Le commissioni tributarie

Commissioni tributarie

In relazione agli accertamenti emessi dagli organi dell’Amministrazione Finanziaria i contribuenti possono proporre ricorso giurisdizionale, se ritengono infondato l’atto di accertamento, o definirli sulla base di apposite procedure (annullamento per autotutela, concordato, conciliazione, eccetera).

Gli organi di giurisdizione in materia tributaria sono costituiti da:

  • Commissioni tributarie provinciali, aventi sede nel capoluogo di ogni provincia;

  • Commissioni tributarie regionali, aventi sede nel capoluogo di ogni regione.

Le commissioni tributarie provinciali sono competenti per le controversie proposte nei confronti degli uffici delle entrate o del territorio del ministero delle finanze ovvero degli enti locali ovvero dei concessionari del servizio di riscossione, che hanno sede nella loro circoscrizione; se la controversia è proposta nei confronti di un centro di servizio è competente la commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio al quale spettano le attribuzioni sul tributo controverso.

Le commissioni tributarie regionali sono competenti per le impugnazioni avverso le decisioni delle commissioni tributarie provinciali, che hanno sede nella loro circoscrizione.

Le commissioni tributarie, ai fini istruttori e nei limiti dei fatti dedotti dalle parti, esercitano tutte le facoltà di accesso, di richiesta di dati, di informazioni e chiarimenti conferite agli uffici tributari e all’ente locale da ciascuna legge d’imposta.

Quando occorre acquisire elementi conoscitivi di particolare complessità, possono richiedere apposite relazioni ad organi tecnici dell’amministrazione dello Stato o di altri enti pubblici compreso il corpo della guardia di finanza, ovvero disporre consulenza tecnica.

È sempre data alle commissioni facoltà di ordinare alle parti il deposito di documenti ritenuti necessari per la decisione della controversia.

Non sono ammessi il giuramento e la prova testimoniale.

Le commissioni, se ritengono illegittimo un regolamento o un atto generale rilevante ai fini della decisione, non lo applicano, in relazione all’oggetto dedotto in giudizio, salva l’eventuale impugnazione nella diversa sede competente.

La commissione dichiara non applicabili le sanzioni non penali (pene pecuniarie eccetera) previste dalle leggi tributarie quando la violazione è giustificata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferisce.

Oggetto della giurisdizione tributaria

Sono soggette alla giurisdizione delle commissioni tributarie le controversie concernenti:

  1. Le imposte sui redditi;

  2. L’imposta sul valore aggiunto, tranne i casi di cui all’art.70 del DPR 26/10/1972, n.633, ed i casi in cui l’imposta è riscossa unitamente a quella sugli spettacoli;

  3. L’imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili;

  4. L’imposta di registro;

  5. L’imposta sulle successioni e donazioni;

  6. Le imposte ipotecaria e catastale;

  7. L’imposta sulle assicurazioni;

    1. Il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi;

  8. I tributi comunali e locali;

  9. Ogni altro tributo attribuito dalla legge alla competenze giurisdizionale delle commissioni tributarie.

Sono inoltre soggette alla giurisdizione tributaria le controversie concernenti le sovraimposte e le imposte addizionali nonché le sanzioni amministrative, gli interessi ed altri accessori nelle materie sopraesposte.

Appartengono altresì alla giurisdizione tributaria le controversie promosse dai singoli possessori concernenti l’intestazione, la delimitazione, la figura, l’estensione, il classamento dei terreni e la ripartizione dell’estimo tra i compossessori a titolo di promiscuità di un stessa particella nonché le controversie concernenti la consistenza, il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l’attribuzione della rendita catastale.

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