronto con il consuntivo per responsabilizzare chi di dovere. È un controllo sistematico. Il dato deve essere formulato con una logica ben precisa, mentre il confronto viene realizzato mediante semplici modelli matematici, comparando costi o ricavi in due tempi diversi.

Tutto è oggetto di possibile interpretazione. L’effettivo scostamento serve a ritrovare le cause reali dello scostamento stesso. Esso non è importante in senso assoluto, ma va scomposto per attribuire le specifiche responsabilità. Se lo standard serve come elemento di confronto, deve essere un valore dal quale sono state eliminate le disomogeneità fisiologiche, quali, per esempio, quelle che riguardano le logiche temporali: non tutte le aziende hanno processi di produzione che tendono a rimanere costanti nel tempo: molte hanno picchi verso l’alto o verso il basso, quindi è chiaro che se si realizzano confronti di budget tra picchi, si ottengono scostamenti eccessivi.

Esempio banalissimo: stabilimento balneare. In azienda le condizioni di svolgimento dei processi variano, esattamente come le condizioni generali. Questo implica che dal momento dello standard a quello del consuntivo qualcosa inficia sempre il confronto. Questo implica soprattutto che lo standard, e tutti i teorici concordano in questo, NON deve essere uguale al periodo precedente: normalmente le imprese prendono i dati dei consuntivi precedenti e li proiettano.

Questa logica è sia utilizzatissima sia criticatissima perché è molto improbabile che tutto rimanga invariato. Questo implica che ogni responsabile dovrebbe creare costi standard almeno parzialmente svincolati dal consuntivo. Questo processo all’inizio lasciava perplessi i manager, perché faceva perdere tempo. Si cercava inizialmente di bypassare il problema facendo una media dei consuntivi precedenti e non si restava sulla base di un solo consuntivo. Anche il costo minimo ed il costo previsto sono ancorati al costo consuntivo. Erano tutti tentativi di velocizzare la determinazione dello standard.

Oggi sono tutti concordi nel dire che non si dovrebbe fare così, in realtà fanno tutti così. La logica da seguire è creare ad hoc un costo preventivo che abbia come scopo la formulazione di un giudizio di confronto con il consuntivo. L’analisi delle condizioni di efficienza assume un ‘importanza fondamentale poiché, con riguardo ai livelli raggiungibili dall’impresa, si possono formulare diverse ipotesi. Ogni standard si riferisce comunque a “condizioni standard” dove il significato da attribuire alle condizioni sarà diverso a seconda del livello raggiunto.

I costi standard correnti

Servono per stabilire traguardi da raggiungere. Esprimono i livelli di costo raggiungibili date certe condizioni di prezzo e quantità dei fattori impiegabili nonché di livelli realizzabili di produzione. L’adozione di tale sistema impone confronti periodici coi risultati per valutare le deviazioni che sono espressione dell’efficienza raggiunta. Devono essere frequentemente variati per riflettere le condizioni esistenti nell’impresa.

I costi standard di base

Vengono determinati quando il sistema dei costi standard è introdotto nell’impresa e subiscono modificazioni solo in caso di profonde mutazioni interne (processi o prodotto) ed esterne (ambientali). In azienda, soprattutto a basso livello, non è ben visto tutto questo meccanismo in quanto viene visto come mero controllo personale. Nelle prossime lezioni faremo l’applicazione dei modelli di analisi degli scostamenti.

Cambiare testo: mettere 600 primo 900 il secondo, sennò la soluzione del prof. non torna. Quando si parla di margini di contribuzione è consigliabile partire sempre dalle considerazioni su quelli unitari, perché siamo sicuro che essi siano tali, mentre non è così se lo si calcola globalmente. Nella realtà non è mai possibile, perché i ricavi sono calcolati sulle quantità vendute, mentre i costi sulle quantità prodotte.

Quindi se esprimiamo il giudizio sulla convenienza economica della produzione di un prodotto non dobbiamo partire da dati globali. Anche nell’esercitazione 6 saremo indecisi. È un discorso raffinato. Evitiamo margini di contribuzione globali, sostanzialmente questo è il consiglio per l’esame. La valutazione delle rimanenze è nella realtà sempre diversa da quella che viene fatta in termini di costi e ricavi e di costi di fabbricazione diretti e indiretti.

Richiedi gli appunti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


1 + = dieci

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>